Le domande vengono prima delle risposte
Fondazione Alfred Lewin
l'ultimo numero
190

una città
un impegno a domandare

mensile di interviste e foto
indipendente autofinanziato
senza pubblicità

storie
preferisco un gendarme che parla della propria vita a un filosofo
che parla della vita

(Camillo Berneri, 1935)

buone pratiche
di cittadinanza

sentire di essere impegnati
nella realizzazione di un comune obiettivo, di cura mutua l'uno
per l'altro, di aiuto dell'uno per l'altro in un'ardua realizzazione

(Alexis de Tocqueville)
domande

le domande
vengono
prima delle
risposte
l'altra tradizione


lo scopo del socialismo è accrescere il benessere degli uomini tutti, eliminando le cause della lotta tra loro e coordinandone le attività.
(Francesco Saverio Merlino)
i link










"In mano agli ebrei"

La reazione controilluminista, alimentata dalla crisi del modello comunitario feudale, che si salda all’antigiudaismo cattolico; l’emancipazione che ha reso invisibile il nemico e lo stereotipo dell’ebreo usuraio; perché alcune correnti del socialismo cedettero alle argomentazioni degli antisemiti. Intervista a Michele Battini, professore di Storia Contemporanea e Presidente del Centro Interdipartimentale di Studi Ebraici all'Università di Pisa.

LA CRISI


Altri 13.000 posti persi in Veneto, dopo i 53.000 del 2009; disoccupazione, male incurabile? Indurre l’obbligo a darsi da fare insieme all’introduzione del reddito di ultima istanza; l’importanza della settimana di vendemmia per tutti i giovani; il lusso, che non potrà durare, di una badante a testa. Intervista a Bruno Anastasia.

La crisi economica, che nella sua fase iniziale aveva colpito settori per tradizione maschili, come edilizia, manifattura e finanza, oggi, con il taglio dei servizi, rischia di colpire, e doppiamente, le donne; l’importanza delle infrastrutture sociali, senza le quali nessun paese può andare avanti. Intervista a Annamaria Simonazzi.

Dopo quelle degli anni ‘30 e ‘70, una crisi altrettanto strutturale, epocale, non indotta da sordidi speculatori o da eccesso di credito a chi voleva comprarsi una casa, ma causata innanzitutto, nel passaggio dalla manifattura all’economia della conoscenza, dal crollo del valore aggiunto; la grande complicazione della globalizzazione; una transizione molto dolorosa cui seguirà un lungo periodo di benessere, trainato dalla diffusione planetaria delle Itcs. Intervista a Cristiano Antonelli.

Il 17 febbraio

Col tempo le valli Chisone, Pellice e Germanasca, le cosidette "Valli Valdesi", sono divenute qualcosa di più di un territorio, quasi la metafora di un'identità; uno spirito, quello valdese, che non accetta né mediazioni, né gerarchie; quel dibattito, dopo l'Unità d'Italia, sul "cosa festeggiare". Intervista a Bruna Peyrot, saggista e giornalista, che da anni conduce ricerche sulle identità e le memorie culturali.

La virtù utile

In politica, arte dello stare insieme e non scienza esatta, la possibile corruzione di un processo decisionale, misurandosi sulla distanza maggiore o minore del patto che si è dati, è difficile da definire; è l'evasione fiscale, invece, a corrompere in modo potenzialmente irreparabile lo Stato e il corpo sociale. Intervista a Nadia Urbinati, docente di Teoria Politica alla Colombia University di New York.

"Cose di Internet":
privacy, social network, diritti e libertà on line
Medicina 2.0
Il Web.2, quello dei social network, ha rivoluzionato il rapporto dei medici con la medicina e coi colleghi, dei pazienti con la malattia; i pazienti si informano e si confrontano, si scambiano esperienze; l’incomprensione delle istituzioni sanitarie che concepiscono solo un’informazione verticalazzita.Intervista a Dominique Dupagne.

