Le domande vengono prima delle risposte
Fondazione Alfred Lewin
l'ultimo numero
175

una città
un impegno a domandare

mensile di interviste e foto
indipendente autofinanziato
senza pubblicità

storie
preferisco un gendarme che parla della propria vita a un filosofo
che parla della vita

(Camillo Berneri, 1935)

buone pratiche
di cittadinanza

sentire di essere impegnati
nella realizzazione di un comune obiettivo, di cura mutua l'uno
per l'altro, di aiuto dell'uno per l'altro in un'ardua realizzazione

(Alexis de Tocqueville)
domande

le domande
vengono
prima delle
risposte
l'altra tradizione


lo scopo del socialismo è accrescere il benessere degli uomini tutti, eliminando le cause della lotta tra loro e coordinandone le attività.
(Francesco Saverio Merlino)
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cosa sta succedendo
La linea della reciprocità
Il problema se da Pomigliano potranno uscire prodotti decenti e l’esempio di Belo Horizonte; "tanti diritti poca contrattazione”; il contratto nazionale, che è la scala mobile, e le novità contrattuali della conciliazione; l’inevitabile partecipazione, anche azionaria, dei lavoratori; gli enti bilaterali e i precari.
Intervista a Bruno Manghi.
domande da farsi
L'antisemitismo esiste ancora?


L'anticomunismo di sinistra è ciò che è mancato all'Italia? 

Il sorteggio è democratico? 

La bugia è compatibile
con la democrazia?

Il modo di rapportarsi allo straniero dipende dal modo di trattare -uguali o disuguali- i fratelli in famiglia? 
appunti del mese
Si parla di dialetti e del rimpatrio assistito, una curiosa formula per "aiutare” gli immigrati in difficoltà a lasciare il nostro paese, anche se casomai hanno già la cittadinanza italiana; di circa due milioni di giovani Neet, acronimo per not in education, employment or training, che significa che un quinto dei ragazzi italiani tra i 15 e i 29 anni non studiano, non si formano, non lavorano; di come le ultime scoperte neuroscientifiche potrebbero rivoluzionare la psichiatria; di autismo e di alcuni dilemmi attorno alla disabilità a scuola; di baby blues e della curiosa proposta di fare un trattamento sanitario obbligatorio alle neomamme a rischio; di un appello per la liberazione di Narges Mohammadi eccetera eccetera


storia del mese
La presenza di un limite
La nascita prematura, i primi sospetti dei genitori che qualcosa non va, la scoperta dell’ipoacusia, proprio nei mesi in cui in Italia nasceva l’audiologia e la scelta, strategica, della scuola di tutti; l’assurdità di un welfare che paga interventi e indennità, ma non un apparecchio che rende autonomi; intervista a Martina Gerosa.


cosa sta succedendo
Free come free speech
Mai nella storia l’uomo ha avuto a disposizione uno strumento così potente per la crescita e la diffusione del sapere; la storia e la filosofia del software libero e il problema dell’analfabetismo scientifico; il rischio, reale, che nella divisione internazionale del lavoro noi finiamo a far scarpe; intervista a Angelo Raffaele Meo.

Sotto i due
figli a donna
La situazione della Cina, dove analisi prenatali e inurbamento hanno fatto risalire lo squilibrio fra maschi e femmine; la tendenza mondiale a scendere sotto due figli a coppia; l’inversione culturale e sociale, da noi, per cui è la donna che lavora che fa figli; l’assoluta necessità demografica dell’immigrazione. Intervista a Massimo Livi Bacci.

