l'ultimo numero
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un impegno a domandare
mensile di interviste e foto
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| storie |
|
| preferisco un gendarme che parla della propria vita a un filosofo che parla della vita (Camillo Berneri, 1935) |
problemi![]() |
di lavoro di scuola d'ambiente di convivenza |
![]() buone pratiche di cittadinanza |
| sentire di essere impegnati nella realizzazione di un comune obiettivo, di cura mutua l'uno per l'altro, di aiuto dell'uno per l'altro in un'ardua realizzazione (Alexis de Tocqueville) |
| domande le domande vengono prima delle risposte |
![]() |
l'altra tradizione![]() |
| lo scopo del socialismo è accrescere il benessere degli uomini tutti, eliminando le cause della lotta tra loro e coordinandone le attività. (Francesco Saverio Merlino) |
Il piacere del pubblico

La tradizione federalista, sturziana da una parte, e salveminiana dall’altra, che nel nostro paese affonda radici antiche, messa da parte all’indomani del ‘48; il problema di uno Stato che non dà importanza ai dati; l’intuizione di Cattaneo sul lavoro "libero”, cioè autonomo, e il caso dell’Australia. Intervista a Luca Meldolesi, ordinario di economia politica all'università degli Studi di Napoli e membro di Effedì (Federlismo Democratico).
Newsletter domande
Un nuovo antisemitismo in Europa?
Michel Wieviorka parla di un nuovo antisemitismo che, pur avendo perso i connotati razzistici tradizionali, si definisce sempre per l’odio verso un particolare gruppo umano. Il corto circuito delle periferie francesi a causa dell’identificazione degli ebrei con Israele e degli arabi e musulmani immigrati con la causa palestinese.
Georges Bensoussan parla dei "territori perduti" della Repubblica e degli episodi di antisemitismo avvenuti in alcune scuole già dagli anni 90; il problema della mancata integrazione dei giovani maghrebini.
Dominique Vidal spiega come l’antisemitismo, da odio religioso, sia diventato odio razziale; il problema della "concorrenza tra memorie” che contribuisce ad alimentare le tensioni; il ruolo della situazione mediorientale e l'antislamismo, la cui diffusione è in aumento.
Tutte le nostre newsletter sono qui.
il 5x1000 alla Fondazione Alfred Lewin
Il codice fiscale della Fondazione: 92052850408
Una città segnala la possibilità di destinare il 5 per mille alla Fondazione Alfred Lewin e la Biblioteca Gino Bianco. Per aderire, basta mettere la propria firma e il numero del codice fiscale della fondazione nell'apposito spazio che si trova nei modelli 730, Unico e Cud della dichiarazione dei redditi. Il codice fiscale della Fondazione Alfred Lewin è: 92052850408. Per maggiori informazioni qui.
Io ho due papà!

Dopo tanti dubbi, la decisione di diventare genitori; la donatrice, la portatrice, e la questione del compenso; le preoccupazioni legali in caso di morte o separazione; la rassicurante constatazione che alla fine questi bambini sono il miglior argomento a favore. Intervista a Tommaso Giartosio e Gianfranco Goretti: vivono a Roma con i due figli, Lia di sei anni e Andrea di tre. Sono impegnati in "Famiglie Arcobaleno".
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Flessibilità al ribasso

Tariffe al ribasso, pagamenti lenti, crescenti difficoltà a trovare commesse, la crisi colpisce duramente i lavoratori autonomi, che pure sono corresponsabili di questa situazione; il pregiudizio dell’evasione fiscale e la grave incapacità a uscire dallo schema unico ‘dipendente-impresa’. Intervista ad Anna Soru, ricercatrice e presidente di Acta (Associazione consulenti terziario avanzato) e Dario Banfi,socio Acta, giornalista freelance e consulente in comunicazione.