Vita pubblica e gran bazar

Facebook è vita pubblica, mentre google è vita privata; identità digitale e reputazione digitale; i rischi maggiori alla privacy, per il trattamento dei dati, dalle amministrazioni più che dai gestori; un rischio Kafka più che Orwell; i rischi della geo-localizzazione che comunque possono essere evitati. Intervista a Jean-Marc Manach.

Il re persiano e Lady Gaga
Wikipedia, un’enciclopedia "modesta”, per niente rivoluzionaria, popolare e ultra democratica, non già perché tutti possono scriverci, ma perché tutti possono usarla; i problemi della manipolazione dai farmaci alla Corea del Nord; la funzione di polizia degli amministratori. Intervista a Jean-Noël Lafargue.

Schedare l'umanità
Fra poco non solo noi, ma tutti i nostri oggetti lasceranno tracce digitali; già oggi incrociando dati si individuano comunità virtuali a scopo commerciale; il rischio non lontano del cyber-terrorismo; l’equivoco concetto di neutralità della rete; la possibilità reale di essere tutti proprietari dei propri dati. Intervista a Michel Riguidel.Tutti editoriLa caratteristica universale di Internet, il fatto che permette a chiunque, in qualunque punto del mondo, di accedere allo stesso Internet, che va ben oltre la grande rivoluzione di Gutenberg, va difesa a oltranza; il rischio di una Francia-net, di una Cina-net, ecc.; le ambiguità di Google. Intervista a Jérémie Zimmerman.

Sul suicidio e la Bosnia
Una discussione a seguito della pubblicazione del testo "Fare ancora" in ricordo di Alex Langer. Interventi di Gianni Saporetti e Edi Rabini.
"Ciò che era giusto"Intervento di Gianni SaporettiIn un libro su Alex Langer, "Fare ancora", fra le tante testimonianze, anche molto belle, ne appare una dello scrittore Erri De Luca, che senza professarsi pacifista, dice che per la Bosnia si era trovato sulle stesse posizioni "non interventiste” di Alex.

A proposito di Langer e la Bosnia
Intervento di Edi RabiniHo sempre cercato di evitare che si crei l’equivoco della presenza di un improbabile "interprete autentico” del pensiero molteplice di Alexander Langer. Ma interloquisco volentieri a titolo evidentemente personale.

Politics sfogliabile on line

Sul sito della biblioteca Gino Bianco è consultabile la collezione completa di Politics (1944-1949), rivista newyorchese diretta da Dwight Macdonald. Su Politics hanno scritto, tra gli altri, Hannah Arendt, Andrea Caffi, Albert Camus, Nicola Chiaromonte e Simone Weil. Per maggiori informazioni: qui.
Internazionalismo
Erano le sei del mattino...Hamadi Kaloutcha è lo pseudonimo Facebook di Soufien Belhajj, un ventiseienne di Tunisi che ha fatto opposizione al regime di Ben Ali attraverso Facebook con un gruppo "I have a dream: Tunisie démocratique”) e il suo profilo. Soufien è stato arrestato il 6 gennaio 2011 dalla polizia politica di Ben Ali e rilasciato il 14 gennaio.È membro della Haute Instance pour la réalisation des objectifs de la révolution, de la réforme politique et de la transition démocratique




Mi ha aperto mia madre...
L’odissea di un giovane tunisino deciso a raggiungere l’Italia: la lunga attesa nella foresta fino alla partenza, un viaggio in mare che dura giorni, in mezzo alla tempesta, affamati, con le pattuglie della polizia che affiancano ripetutamente la barca e finalmente l’agognato arrivo a Lampedusa e... il rimpatrio forzato. Hassen Clubist ha 26 anni e vive in Medina, quartiere centrale e popolare di Tunisi. A marzo, dopo la Rivoluzione, si è imbarcato su una delle carrette del mare che dalla Tunisia sono arrivate a Lampedusa.