Quaranta associazioni
in quattro chilometri
Via Padova, un susseguirsi di panetterie, negozi, parrucchieri cinesi, bar e macellerie halal frequentati anche da clienti italiani; la Casa di Cultura islamica dove si prega in italiano e si chiede alle famiglie di mandare i bambini nelle scuole pubbliche; un tessuto civile e solidale nato dal basso, nell’indifferenza delle istituzioni e dei partiti; i tanti giovani immigrati lasciati in balia di se stessi e fatalmente attratti dalle bande di strada. Intervista a Matteo Speroni, Barbara Pianura, Asfa Mahmoud e Massimo Conte.
le "grandi" storie
Una giovane ebrea polacca che doveva andare in Inghilterra e si ritrovò in India, imparò cinque lingue, ritornò in Polonia, sposò un militante comunista, divenne comunista, ma alla fine, con l’ultima ondata antisemita, decise di partire... La storia di Nelly Norton.
La storia di Novello Papafava, cattolico liberale, amico, oltre che del fondatore della Rivoluzione liberale, di Gaetano Salvemini, di Giovanni Amendola, di Carlo Rosselli...
La storia di Friedrich G. Friedman, e il dramma di suo padre, ebreo tedesco che amava la Bibbia e le poesie di Goethe e che si suicidò con la moglie dopo aver messo in salvo i figli. Le peregrinazioni fra Italia, Inghilterra e America, fino al ‘ritorno nell’esilio’, in Germania.

La storia di Jean-Sélim Kanaan, funzionario Onu, impegnato per anni in Bosnia e Kosovo, morto a Baghdad nell’attentato contro la sede Onu dell’agosto del 2003 all’età di trentatré anni.
problemi di fede
Domande da farsi

L'ha detto o non l'ha detto di essere figlio di Dio?

Il celibato dei preti, che non è affatto un dogma di fede, è una catastrofe?
buone pratiche di cittadinanza
E' possibile soddisfare il bisogno di "buon vicinato” e di comunità mantenendo però anche degli spazi privati? Sì, si chiama co-housing.
L'esperienza di un gruppo di pazienti psichiatrici cronici che da quando fanno "vita d'albergo", han dimezzato i farmaci...
Al caffè Alzheimer, un posto dove ritrovarsi, raccontare, scambiarsi consigli, utili forse più ai parenti che ai pazienti... E' possibile intervenire sulla tossicodipendenza puntando sulla riduzione del danno e mettendo in campo la relazione come occasione? L'esperienza di un’agenzia di assicuratori alternativa: persone che si associano e pagano un tot per i problemi che possono colpire una di loro; contratti di sole due pagine, chiari, scritti in grande...
In che senso "lavorare” sulla memoria, sull’autobiografia, riflettere sulla propria storia, raccontarsela con altri, può servire nel lavoro sociale?
di lavoroLa situazione, paradossale, dei lavoratori autonomi con partita Iva, equiparati a dei dipendenti sul piano contributivo e alle imprese sul piano fiscale, e l’inspiegabile simpatia della sinistra per il lavoro sotto padrone. Intervista a Anna Soru. Un gruppo di liberi professionisti che periodicamente si trova a discutere di reti, formazione, solitudine e di come tenere assieme la libertà della partita Iva con il mutuo aiuto della cooperativa... Un’associazione di manager inoccupati che praticano il mutuo-aiuto al fine del ricollocamento e che hanno deciso di incontri la mattina, il momento più duro per chi non ha più orari... l'esperienza di Unbreakfast. 
Il fallimento del passaggio dal vecchio collocamento meccanico a politiche del lavoro attive, attente alla necessaria personalizzazione dei percorsi... Intervista a Concetto Maugeri.

di vita e di morte
In Olanda dal 2001 l'eutanasia è legale. Come sta andando? Risponde
Walburg De Jong


Una malattia, l'Alzheimer, che già oggi interessa un 30% degli ultraottantenni. Cosa si fa? Risponde
Daniele Villani.


A quando le cure palliative anche per i malati non oncologici?
Risponde
Franco Toscani
.

Cos'è lo stato vegetativo persistente? Risponde
Luciano Orsi

problemi di scuola
E' giusto alzarsi in piedi quando entra la professoressa?