Tariffe al ribasso, pagamenti lenti, crescenti difficoltà a trovare commesse, la crisi colpisce duramente i lavoratori autonomi, che pure sono corresponsabili di questa situazione; il pregiudizio dell’evasione fiscale e la grave incapacità a uscire dallo schema unico ‘dipendente-impresa’. Intervista ad Anna Soru, ricercatrice e presidente di Acta (Associazione consulenti terziario avanzato) e Dario Banfi,socio Acta, giornalista freelance e consulente in comunicazione.
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L'uno e l'altro

Il timore delle associazioni dei transessuali, che in Italia, qualsiasi rivendicazione porti, per loro, a un peggioramento della legge; l'importanza della possibilità del cambiamento del nome più che del fisico; l'equazione tras-prostituta che è ormai uno stereotipo non corrispondente alla realtà. Intervista a Porpora Marcasciano, presidente del Mit (Movimento Identità Transessuale). Ha scritto Favolose Narranti. Storie di transessuali (Manifesto Libri, 2008), Tra le rose e le viole. La storia e le storie di transessuali e travestiti (Manifesto Libri, 2002) e AntoloGaia. Sesso, genere e cultura degli anni 70 (Il dito e la luna, 2007).

Il timore delle associazioni dei transessuali, che in Italia, qualsiasi rivendicazione porti, per loro, a un peggioramento della legge; l'importanza della possibilità del cambiamento del nome più che del fisico; l'equazione tras-prostituta che è ormai uno stereotipo non corrispondente alla realtà. Intervista a Porpora Marcasciano, presidente del Mit (Movimento Identità Transessuale). Ha scritto Favolose Narranti. Storie di transessuali (Manifesto Libri, 2008), Tra le rose e le viole. La storia e le storie di transessuali e travestiti (Manifesto Libri, 2002) e AntoloGaia. Sesso, genere e cultura degli anni 70 (Il dito e la luna, 2007).
Cose di Internet
Medicina 2.0
Il Web.2, ha rivoluzionato il rapporto dei medici con la medicina e coi colleghi, dei pazienti con la malattia; i pazienti si informano e si confrontano, si scambiano esperienze. Intervista a Dominique Dupagne.
Vita pubblica e gran bazar
Facebook è vita pubblica, mentre Google è vita privata; identità digitale e reputazione digitale; i rischi maggiori alla privacy, per il trattamento dei dati, dalle amministrazioni più che dai gestori; un rischio Kafka più che Orwell. Intervista a Jean-Marc Manach.
Il re persiano e Lady Gaga
Wikipedia, un’enciclopedia "modesta”, per niente rivoluzionaria, popolare e ultra democratica, non già perché tutti possono scriverci, ma perché tutti possono usarla; la funzione di polizia degli amministratori. Intervista a Jean-Noël Lafargue.
Schedare l'Umanità
Fra poco non solo noi, ma tutti i nostri oggetti lasceranno tracce digitali; l’equivoco concetto di neutralità della rete; la possibilità reale di essere tutti proprietari dei propri dati. Intervista a Michel Riguidel.
Tutti editori
La caratteristica universale di Internet, il fatto che permette a chiunque, in qualunque punto del mondo, di accedere allo stesso Internet, che va ben oltre la grande rivoluzione di Gutenberg, va difesa a oltranza. Intervista a Jérémie Zimmerman.
Il Web.2, ha rivoluzionato il rapporto dei medici con la medicina e coi colleghi, dei pazienti con la malattia; i pazienti si informano e si confrontano, si scambiano esperienze. Intervista a Dominique Dupagne.
Vita pubblica e gran bazar
Facebook è vita pubblica, mentre Google è vita privata; identità digitale e reputazione digitale; i rischi maggiori alla privacy, per il trattamento dei dati, dalle amministrazioni più che dai gestori; un rischio Kafka più che Orwell. Intervista a Jean-Marc Manach.
Il re persiano e Lady Gaga
Wikipedia, un’enciclopedia "modesta”, per niente rivoluzionaria, popolare e ultra democratica, non già perché tutti possono scriverci, ma perché tutti possono usarla; la funzione di polizia degli amministratori. Intervista a Jean-Noël Lafargue.
Schedare l'Umanità
Fra poco non solo noi, ma tutti i nostri oggetti lasceranno tracce digitali; l’equivoco concetto di neutralità della rete; la possibilità reale di essere tutti proprietari dei propri dati. Intervista a Michel Riguidel.
Tutti editori
La caratteristica universale di Internet, il fatto che permette a chiunque, in qualunque punto del mondo, di accedere allo stesso Internet, che va ben oltre la grande rivoluzione di Gutenberg, va difesa a oltranza. Intervista a Jérémie Zimmerman.
Politics sfogliabile on line
Sul sito della biblioteca Gino Bianco è consultabile la collezione completa di Politics (1944-1949), rivista newyorchese diretta da Dwight Macdonald. Su Politics hanno scritto, tra gli altri, Hannah Arendt, Andrea Caffi, Albert Camus, Nicola Chiaromonte e Simone Weil. Per maggiori informazioni: qui.
InternazionalismoErano le sei del mattino...
Hamadi Kaloutcha è lo pseudonimo Facebook di Soufien Belhajj, un ventiseienne di Tunisi che ha fatto opposizione al regime di Ben Ali attraverso Facebook con un gruppo "I have a dream: Tunisie démocratique”) e il suo profilo. Soufien è stato arrestato il 6 gennaio 2011 dalla polizia politica di Ben Ali e rilasciato il 14 gennaio.È membro della Haute Instance pour la réalisation des objectifs de la révolution, de la réforme politique et de la transition démocratique.
Hamadi Kaloutcha è lo pseudonimo Facebook di Soufien Belhajj, un ventiseienne di Tunisi che ha fatto opposizione al regime di Ben Ali attraverso Facebook con un gruppo "I have a dream: Tunisie démocratique”) e il suo profilo. Soufien è stato arrestato il 6 gennaio 2011 dalla polizia politica di Ben Ali e rilasciato il 14 gennaio.È membro della Haute Instance pour la réalisation des objectifs de la révolution, de la réforme politique et de la transition démocratique. 
Mi ha aperto mia madre...
L’odissea di un giovane tunisino deciso a raggiungere l’Italia: la lunga attesa nella foresta fino alla partenza, un viaggio in mare che dura giorni, in mezzo alla tempesta, affamati, con le pattuglie della polizia che affiancano ripetutamente la barca e finalmente l’agognato arrivo a Lampedusa e... il rimpatrio forzato. Hassen Clubist ha 26 anni e vive in Medina, quartiere centrale e popolare di Tunisi. A marzo, dopo la Rivoluzione, si è imbarcato su una delle carrette del mare che dalla Tunisia sono arrivate a Lampedusa.
Gli arrivi dal Nordafrica: il muro di mare