Gli arrivi dal Nordafrica: il muro di mare

"Quando Zaia ha commentato facendo notare che i tunisini avevano tutti le scarpe griffate, secondo me ha segnalato un fenomeno che non può essere liquidato dandogli dell’ignorante o del poco solidale, perché una cosa è un profugo vestito di stracci che fugge da una guerra e un’altra cosa sono questi giovani. Se vuoi, questo dei flussi dalla Tunisia, è un fenomeno controverso anche agli occhi degli stessi tunisini. In fondo hanno appena vinto una rivoluzione, e proprio il sud era il territorio più oppresso; insomma dovrebbe essere un momento di straordinaria motivazione a rimanere, tanto più che effettivamente la Tunisia è un Paese che oggi ha bisogno di tutte le sue risorse. Intervista a Ferruccio Pastore.

I vecchi codici e la vera vita
La rivolta dei giovani dei paesi arabi ha fatto crollare due stereotipi occidentali: l’incompatibilità di Islam e democrazia e l’idea che ogni musulmano abbia in testa solo Corano e Palestina; il gap fra usi, costumi e vita e diritto. Intervista a Olivier Roy.

Lettere dalla Tunisia


di Micol Briziobello


L'altra tradizione

Domande da farsi

-la stagione del socialismo municipale, chiamato in tono dispregiativo dai marxisti il "socialismo dell'acqua e del gas" fu in realtà gloriosa?


-Rivoluzione o antitrust? Mentre in Europa non si vedeva altro che "la presa dello stato" i libertari americani lottavano contro
i monopoli.



-la proprietà libera? Proudhon che aveva iniziato denunciandola come un furto morirà considerandola condizione
di libertà...



-perché Osvaldo Gnocchi Viani, il fondatore delle camere del lavoro, tratto originale nel mondo del sindacalismo italiano, non lo ricorda nessuno?

I nostri

Andrea Caffi
Nicola Chiaromonte
Gaetano Salvemini
Francesco Saverio Merlino
Osvaldo Gnocchi-Viani
Albert Camus
Camillo Berneri

Lisa Foa
Vittorio Foa
Gino Bianco
Raniero Panzieri

Da leggere


-L'ultimo discorso, di Matteotti
-Togliatti in Spagna, di G. Bianco
-Riflessioni sul socialismo, di A. Caffi
-Questa è l'Italia di F. S. Merlino
-Un po' di prefazione a "Critica del socialismo", di F. S.Merlino
-Cattaneo federalista, di C. Berneri
-Cocò all'università, di G. Salvemini
-Da un vecchio fallito, di A. Caffi
-Siamo tutti violenti, di N. Chiaromonte

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i nostri libri
Sono, queste di Ilaria Maria Sala alla redazione di Una città, delle vere lettere ad amici, in cui racconta e si racconta. Racconta le sue giornate e le sue esperienze in un tono molto famigliare. Ma le sue pagine ci fanno scorgere una Cina vera, con la sua gente (gli han, ma anche gli uiguri e i tibetani e gli altri) e il continuo muoversi velocemente di uomini e donne in città sempre più grandi. Forse quella che cresce di meno fra tutte è proprio Hong Kong, il cui espandersi è limitato da confini fisici, geografici. Città più tranquilla, e ancora oggi più libera: per questo, probabilmente, Ilaria ha scelto di viverci.

(Dall'introduzione di Gianni Sofri)
Ilaria Maria Sala
Lettere dalla Cina
Raccolta delle "Lettere dalla Cina" di Ilaria Maria Sala. Introduzione di Gianni Sofri.

Ed. Una città, 2011
Internazionalismo
120 pagine

acquistaPrezzo € 10,00
Per gli abbonati € 8,00

 
Raccolta dei saggi di Gino Bianco (1993-2005) dal 1960 al 1972 tra cui Il Libertario, storia di un giornale anarchico, I fatti di Genova e la democrazia cifrata, L'attività degli anarchici nel Bienno Rosso (1919-1920), Trotzki e la Rivoluzione e Togliatti in Spagna.
Gino Bianco
Socialismo libertario
Scritti di Gino Bianco dal 1960 al 1972. Introduzione di Alan J. Ray
Ed. Una città, 2011
Quaderni dell'altra tradizione
180 pagine

acquistaPrezzo € 14,00
Per gli abbonati € 12,00

 
"...Nel paesino dei miei genitori i libri erano "rari come la pioggia”. La mia poi è una famiglia conservatrice, infatti da adolescente non uscivo, non andavo nei locali. Però nella casa della mia infanzia c’era qualcosa di buono: la biblioteca. Avevamo molti libri e io passavo tutto il mio tempo a leggere. Così, pur non potendo muovermi, ho presto maturato uno spirito libero..."
(Dall’intervista a Jamila Hassoune)