Autorità, una parola divenuta quasi tabù dopo il 68. In una scuola dove gli insegnanti si trovano a dover dire dei no ad adolescenti a cui non è mai stato negato nulla, i ragazzini stranieri ripropongono un modello improntato su severità, merito e autorità dell’adulto che finisce col mettere in crisi insegnanti e educatori; l’importanza del giudizio, e talora perfino della punizione, che toglie l’ansia di aver sbagliato e allevia il senso di colpa; il problema della formazione e l’incognita delle nuove generazioni di insegnanti, all’apparenza magari "alternativi”, ma alla prova della realtà estremamente rigidi.
Intervista a Laura Manassero

pagine di storia
Se i raggi sono bianchi
o rossi...
L’incapacità di apprezzare un’opera senza saper leggere la grande quantità di simboli, convenzioni, gesti codificati, alcuni dei quali, fra l’altro, tuttora in uso; il luogo comune che nel Medioevo non si leggesse; una cultura religiosa, oggi del tutto persa, tramandataper secoli durante le veglie nelle stalle; intervista a Chiara Frugoni.



Internazionalismo

Il giorno dopo Copenhagen...
Un Summit deludente per chi si aspettava quel miracolo, che in realtà era già avvenuto; l’importanza della creazione di un clima di fiducia e responsabilità; il rischio che l’Africa paghi davvero un prezzo troppo alto e la convinzione che la vera partita si gioca a livello locale, nel quotidiano; intervista a Karl-Ludwig Schibel.

Lettere da...

dalla Cina,
di Ilaria Maria Sala
Raccolta 2010
Raccolta 2009
Raccolta 2008

Raccolta 2007

dagli Stati Uniti,
di Gregory Sumner
-Chiude Detroit?
-Le lezioni della grande depressione 
-L'audacia
della speranza     
-Il liberalismo
di Fdr
 
-Al Gore e "i politici
dell'amigdala" 







La più grande invenzione
Il rischio che l’estrema eterogeneità della società marocchina, fra due lingue malconosciute entrambe, grandi disparità economiche e sociali, la convivenza dell’arcaico con il nuovissimo, blocchi uno sviluppo equilibrato; la separazione fra stato e religione resterà lo snodo decisivo. Intervista ad Abdesselam Cheddadi.

Dove i libri sono rari
come la pioggia
Sentire che i libri hanno a che fare con la libertà, quando lo zio ricercato diceva di "nascondere i libri”, tenere una libreria a Marrakech e poi avere l’idea di portare i libri nei paesini e poi internet che diventa un porto franco per ragazzi e ragazze e ora skype per telefonare quasi gratis in tutto il mondo e poi il sogno di venire in Europa di tanti ragazzi e il danno che crea l’Iraq... Intervista a Jamila Hassoune.



Alla sera andiamo a Beit Sahour
Diario di viaggio in Israele e Territori.
Di Paola Canarutto, medico e presidente dell'associazione Ebrei contro l'occupazione.
L'utopia
di Berlino
Una conversazione, provocatoria e spregiudicata, tra Boris Groys, filosofo e critico d’arte, nato a Berlino da genitori russi nel 1947, e Frank Berberich, di Lettre International, la rivista internazionale fondata da Ryszard Kapuściński, che ripercorre la storia e l’atmosfera a Berlino prima, durante e dopo il Muro.



Cina
America
Balcani
Algeria
Israele e
Palestina

Ruanda

Donne contro i fondamentalismi 
Islam, martirio e suicidio 
Coi democratici algerini 


L'altra tradizione

No, Rousseau non è un totalitario...
Il saggio fondamentale del ‘58 di Isaiah Berlin, che andando a cercare le origini del totalitarismo comunista, arriva a trovarle in Rousseau, ancor prima in Kant e nell’idea di una libertà positiva, prescrittiva; un manicheismo da "guerra fredda” che crede nella proclamazione della verità più che nella sua ricerca; il rischio oggi di vedere un islam monolitico e impermeabile alla libertà; l’idea diversa di Bobbio e il valore del dialogo perché nessuna cultura è monolitica. Intervista a Nadia Urbinati.