"Quando Zaia ha commentato facendo notare che i tunisini avevano tutti le scarpe griffate, secondo me ha segnalato un fenomeno che non può essere liquidato dandogli dell’ignorante o del poco solidale, perché una cosa è un profugo vestito di stracci che fugge da una guerra e un’altra cosa sono questi giovani. Se vuoi, questo dei flussi dalla Tunisia, è un fenomeno controverso anche agli occhi degli stessi tunisini. In fondo hanno appena vinto una rivoluzione, e proprio il sud era il territorio più oppresso; insomma dovrebbe essere un momento di straordinaria motivazione a rimanere, tanto più che effettivamente la Tunisia è un Paese che oggi ha bisogno di tutte le sue risorse. Intervista a Ferruccio Pastore.
Lettere dalla Tunisiadi Micol Briziobello
L'altra tradizioneDomande da farsi
-la stagione del socialismo municipale, chiamato in tono dispregiativo dai marxisti il "socialismo dell'acqua e del gas" fu in realtà gloriosa?

-Rivoluzione o antitrust? Mentre in Europa non si vedeva altro che "la presa dello stato" i libertari americani lottavano contro
i monopoli.

-la proprietà libera? Proudhon che aveva iniziato denunciandola come un furto morirà considerandola condizione
di libertà...

-perché Osvaldo Gnocchi Viani, il fondatore delle camere del lavoro, tratto originale nel mondo del sindacalismo italiano, non lo ricorda nessuno?

-la stagione del socialismo municipale, chiamato in tono dispregiativo dai marxisti il "socialismo dell'acqua e del gas" fu in realtà gloriosa?

-Rivoluzione o antitrust? Mentre in Europa non si vedeva altro che "la presa dello stato" i libertari americani lottavano contro
i monopoli.

