Una Città170 / 2010
Dicembre 2009-Gennaio 2010


IL GIORNO DOPO COPENHAGEN... All’indomani della conclusione del Summit sul clima, si è parlato di fallimento e farsa; in realtà ad essere rimasto deluso è solo chi aveva l’irrealistica aspettativa che a salvare il mondo potessero essere i grandi leader; il pericolo che a pagare il prezzo più alto sia in effetti l’Africa perché il tetto dei due gradi globali significa che nel continente nero la temperatura è destinata a crescere di tre gradi e mezzo; l’errore di credere che vivere in modo eco-compatibile comporti sacrifici e rinunce; la convinzione che la vera partita si gioca comunque a livello locale, nel quotidiano e le esperienze dei tanti comuni che stanno sperimentando sistemi di "autarchia energetica”; intervista a Karl-Ludwig Schibel (da pag. 3 a pag. 7).
ADDIO CARLA. Ricordiamo Carla Melazzini, scomparsa prematuramente per una grave malattia; era maestra di strada a Napoli, e ha dedicato per tanti anni tutto il suo impegno ad aiutare i ragazzi espulsi dalla scuola dell’obbligo a riprendere un percorso scolastico; la ricordiamo ripubblicando brani di un suo intervento su Una città e il ricordo di Olimpia, Valerio e Salvatore, suoi allievi (da pag. 8 a pag. 12).
SPAZI PER FAR SOCIETA’. La storia del Villaggio Barona, nato grazie alla lungimiranza di una fondazione benefica e che oggi ospita 80 famiglie, tra cui immigrati che avevano l’unico problema di non trovare casa pur avendo un lavoro, e famiglie numerose che non trovavano alloggi a prezzi accettabili; il patto di aiutarsi e la prassi della "tredicesima” per cui ciascun inquilino, anche i commercianti, si impegna, a fronte di un canone di locazione competitivo, a prestare la propria professionalità agli altri abitanti, pena il pagamento di una tredicesima mensilità; gli accorgimenti architettonici per far stare la gente assieme e la soddisfazione, paradossale, di vedere anche giovani coppie che se ne vanno, a differenza delle case popolari, dove la pura assistenza cronicizza i bisogni; intervista a Gabriele Rabaiotti (da pag. 13 a pag. 16).
FUORI DALLE MURA C’E’ TANTA GENTE. Un’identità ses­suale chiara fin dall’infanzia, le prime esperienze, fino alla maturazione del desiderio di un’affettività stabile, di una vita di coppia; l’eterno dilemma del dire o non dire, per non perdere gli affetti; il difficile rapporto con una Chiesa che costringe all’ipocrisia e il sogno di una comunità dove poter accogliere tutti coloro che ancora vivono la conflittualità fra fede e omosessualità; intervista a Mauro Ortelli e Paolo Lombardo (da pag. 17 a pag. 20).
SALUTA PAPA’. Recuperare il rapporto col marito, quando tutto sembrava perduto e ricominciare a fare progetti di vita, e poi l’arrivo, improvviso, di una malattia implacabile che stravolge tutti i piani; il sollievo, grande, di poter trascorrere le ultime fasi della malattia in un luogo, bello, curato, dove i malati, anche se terminali, possono invitare i familiari, persino i bambini, e dormire accanto alla propria moglie; l’importanza di tenere sotto controllo il dolore, ma anche di essere accompagnati alla morte con dignità e serenità; la possibilità, dopo, per i familiari, di incontrare e confrontarsi con persone che hanno vissuto la stessa esperienza per non rimanere soli nel lutto; intervista a Liviana Collodet (da pag. 21 a pag. 23).
IL LUOGO. Le centrali sono dedicate a Belleville, quartiere parigino cosmopolita e multietnico, dove ebrei e musulmani convivono con cinesi, turchi, africani... (pag. 24-25).
LA NOSTRA CASA. L’incredibile vicenda di un’ebrea israeliana che nell’estate del 67 andò ad aprire alla porta e si trovò di fronte tre palestinesi che desideravano dare un’occhiata alla "loro” casa di Ramla; la decisione di farli entrare e l’inizio di una complessa amicizia; la scelta di fare di quella casa uno spazio comune aperto ai bambini e ai giovani israeliani e palestinesi affinché i due popoli non smettano di incontrarsi e conoscersi; intervista a Dalia Landau (da pag. 26 a pag. 29).