Fai il consigliere comunale...
La storia del Bund, il partito che organizzava i lavoratori e la vita quotidiana delle comunità ebraiche polacche e che finì con le deportazioni nei campi di sterminio e con la disperata insurrezione del ghetto di Varsavia; Marek Edelman, bundista, medico, dirigente di Solidarnosc... Intervista a Wlodek Goldkorn.
... Diciamo che la cosa fondamentale, per esempio in Marek Edelman, era la questione della dignità. All’epoca non esisteva la nozione di diritti umani, esisteva però la nozione della dignità, e tutto ruotava intorno a questa questione: restituire la dignità alle persone e alla classe operaia.
Dopodiché era anche un modo per organizzare una società che non aveva una base territoriale e che non poteva costituire uno Stato (né era previsto che lo facesse).
Così, se nella Russia zarista non possono fare molto, nella Polonia indipendente, dopo il ’18, fanno sindacati, scuole, sanatori per bambini, organizzazioni femminili, club sportivi, biblioteche. Praticamente un’organizzazione che abbraccia l’intera società. Da bambino entravi nella Skif, poi da adolescente, fino a 19-20 anni, entravi in Tsukunft (l’Avvenire), l’organizzazione giovanile. Dopodiché da adulto diventavi membro del Bund, e se eri un lavoratore, anche membro del sindacato. Se eri forte e coraggioso, poi, entravi nella milizia del Bund, che combatteva sul serio, cioè faceva battaglie di strada con i fascisti polacchi. Se eri una donna impegnata nel sociale entravi nell’organizzazione femminile; se eri infermiere o medico pediatra entravi in un’organizzazione che si occupava dell’educazione delle madri; se eri un bambino malato ti mandavano in un loro sanatorio; se eri sportivo entravi a far parte del club sportivo...
Il welfare se lo facevano da soli; si ispiravano all’austro-marxismo, che per primo teorizzò un’organizzazione in parallelo e l’autonomia culturale. Ci sono interi quartieri operai costruiti con questo intento a Vienna. ...

I nostri
Caffi
Chiaromonte
Salvemini
Merlino
Gnocchi-Viani
Camus
Berneri
Ricordiamo
Lisa Foa
Vittorio Foa
Gino Bianco
Raniero Panzieri
Da leggere
-L'ultimo discorso
di Matteotti
-Togliatti in Spagna
di G. Bianco
-Riflessioni sul socialismo
di A. Caffi
-Questa è l'Italia
di F. S. Merlino
-Un po' di prefazione
a "Critica del socialismo", di F. S. Merlino
-Cattaneo federalista, di C. Berneri
-Cocò all'università
Di G. Salvemini
-Ai lettori, l'ultimo editoriale sul "Mondo"
di M. Pannunzio
Da un vecchio fallito
di A. Caffi
Siamo tutti violenti
di N. Chiaromonte



Appello per Berneri

Noi ovvi
amente non contiamo nulla, ma ciononostante avanziamo una richiesta solenne agli ex-comunisti del Pci (la specifica è necessaria perché ci sono anche gli altri ex-comunisti, quelli del 68, e l’impressione è che i conti con le loro idee e con i loro atti di un tempo li abbiano fatti ancor meno dei primi): convochino un grande convegno sulla figura di Camillo Berneri, grande intellettuale e militante italiano, anarchico eterodosso, antifascista della prima ora e altrettanto r
igoroso anticomunista, amico dei fratelli Rosselli, combattente di Spagna, ucciso dai comunisti delle brigate internazionali che ne rivendicarono l’omicidio sul giornale comunista in Francia. E in questo convegno si faccia luce, finalmente, sul ruolo che ebbe Togliatti in Spagna.
E’ chiedere troppo? E’ una richiesta da pazzi? Forse sì, visto che pensiamo anche che se l’avessero fatto per tempo, negli anni scorsi, forse ora la situazione del nostro paese sarebbe diversa...
E chissà, se mai si dovesse tenere un simile convegno, che non possa svolgersi sotto l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica...




Domande
da farsi

-la stagione del socialismo municipale, chiamato in tono dispregiativo dai marxisti
il "socialismo dell'acqua
e del gas" fu in realtà gloriosa?