-la proprietà libera? Proudhon che aveva iniziato denunciandola come un furto morirà considerandola condizione
di libertà...

-perché Osvaldo Gnocchi Viani, il fondatore delle camere del lavoro, tratto originale nel mondo del sindacalismo italiano, non lo ricorda nessuno?

Sull'umiltà e l'attivismo. Ricordando Havel
Lo scrittore ceco Vaclav Havel (1936-2011) è stato una voce dissidente indispensabile nella lunga, dura, ma infine vittoriosa lotta contro la tirannia nell’Europa dell’Est della Guerra Fredda. La coraggiosa resistenza di Havel alla polizia del suo paese, alla diffusa corruzione morale e al cinismo favoriti dal regime, lo hanno reso una "cause célèbre”, un eroe del popolo su entrambi i lati della Cortina di Ferro, dal periodo della fallita "Primavera di Praga” del 1968 alla "Rivoluzione di velluto” che prese forma dopo la caduta del muro di Berlino.
gregdsumner.com
gregdsumner.com
Quelle tredici baracche

L’esperienza straordinaria del Centro educativo italo-svizzero fondato dal Soccorso operaio svizzero, nell’immediato dopoguerra in una Rimini devastata; una scuola elementare e un asilo ispirati alla pedagogia laica e libertaria dell’educazione attiva; la figura luminosa di Margherita Zoebeli che, a partire dall’impresa del ‘38 in Spagna per mettere in salvo orfani della guerra civile, ha dedicato tutta la vita ai bambini; la grande amarezza del ‘68. Intervista a Carlo De Maria, storico del socialismo e delle autonomie sociali e territoriali.
Da leggere
-L'ultimo discorso, di Matteotti