"...E alla fine si è come chiuso il cerchio. Sono stata incaricata di seguire un programma di "riabilitazione” delle regioni interessate dalla violazione dei diritti dell’uomo durante gli anni di piombo... Ciò che rende questa iniziativa straordinaria è che per la prima volta, come atto di riparazione, non ci si è limitati a offrire degli indennizzi individuali, ma si è pensato a una forma di riabilitazione anche delle comunità, dei territori..."
(Dall’intervista a Fatna El Bouih)
a cura di Barbara Bertoncin e Joan Haim
Come la pioggia
Donne marocchine raccontano il loro impegno
Interviste a: Damia Benkhouya, Jamila Lamani, Aicha El Hajjami, Fatna El Bouih, Saadia Jabale, Houda Hassoune, Laila Bedyouch, Ilham Lamrani, Mohamed Lokrimi, Halima Oulami, Jamila Hassoune

Ed. Una Città, 2010
Internazionalismo
120 pagine

acquistaPrezzo € 10,00

 
Perché il 68 (e poi il 69 e oltre) non si incontrò con uno dei più radicali intellettuali italiani, antitotalitario, libertario, intrasigente, conosciuto e stimato da dissidenti e "dissenzienti" dell'Est e dell'Ovest del mondo?
Nicola Chiaromonte
La rivolta conformista
Scritti sui giovani e il 68
A cura di Cesare Panizza
Ed. Una Città, 2009
collana Quaderni dell'altra tradizione
168 pagine

acquistaPrezzo € 12,00
Per gli abbonati € 10,00

 
E’ ancora possibile uno Stato palestinese dopo anni di continua espansione degli insediamenti, la costruzione delle autostrade riservate, l’innalzamento di un muro gigantesco? Ma cosa potrà succedere quando i palestinesi si convinceranno che non c’è più speranza per un loro Stato?
Jeff Halper
Ostacoli alla pace
Una ricontestualizzazione del conflitto israelo-palestinese
Ed. Una Città, 2009
collana internazionalismo
168 pagine

acquistaPrezzo € 12,00
Per gli abbonati € 10,00

 
Il fascino dei racconti di vita, quando conservano le movenze della parola, gli scatti della voce, le emozioni del narratore o della narratrice, è che non si vorrebbe mai che finissero. Come capita da bambini, viene da dire "ancora!”, per allontanare il silenzio e l’ombra di morte che si porta dietro...
Sono quasi sempre madri, figlie, sorelle, mogli, interni di famiglia, relazioni parentali, appartenenze intime, su cui eventi traumatici -la guerra, un colpo di Stato, un atto terroristico, una malattia, una morte- hanno aperto uno squarcio doloroso, la linea di demarcazione tra un prima e un dopo, ma anche l’inizio di un viaggio che sembrava destinato ad altri: l’impegno sociale, lo studio, il piacere di raccontare per sé e per molti ciò che resta ancora irrimediabilmente privato e "impresentabile” di ogni singola vita.
(dalla prefazione di Lea Melandri)
redazione Una Città
Lo chopin partiva
storie di donne
prefazione di Lea Melandri
Ed. Una Città, 2007
256 pagine

acquistaPrezzo € 15,00
Per gli abbonati € 12,00

 
Un manuale di storia per le scuole con due narrazioni, "due verità", che corrono parallele nella stessa pagina. L'impresa straordinaria di un gruppo di insegnanti israeliani e palestinesi...
Peace Research Institute in the Middle East
La storia dell'altro
israeliani e palestinesi
Prefazione di Pierre Vidal-Naquet
introduzione di Dan Bar-On, Sami Adwan, Eyal Naveh, Adnan Musallam
a cura di Asher Salah e Barbara Bertoncin
Ed. Una Città, 2003
collana internazionalismo
144 pagine