-Rivoluzione o antitrust? Mentre in Europa non si vedeva altro che "la presa dello stato" i libertari americani lottavano contro
i monopoli.


-la proprietà libera? Proudhon che aveva iniziato denunciandola come un furto morirà considerandola condizione
di libertà...


-perché Osvaldo Gnocchi Viani,
il fondatore delle camere del lavoro, tratto originale nel mondo del sindacalismo italiano, non lo ricorda nessuno?

i nostri libri
Perché il 68 (e poi il 69 e oltre) non si incontrò con uno dei più radicali intellettuali italiani, antitotalitario, libertario, intrasigente, conosciuto e stimato da dissidenti e "dissenzienti" dell'Est e dell'Ovest del mondo?
Nicola Chiaromonte
La rivolta conformista
Scritti sui giovani e il 68
A cura di Cesare Panizza
Ed. Una Città, 2009
collana Quaderni dell'altra tradizione
168 pagine

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Per gli abbonati € 10.00

E’ ancora possibile uno Stato palestinese dopo anni di continua espansione degli insediamenti, la costruzione delle autostrade riservate, l’innalzamento di un muro gigantesco? Ma cosa potrà succedere quando i palestinesi si convinceranno che non c’è più speranza per un loro Stato?
Jeff Halper
Ostacoli alla pace
Una ricontestualizzazione del conflitto israelo-palestinese
Ed. Una Città, 2009
collana internazionalismo
168 pagine

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Per gli abbonati € 10.00

Il fascino dei racconti di vita, quando conservano le movenze della parola, gli scatti della voce, le emozioni del narratore o della narratrice, è che non si vorrebbe mai che finissero. Come capita da bambini, viene da dire “ancora!”, per allontanare il silenzio e l’ombra di morte che si porta dietro...
Sono quasi sempre madri, figlie, sorelle, mogli, interni di famiglia, relazioni parentali, appartenenze intime, su cui eventi traumatici -la guerra, un colpo di Stato, un atto terroristico, una malattia, una morte- hanno aperto uno squarcio doloroso, la linea di demarcazione tra un prima e un dopo, ma anche l’inizio di un viaggio che sembrava destinato ad altri: l’impegno sociale, lo studio, il piacere di raccontare per sé e per molti ciò che resta ancora irrimediabilmente privato e “impresentabile” di ogni singola vita.
(dalla prefazione di Lea Melandri)
redazione Una Città
Lo chopin partiva
storie di donne
prefazione di Lea Melandri
Ed. Una Città, 2007
256 pagine

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Per gli abbonati € 12.00

Un manuale di storia per le scuole con due narrazioni, "due verità", che corrono parallele nella stessa pagina. L'impresa straordinaria di un gruppo di insegnanti israeliani e palestinesi...
Peace Research Institute in the Middle East
La storia dell'altro
israeliani e palestinesi
Prefazione di Pierre Vidal-Naquet
introduzione di Dan Bar-On, Sami Adwan, Eyal Naveh, Adnan Musallam
a cura di Asher Salah e Barbara Bertoncin
Ed. Una Città, 2003
collana internazionalismo
144 pagine

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Per gli abbonati € 10.00

il dibattito in Israele sulle espulsioni dei palestinesi nel 1948-49 con saggi di Anita Shapira, storica israeliana, Ephraim Kleiman, intellettuale israeliano, che nel 48 era un giovane soldato, e la prefazione di Pierre Vidal-Naquet, scritta poco prima di morire.
Ephraim Kleiman, Anita Shapira, Pierre Vidal-Naquet
Brutti ricordi
Il dibattito in Israele sulle espulsioni di palestinesi nel 1948-1949
prefazione di Pierre Vidal-Naquet
Ed. Una Città, 2007
collana internazionalismo
136 pagine