-Togliatti in Spagna, di G. Bianco

-Riflessioni sul socialismo, di A. Caffi

-Questa è l'Italia di F. S. Merlino

-Un po' di prefazione a "Critica del socialismo", di F. S.Merlino

-Cattaneo federalista, di C. Berneri

-Cocò all'università, di G. Salvemini

-Da un vecchio fallito, di A. Caffi

-Siamo tutti violenti, di N. Chiaromonte

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L'Italia qual è
Prefazione di Massimo La Torre
Traduzione di Mariolina Bertini Bongiovanni
Ed. Una città, 2012
Quaderni dell'altra tradizione
264 pagine
Lettere dalla Cina
Raccolta delle "Lettere dalla Cina" di Ilaria Maria Sala comparse su Una città. Introduzione di Gianni Sofri.
Ed. Una città, 2011
Internazionalismo
120 pagine
Socialismo libertario
Scritti di Gino Bianco dal 1960 al 1972. Introduzione di Alan J. Day
Ed. Una città, 2011
Quaderni dell'altra tradizione
180 pagine
Come la pioggia
Donne marocchine raccontano il loro impegno
Interviste a: Damia Benkhouya, Jamila Lamani, Aicha El Hajjami, Fatna El Bouih, Saadia Jabale, Houda Hassoune, Laila Bedyouch, Ilham Lamrani, Mohamed Lokrimi, Halima Oulami, Jamila Hassoune
Ed. Una Città, 2010
Internazionalismo
120 pagine
La rivolta conformista
Scritti sui giovani e il 68
A cura di Cesare Panizza
Ed. Una Città, 2009
collana Quaderni dell'altra tradizione
168 pagine
Ostacoli alla pace
Una ricontestualizzazione del conflitto israelo-palestinese
Ed. Una Città, 2009
collana internazionalismo
168 pagine
Lo chopin partiva
storie di donne
prefazione di Lea Melandri
Ed. Una Città, 2007
256 pagine
La storia dell'altro
israeliani e palestinesi
Prefazione di Pierre Vidal-Naquet
introduzione di Dan Bar-On, Sami Adwan, Eyal Naveh, Adnan Musallam
a cura di Asher Salah e Barbara Bertoncin
Ed. Una Città, 2003
collana internazionalismo
144 pagine
Brutti ricordi
Il dibattito in Israele sulle espulsioni di palestinesi nel 1948-1949
prefazione di Pierre Vidal-Naquet
Ed. Una Città, 2007
collana internazionalismo
136 pagine
Almanacco delle buone pratiche di cittadinanza (n. 2)
Ed. Una Città, 2007
288 pagine
Almanacco delle buone pratiche di cittadinanza (n. 1)
Ed. Una Città, 2004
418 pagine
A trent’anni dall’impresa dei Mille, epopea popolare e libertaria, ciò che resta ancora è il fumo e il sangue delle fucilazioni di Bronte. Lo Stato unitario è poco più di una monarchia piemontese allargata, imposta con la forza delle armi. E la condizione delle masse popolari, di quelle meridionali soprattutto, è peggiorata, niente affatto migliorata.
Lo Stato di diritto tanto desiderato e promesso non si è realizzato, e ciò che ci si trova davanti è tutt’altro che la legge uguale per tutti, bensì piuttosto una società d’affaristi e di clienti, "une société où règne la loi non vraiment du plus fort mais bien du plus riche” (L’Italie telle qu’elle est). E la legge del più forte perché più ricco ha come premessa e risultato un’interminabile sequela di corruzione e di malaffare incistato nei gangli dell’amministrazione pubblica: "Du Parlement à la plus petite commune, toute administration publique était pourrie de corruption”. Gli scandali si succedono (quello della Banca Romana è di lì a venire - e le parole di Merlino suonano dunque profetiche); ma senza che si dia un sussulto d’etica pubblica da parte della nuova classe dominante...
Dalla presentazione di Massimo La Torre
Francesco Saverio MerlinoLo Stato di diritto tanto desiderato e promesso non si è realizzato, e ciò che ci si trova davanti è tutt’altro che la legge uguale per tutti, bensì piuttosto una società d’affaristi e di clienti, "une société où règne la loi non vraiment du plus fort mais bien du plus riche” (L’Italie telle qu’elle est). E la legge del più forte perché più ricco ha come premessa e risultato un’interminabile sequela di corruzione e di malaffare incistato nei gangli dell’amministrazione pubblica: "Du Parlement à la plus petite commune, toute administration publique était pourrie de corruption”. Gli scandali si succedono (quello della Banca Romana è di lì a venire - e le parole di Merlino suonano dunque profetiche); ma senza che si dia un sussulto d’etica pubblica da parte della nuova classe dominante...
Dalla presentazione di Massimo La Torre
L'Italia qual è
Prefazione di Massimo La Torre
Traduzione di Mariolina Bertini Bongiovanni
Ed. Una città, 2012
Quaderni dell'altra tradizione
264 pagine
Prezzo € 14,00
Per gli abbonati € 12,00
Sono, queste di Ilaria Maria Sala alla redazione di Una città, delle vere lettere ad amici, in cui racconta e si racconta. Racconta le sue giornate e le sue esperienze in un tono molto famigliare. Ma le sue pagine ci fanno scorgere una Cina vera, con la sua gente (gli han, ma anche gli uiguri e i tibetani e gli altri) e il continuo muoversi velocemente di uomini e donne in città sempre più grandi. Forse quella che cresce di meno fra tutte è proprio Hong Kong, il cui espandersi è limitato da confini fisici, geografici. Città più tranquilla, e ancora oggi più libera: per questo, probabilmente, Ilaria ha scelto di viverci.
(Dall'introduzione di Gianni Sofri)
Ilaria Maria Sala(Dall'introduzione di Gianni Sofri)
Lettere dalla Cina
Raccolta delle "Lettere dalla Cina" di Ilaria Maria Sala comparse su Una città. Introduzione di Gianni Sofri.
Ed. Una città, 2011
Internazionalismo
120 pagine
Prezzo € 10,00
Per gli abbonati € 8,00
Raccolta dei saggi di Gino Bianco (1993-2005) dal 1960 al 1972 tra cui Il Libertario, storia di un giornale anarchico, I fatti di Genova e la democrazia cifrata, L'attività degli anarchici nel Bienno Rosso (1919-1920), Trotzki e la Rivoluzione e Togliatti in Spagna.
Gino BiancoSocialismo libertario
Scritti di Gino Bianco dal 1960 al 1972. Introduzione di Alan J. Day
Ed. Una città, 2011
Quaderni dell'altra tradizione
180 pagine
Prezzo € 14,00
Per gli abbonati € 12,00
"...Nel paesino dei miei genitori i libri erano "rari come la pioggia”. La mia poi è una famiglia conservatrice, infatti da adolescente non uscivo, non andavo nei locali. Però nella casa della mia infanzia c’era qualcosa di buono: la biblioteca. Avevamo molti libri e io passavo tutto il mio tempo a leggere. Così, pur non potendo muovermi, ho presto maturato uno spirito libero..."
(Dall’intervista a Jamila Hassoune)
"...E alla fine si è come chiuso il cerchio. Sono stata incaricata di seguire un programma di "riabilitazione” delle regioni interessate dalla violazione dei diritti dell’uomo durante gli anni di piombo... Ciò che rende questa iniziativa straordinaria è che per la prima volta, come atto di riparazione, non ci si è limitati a offrire degli indennizzi individuali, ma si è pensato a una forma di riabilitazione anche delle comunità, dei territori..."
(Dall’intervista a Fatna El Bouih)
