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UNA CITTÀ n. 186 / 2011 luglio-agosto

Articolo di Bel Greenwood
tradotto da Anna Hilbe

Lettera dall'Inghilterra

Cari amici,

recentemente ho visto un documentario televisivo della Bbc mandato in onda una sera tardi. Era inti­tolato "Bambini poveri” ed era girato da una casa produttrice di documentari di nome Truevision. Il documentario seguiva le vite di tre bambini che vivono in povertà nel Regno Unito. Una visione straziante di giovani che cercano di sopravvivere in condizioni di vita vergognose e degradanti. Immediatamente, dopo questa trasmissione, seguiva il trailer di un altro documentario della Bbc. Questo, in toni riverenti e zuccherosi, annunciava un'intervista con il Duca di Edinburgo, marito della regina, per celebrarne il novantesimo compleanno.
In modo abbastanza bizzarro, ho trovato profondamente ironica ed emblematica questa giustapposizione nella programmazione: lo straziante documentario sulle squallide condizioni di vita di bambini nel Ventunesimo secolo in un ricco paese occidentale e il trailer di un programma sui privilegi assoluti.
Non si tratta solo del fatto che 3,5 milioni di bambini vivono in povertà nel Regno Unito e che, fra tutti i paesi industrializzati, per un bambino povero che vive in Inghilterra è più difficile sfuggire alle proprie condizioni di quanto lo sia per un bambino che vive in qualsiasi altro paese d'Europa. è che i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri e le politiche del governo stanno scavando fossi, fossati e trincee sempre più profondi, così che il divario aumenta e le opportunità di sfuggire si allontanano sempre di più anche per coloro che dispongono di un'arma forte come l'istruzione.
Eton rappresenta l'Olimpo dell'istruzione. E' una scuola (pubblica) molto privata, a pagamento, la più famosa scuola privata a pagamento dell'Inghilterra. Diciannove dei nostri primi ministri sono stati a Eton. David Cameron, il più recente Primo Ministro etoniano, ha riempito il suo primo gabinetto con tredici suoi compagni di scuola. I ranghi della classe dirigente sono pieni di uomini la cui fiducia in sé e nelle proprie capacità dirigenziali sono state affinate e perfezionate in una scuola che dice ai propri studenti che loro hanno il diritto di esercitare il potere.

Joe Spencer, un ex preside di Eton, che ora dirige il Dulwich College, viene citato per aver detto ciò che segue a proposito del predominio della scuola nel mondo della politica. "Possiamo fare quello che ci pare. Gli etoniani sono tornati sulla scena.”
Fu qui che si recò, un giorno, anni fa, un leader del Trade Union Congress. Era stato invitato a parlare agli studenti di sindacalismo; studenti che in futuro e nel nostro attuale presente sarebbero diventati i leader nell'industria, nei media o in politica. Quando uscì mi disse che aveva pianto. Non è un uomo facile alle lacrime, era passato attraverso lo sciopero dei minatori, degli stampatori e aveva passato i cinquanta. Disse che aveva pianto perché a Eton c'era così tanto, avevano un tal numero di agevolazioni e risorse, che era tanto più facile avere successo e provare una totale e assoluta fiducia di sé, come classe e come individuo. Se solo, disse, queste risorse e agevolazioni, quella fiducia in sé venisse offerta ai nostri bambini, bambini normali, bambini poveri, quale potenziale verrebbe liberato.

Mentre scrivo, questo gabinetto di giovani privilegiati con livelli travolgenti di autostima, sostenuta da personali fortune, ridisegna riforme del welfare a seguito delle quali, secondo le organizzazioni che lavorano nel campo della povertà infantile, ancora più bambini scivoleranno in quella miseria descritta nel documentario a cui è stata data la voce, così onesta e spontanea, dei bambini stessi.
Voci come quella di Paige che, a 10 anni, sull'impatto della politica degli alloggi ne sa più della maggior parte degli adulti. Le citazioni che seguono sono tratte dalla trascrizione del documentario.
"Bisogna essere abbastanza cattivi per mettere la gente in case come questa”, commenta Paige e sta parlando di casa sua, un appartamento in un palazzone nell'area di Gorbals a Glasgow. "Io e i miei amici quando giocavamo trovavamo delle siringhe: non è molto bello alla nostra età andare fuori a giocare e vedere quella roba”.  A parte le siringhe, il problema maggiore per Paige è il suo appartamento dove l'umidità ricopre quasi tutti i muri. "Fanno sembrare a posto l'esterno dei caseggiati, ma dentro è terribile”, dice durante la trasmissione. "Non è colpa nostra se sembra tenuto male. Non si può mettere la carta da parati e dipingerci sopra, perché l'umidità ci passa attraverso”. è la seconda casa in cui Paige, sua madre e suo padre hanno vissuto e tutte e due erano ugualmente umide. "Mi dà proprio fastidio che certa gente ti tratti male perché la tua casa non è bella come la loro. Come si sentirebbero se si trovassero in una casa come questa? Non gli piacerebbe di sicuro”.

Sam, che ha 11 anni e vive a Leicester con suo padre e la sorella più grande, sulle angherie sa tutto.
"Mi chiamano il ragazzo delle caviglie perché porto dei pantaloni stracciati che per me sono troppo corti” racconta. O ancora: "Mi chiamano la ragazza con la camicia perché devo mettermi le camicie che erano di mia sorella; questa cosa che mi chiamano ragazza mi fa infuriare e li vorrei picchiare, ma poi mi metterebbero in prigione.”
Qualche volta non c'è abbastanza da mangiare. Una famiglia su cinque a basso reddito salta i pasti, e i bambini che vivono con un solo genitore hanno il doppio delle probabilità di  saltarli. Questo è quello che Courtney, 8 anni, che vive a Bradford, sperimenta ogni settimana. "All’ora del te ci mangiamo una grossa salsiccia”. "Quando sono a casa salto i pasti, almenoi quando sono a scuola mangio gratis”, dice.

La risposta al programma, a livello individuale, è stata travolgente: alcune persone si sono offerte di donare una somma per aiutare queste famiglie, altri volevano mandare delle uniformi nuove per il bambino costretto a indossare la camicia smessa della sorella. Si è detto che ogni politico avrebbe dovuto vedere il programma. Altri, pur riconoscendo la sincerità dei bambini accusavano i genitori di sciatteria, di non procurarsi un lavoro (da chi?); il padre di Sam ha avuto un attacco di cuore e ha bisogno di aiuto e non di condanne. Ma sono stati in molti a puntare il dito contro i genitori anziché contro lo Stato, il sistema.I genitori sono stati accusati di non riuscire a cavarsela, di aspettare aiuto dall'alto, da quelle divinità dell'Olimpo che detengono tutto il potere. Beh, hanno avuto una bella idea quegli abitanti dell'Olimpo che hanno predisposto tagli ai benefici per quelli che stanno morendo di cancro e riduzioni ai salari minimi ai disabili; hanno partorito davvero un pensiero generoso dopo tutti quegli anni di istruzione costosa, da prima classe privilegiata.
 
© Belona Greenwood

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