acquistaPrezzo € 12.00
Per gli abbonati € 10.00

il mutualismo di ieri e di oggi - il dilemma: cittadini o utenti? - le "dame" nelle corsie d'ospedale - il diritto all'autobiografia - il malato cittadino - quella palestra dove giovani delinquenti son diventati campioni... - il circuito virtuoso del recupero delle rimanenze dei grandi magazzini - parlare della malattia non guarisce ma fa bene - quel paternalismo fatale dell'istituzione verso le donne in difficoltà - la libertà che è nelle relazioni, nel legame - aprire dei bar invece che dei centri di salute mentale? - e poi le storie di ieri che ancora, forse, ci possono insegnare qualcosa...
Redazione Una Città
Almanacco delle buone pratiche di cittadinanza (n. 2)
Ed. Una Città, 2007
288 pagine

acquistaPrezzo € 18.00
Per gli abbonati € 15.00

Dal maestro di strada napoletano che si ostina a voler recuperare all’obbligo scolastico quel ragazzo che tirò una sedia all’insegnante al volontario cattolico veneto che per trovar casa agli immigrati dal nulla ha tirato su un’impresa sociale enorme; dagli incaricati del comune di Torino che cercano di coinvolgere i cittadini nella scelta del luogo dove localizzare l’inceneritore indesiderato al medico che da vent’anni si batte per le cure palliative e per far uscire l’Italia dagli ultimi posti al mondo per uso sanitario di morfina... E’ l’Italia delle “buone pratiche”, quella che non rivendica solamente, ma che nel quotidiano “già fa”, che nel quartiere, a scuola, sul luogo di lavoro si impegna a risolvere problemi sempre più complessi chiamando alla partecipazione i cittadini. Un’altra Italia, quella che “fa da sé ma non per sé”, che quasi mai viene raccontata dai giornali e dalle televisioni, che non trova udienza, spesso, presso la “grande politica”...
redazione Una Città
Almanacco delle buone pratiche di cittadinanza (n. 1)
Ed. Una Città, 2004
418 pagine

acquistaPrezzo € 18.00
Per gli abbonati € 15.00


Ricordarsi

In memoria
Grazia Cherchi
Alexander Langer
Michele Ranchetti
padre Camillo de Piaz
Gino Bianco
Adelaide Aglietta
Michele Pulici
Zulma Paggi
Gabriele Bortolozzo
Nelly Norton
Pierre Vidal-Naquet
Fiamma Bianchi Bandinelli Carla Melazzini
Jean Selim Kanaan


Domande
da farsi

Era giusto intervenire in Bosnia e in Kossovo? Il pronto soccorso è un dovere sempre e comunque?

Il concetto di unicità della Shoà non rischia
di sacralizzarla e di portarla fuori dalla storia, rendendola incomparabile e quindi inutilizzabile? 

Cosa deve succedere quando il nipote della vittima incontra
il nipote
del carnefice? 


La giornata della memoria,
le giornate anzi, sono giuste o sbagliate?


Il lutto eterno
Il concetto di catastrofe, un guazzabuglio dove il fallimento di Ariane 5 e la distruzione della Cecenia si equivalgono. Ogni sacralizzazione, ogni teologizzazione dello sterminio, ma anche ogni idea di memoria dell’evento unico comportano rischi di cristallizzazione in un prima e un dopo che non permettono più di discernere e operare razionalmente. Né un annoiato relativismo né l’assolutizzazione di una singolarità. Intervista a Alain Brossat.

Il secolo
dei genocidi
Il secolo del genocidio degli armeni, della Shoah, della Cambogia e del Rwanda, nonché dei terribili sterminii staliniani, il secolo che sul suo finire ha assistito agli orrori delle pulizie etniche nazionaliste e delle stragi islamiste, si chiude con una speranza: un tribunale internazionale per perseguire i crimini contro l’umanità. Un intervento di Gianni Sofri.

Rinnegare
il Vietnam?
Il crimine contro l’umanità, e cioè l’uccisione di qualcuno non per qualcosa che ha fatto ma per come è nato, pareva bandito dall’Europa e invece è riapparso cinquant’anni dopo Auschwitz. Chi vuol fermare un massacro ha sempre ragione. Chi per antiamericanismo non si oppone ai massacratori tradisce i propri ideali di gioventù. Intervista a André Glucksmann.

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