a cura di Barbara Bertoncin e Joan Haim(Dall’intervista a Jamila Hassoune)
"...E alla fine si è come chiuso il cerchio. Sono stata incaricata di seguire un programma di "riabilitazione” delle regioni interessate dalla violazione dei diritti dell’uomo durante gli anni di piombo... Ciò che rende questa iniziativa straordinaria è che per la prima volta, come atto di riparazione, non ci si è limitati a offrire degli indennizzi individuali, ma si è pensato a una forma di riabilitazione anche delle comunità, dei territori..."
(Dall’intervista a Fatna El Bouih)
Come la pioggia
Donne marocchine raccontano il loro impegno
Interviste a: Damia Benkhouya, Jamila Lamani, Aicha El Hajjami, Fatna El Bouih, Saadia Jabale, Houda Hassoune, Laila Bedyouch, Ilham Lamrani, Mohamed Lokrimi, Halima Oulami, Jamila Hassoune
Ed. Una Città, 2010
Internazionalismo
120 pagine
Prezzo € 10,00
Perché il 68 (e poi il 69 e oltre) non si incontrò con uno dei più radicali intellettuali italiani, antitotalitario, libertario, intrasigente, conosciuto e stimato da dissidenti e "dissenzienti" dell'Est e dell'Ovest del mondo?
Nicola ChiaromonteLa rivolta conformista
Scritti sui giovani e il 68
A cura di Cesare Panizza
Ed. Una Città, 2009
collana Quaderni dell'altra tradizione
168 pagine
Prezzo € 12,00
Per gli abbonati € 10,00
E’ ancora possibile uno Stato palestinese dopo anni di continua espansione degli insediamenti, la costruzione delle autostrade riservate, l’innalzamento di un muro gigantesco? Ma cosa potrà succedere quando i palestinesi si convinceranno che non c’è più speranza per un loro Stato?
Jeff HalperOstacoli alla pace
Una ricontestualizzazione del conflitto israelo-palestinese
Ed. Una Città, 2009
collana internazionalismo
168 pagine
Prezzo € 12,00
Per gli abbonati € 10,00
Il fascino dei racconti di vita, quando conservano le movenze della parola, gli scatti della voce, le emozioni del narratore o della narratrice, è che non si vorrebbe mai che finissero. Come capita da bambini, viene da dire “ancora!”, per allontanare il silenzio e l’ombra di morte che si porta dietro...
Sono quasi sempre madri, figlie, sorelle, mogli, interni di famiglia, relazioni parentali, appartenenze intime, su cui eventi traumatici -la guerra, un colpo di Stato, un atto terroristico, una malattia, una morte- hanno aperto uno squarcio doloroso, la linea di demarcazione tra un prima e un dopo, ma anche l’inizio di un viaggio che sembrava destinato ad altri: l’impegno sociale, lo studio, il piacere di raccontare per sé e per molti ciò che resta ancora irrimediabilmente privato e “impresentabile” di ogni singola vita.
(dalla prefazione di Lea Melandri)
redazione Una CittàSono quasi sempre madri, figlie, sorelle, mogli, interni di famiglia, relazioni parentali, appartenenze intime, su cui eventi traumatici -la guerra, un colpo di Stato, un atto terroristico, una malattia, una morte- hanno aperto uno squarcio doloroso, la linea di demarcazione tra un prima e un dopo, ma anche l’inizio di un viaggio che sembrava destinato ad altri: l’impegno sociale, lo studio, il piacere di raccontare per sé e per molti ciò che resta ancora irrimediabilmente privato e “impresentabile” di ogni singola vita.
(dalla prefazione di Lea Melandri)
Lo chopin partiva
storie di donne
prefazione di Lea Melandri
Ed. Una Città, 2007
256 pagine
Prezzo € 15,00
Per gli abbonati € 12,00
Un manuale di storia per le scuole con due narrazioni, "due verità", che corrono parallele nella stessa pagina. L'impresa straordinaria di un gruppo di insegnanti israeliani e palestinesi...
Peace Research Institute in the Middle East
La storia dell'altro
israeliani e palestinesi
Prefazione di Pierre Vidal-Naquet
introduzione di Dan Bar-On, Sami Adwan, Eyal Naveh, Adnan Musallam
a cura di Asher Salah e Barbara Bertoncin
Ed. Una Città, 2003
collana internazionalismo
144 pagine
Prezzo € 12,00
Per gli abbonati € 10,00
il dibattito in Israele sulle espulsioni dei palestinesi nel 1948-49 con saggi di Anita Shapira, storica israeliana, Ephraim Kleiman, intellettuale israeliano, che nel 48 era un giovane soldato, e la prefazione di Pierre Vidal-Naquet, scritta poco prima di morire.
Ephraim Kleiman, Anita Shapira, Pierre Vidal-NaquetBrutti ricordi
Il dibattito in Israele sulle espulsioni di palestinesi nel 1948-1949
prefazione di Pierre Vidal-Naquet
Ed. Una Città, 2007
collana internazionalismo
136 pagine
Prezzo € 12,00
Per gli abbonati € 10,00
il mutualismo di ieri e di oggi - il dilemma: cittadini o utenti? - le "dame" nelle corsie d'ospedale - il diritto all'autobiografia - il malato cittadino - quella palestra dove giovani delinquenti son diventati campioni... - il circuito virtuoso del recupero delle rimanenze dei grandi magazzini - parlare della malattia non guarisce ma fa bene - quel paternalismo fatale dell'istituzione verso le donne in difficoltà - la libertà che è nelle relazioni, nel legame - aprire dei bar invece che dei centri di salute mentale? - e poi le storie di ieri che ancora, forse, ci possono insegnare qualcosa...
Redazione Una CittàAlmanacco delle buone pratiche di cittadinanza (n. 2)
Ed. Una Città, 2007
288 pagine
Prezzo € 15,00
Dal maestro di strada napoletano che si ostina a voler recuperare all’obbligo scolastico quel ragazzo che tirò una sedia all’insegnante al volontario cattolico veneto che per trovar casa agli immigrati dal nulla ha tirato su un’impresa sociale enorme; dagli incaricati del comune di Torino che cercano di coinvolgere i cittadini nella scelta del luogo dove localizzare l’inceneritore indesiderato al medico che da vent’anni si batte per le cure palliative e per far uscire l’Italia dagli ultimi posti al mondo per uso sanitario di morfina... E’ l’Italia delle “buone pratiche”, quella che non rivendica solamente, ma che nel quotidiano “già fa”, che nel quartiere, a scuola, sul luogo di lavoro si impegna a risolvere problemi sempre più complessi chiamando alla partecipazione i cittadini. Un’altra Italia, quella che “fa da sé ma non per sé”, che quasi mai viene raccontata dai giornali e dalle televisioni, che non trova udienza, spesso, presso la “grande politica”...
redazione Una CittàAlmanacco delle buone pratiche di cittadinanza (n. 1)
Ed. Una Città, 2004
418 pagine
Prezzo € 18,00
Per gli abbonati € 15,00
Ricordarsi
Una pensione
Adele Cambria ricorda Amelia Rosselli, Il Mondo, 14 dicembre 1965
"Amelia aveva sette anni quando le hanno ucciso il padre, Carlo, a Bagnole-sur-I’Orne. L’impressione, conoscendola di più, leggendo le parole che scrive, è di una che dilapidi, con il pudore delle persone civilmente educate, la sua giovinezza: altri, i fascisti del servizio segreto del Sim, le hanno frantumato gli anni di bambina”... Un pezzo di Adele Cambria uscito su Il Mondo nel 1965, dedicato ad Amelia Rosselli.