acquistaPrezzo € 12,00
Per gli abbonati € 10,00

 
il dibattito in Israele sulle espulsioni dei palestinesi nel 1948-49 con saggi di Anita Shapira, storica israeliana, Ephraim Kleiman, intellettuale israeliano, che nel 48 era un giovane soldato, e la prefazione di Pierre Vidal-Naquet, scritta poco prima di morire.
Ephraim Kleiman, Anita Shapira, Pierre Vidal-Naquet
Brutti ricordi
Il dibattito in Israele sulle espulsioni di palestinesi nel 1948-1949
prefazione di Pierre Vidal-Naquet
Ed. Una Città, 2007
collana internazionalismo
136 pagine

acquistaPrezzo € 12,00
Per gli abbonati € 10,00


Ricordarsi

Una pensione

Adele Cambria ricorda Amelia Rosselli, Il Mondo, 14 dicembre 1965


"Amelia aveva sette anni quando le hanno ucciso il padre, Carlo, a Bagnole-sur-I’Orne. L’impressione, conoscendola di più, leggendo le parole che scrive, è di una che dilapidi, con il pudore delle persone civilmente educate, la sua giovinezza: altri, i fascisti del servizio segreto del Sim, le hanno frantumato gli anni di bambina”... Un pezzo di Adele Cambria uscito su Il Mondo nel 1965, dedicato ad Amelia Rosselli.

In memoria
Grazia Cherchi
Alexander Langer
Michele Ranchetti
padre Camillo de Piaz
Gino Bianco
Adelaide Aglietta
Michele Pulici
Zulma Paggi
Gabriele Bortolozzo
Nelly Norton
Pierre Vidal-Naquet
Fiamma Bianchi Bandinelli Carla Melazzini
Jean Selim Kanaan

I sette frati di Tibhirine
Nella notte del 26 marzo 1996 sette trappisti dell'abbazia di Tibhirine, in Algeria, vengono rapiti. Per due mesi nessuna notizia. Il 21 maggio i fondamentalisti islamici annunciano: "Ai monaci abbiamo tagliato la gola". Il 30 vengono ritrovati..Un ricordo di Frère Christian de Chergé, Frère Luc Dochier, Frère Christophe Lebreton, Frère Bruno Lemarchand, Frère Michel Fleury, Frère Célestin Ringeard e Frère Paul Favre-Miville.


Domande
da farsi

Era giusto intervenire in Bosnia e in Kossovo? Il pronto soccorso è un dovere sempre e comunque?

Il concetto di unicità della Shoà non rischia
di sacralizzarla e di portarla fuori dalla storia, rendendola incomparabile e quindi inutilizzabile? 

Cosa deve succedere quando il nipote della vittima incontra
il nipote
del carnefice? 


Il lutto eterno

Il concetto di catastrofe, un guazzabuglio dove il fallimento di Ariane 5 e la distruzione della Cecenia si equivalgono. Ogni sacralizzazione, ogni teologizzazione dello sterminio, ma anche ogni idea di memoria dell’evento unico comportano rischi di cristallizzazione in un prima e un dopo che non permettono più di discernere e operare razionalmente. Né un annoiato relativismo né l’assolutizzazione di una singolarità. Intervista a Alain Brossat.

Il secolo dei genocidi

Il secolo del genocidio degli armeni, della Shoah, della Cambogia e del Rwanda, nonché dei terribili sterminii staliniani, il secolo che sul suo finire ha assistito agli orrori delle pulizie etniche nazionaliste e delle stragi islamiste, si chiude con una speranza: un tribunale internazionale per perseguire i crimini contro l’umanità. Un intervento di Gianni Sofri.
Rinnegare il Vietnam?

Il crimine contro l’umanità, e cioè l’uccisione di qualcuno non per qualcosa che ha fatto ma per come è nato, pareva bandito dall’Europa e invece è riapparso cinquant’anni dopo Auschwitz. Chi vuol fermare un massacro ha sempre ragione. Chi per antiamericanismo non si oppone ai massacratori tradisce i propri ideali di gioventù. Intervista a André Glucksmann.

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