DUE SARTE TOGOLESI. Decidere di partire con un’associazione che mette assieme professionisti "senior” disposti a prestare la propria competenza gratuitamente, per andare con una amica, e poi un’altra, in Togo, ad aiutare due intraprendenti sarte a realizzare l’incredibile idea di fare dei corsi di alfabetizzazione, ma anche di cucito, per le donne africane nel mezzo del mercato della capitale (da pag. 30 a pag. 32).
PRESIDENT OBAMA: INVICTUS? Nella "lettera dall’America”, Gregory Sumner all’indomani dello storico passaggio al Senato della riforma sanitaria di Obama, fa il punto sulle sfide che attendono il giovane presidente, soggetto alle critiche dei suoi detrattori di destra, ma anche di sinistra; la lezione di Nelson Mandela: le scelte epocali comportano una dose di potenziale impopolarità (a pag. 33).
FIGLIO DI DEUS. La verità è che nei Vangeli non c’è scritto da nessuna parte che Gesù abbia detto di essere figlio di Dio e se qualcuno può averlo chiamato così è perché l’espressione "Figlio di Dio” veniva usata comunemente per lodare qualcuno; il resto l’ha fatto una traduzione prima in greco e poi in latino e un concilio in cui, grazie a un imperatore, l’ebbero vinta gli eretici; il bisogno antropologico di superare la delusione per il mancato avvento del Regno di Dio; l’idea fondamentale del cristianesimo, l’amore agapico, che resta; intervista a Augusto Cavadi (da pag. 34 a pag. 39).
DALLA PARTE DEL FIGLIO. Giovanni Impastato ricorda la forza e il coraggio del fratello Peppino, ma anche la figura della madre, una donna straordinaria, che seppe rifiutare un matrimonio combinato in anni in cui in Sicilia era improponibile e che pur non rinnegando il marito scelse di stare dalla parte del figlio; la scelta di realizzare il sogno della madre aprendo quella casa, a "cento passi” da quella di Tano Badalamenti, a tutti; il lavoro con i giovani, fondamentale, perché la cultura mafiosa si radica dentro di noi, ma anche fonte di grande soddisfazione personale (da pag. 40 a pag. 42).
CHE NESSUNO SI SENTA FUORI POSTO. Marianella Sclavi legge e commenta il libro di Antonella Agnoli che a partire dalle biblioteche ci parla dei giovani, delle nuove tecnologie e di come sta cambiando il mondo (a pag. 43).
LA LETTERA DALLA CINA, di Ilaria Maria Sala, è a pag. 45.
LA VISITA è alla tomba di Paolo Borsellino.
APPUNTI DEL MESE. Si parla di suicidi in carcere, che quest’anno sono stati 71, il numero più alto che si ricordi; dell’anniversaio dell’operazione Piombo Fuso a Gaza in cui morirono circa 1400 palestinesi; della Cina che sta rendendo impossibile aprire dei siti ai privati; dell’Aids, che per la prima volta sembra registrare un declino della pandemia; del curioso funzionamento degli ammortizzatori sociali in deroga, per cui degli operai che mai avranno l’occasione di usarla, sono costretti a fare un corso di otto ore di lingua inglese per accedervi; dei gestori telefonici che stanno trasferendo all’estero l’attività dei call center; dei prefissi telefonici del Kosovo e del treno Belgrado-Sarajevo, ripartito questo mese, dopo essere rimasto fermo dalla guerra in Bosnia (da pag. 44 a pag. 47).
QUESTA E’ L’ITALIA: "...le terre d’ogni sorta affrancate, liberate, annesse al patrimonio già considerevole della borghesia; l’appannaggio del povero ereditato dal ricco, ecco le origini recenti della proprietà in Italia, ecco come è stata fatta la fortuna immobiliare della classe dirigente”.
Per il "reprint” dell’ultima, pubblichiamo la quarta parte del testo che Francesco Saverio Merlino scrisse nel 1890 dall’esilio francese.
In copertina, dedicata all’ambiente, i nuovi mulini a vento olandesi.