In memoria
Grazia Cherchi
Alexander Langer
Michele Ranchetti
padre Camillo de Piaz
Gino Bianco
Adelaide Aglietta
Michele Pulici
Zulma Paggi
Gabriele Bortolozzo
Nelly Norton
Pierre Vidal-Naquet
Fiamma Bianchi Bandinelli Carla Melazzini
Jean Selim Kanaan
Alexander Langer
Michele Ranchetti
padre Camillo de Piaz
Gino Bianco
Adelaide Aglietta
Michele Pulici
Zulma Paggi
Gabriele Bortolozzo
Nelly Norton
Pierre Vidal-Naquet
Fiamma Bianchi Bandinelli Carla Melazzini
Jean Selim Kanaan
I sette frati di Tibhirine
Nella notte del 26 marzo 1996 sette trappisti dell'abbazia di Tibhirine, in Algeria, vengono rapiti. Per due mesi nessuna notizia. Il 21 maggio i fondamentalisti islamici annunciano: "Ai monaci abbiamo tagliato la gola". Il 30 vengono ritrovati..Un ricordo di Frère Christian de Chergé, Frère Luc Dochier, Frère Christophe Lebreton, Frère Bruno Lemarchand, Frère Michel Fleury, Frère Célestin Ringeard e Frère Paul Favre-Miville.
Domande
da farsi
Era giusto intervenire in Bosnia e in Kossovo? Il pronto soccorso è un dovere sempre e comunque?

Il concetto di unicità della Shoà non rischia di sacralizzarla e di portarla fuori dalla storia, rendendola incomparabile e quindi inutilizzabile?

Cosa deve succedere quando il nipote della vittima incontra
il nipote
del carnefice?

L'assedio di Sarajevo Srebrenica
I ragazzi di Tuzla...
Parigi, 18 aprile 61
Avdo e Mira
I monaci di Tibhirine
Il lutto eterno
Il concetto di catastrofe, un guazzabuglio dove il fallimento di Ariane 5 e la distruzione della Cecenia si equivalgono. Ogni sacralizzazione, ogni teologizzazione dello sterminio, ma anche ogni idea di memoria dell’evento unico comportano rischi di cristallizzazione in un prima e un dopo che non permettono più di discernere e operare razionalmente. Né un annoiato relativismo né l’assolutizzazione di una singolarità. Intervista a Alain Brossat.

Il secolo dei genocidi
Il secolo del genocidio degli armeni, della Shoah, della Cambogia e del Rwanda, nonché dei terribili sterminii staliniani, il secolo che sul suo finire ha assistito agli orrori delle pulizie etniche nazionaliste e delle stragi islamiste, si chiude con una speranza: un tribunale internazionale per perseguire i crimini contro l’umanità. Un intervento di Gianni Sofri.

Rinnegare il Vietnam?
Il crimine contro l’umanità, e cioè l’uccisione di qualcuno non per qualcosa che ha fatto ma per come è nato, pareva bandito dall’Europa e invece è riapparso cinquant’anni dopo Auschwitz. Chi vuol fermare un massacro ha sempre ragione. Chi per antiamericanismo non si oppone ai massacratori tradisce i propri ideali di gioventù. Intervista a André Glucksmann.

Il crimine contro l’umanità, e cioè l’uccisione di qualcuno non per qualcosa che ha fatto ma per come è nato, pareva bandito dall’Europa e invece è riapparso cinquant’anni dopo Auschwitz. Chi vuol fermare un massacro ha sempre ragione. Chi per antiamericanismo non si oppone ai massacratori tradisce i propri ideali di gioventù. Intervista a André Glucksmann.
































