storie

Trovati 420 elementi per questo argomento.

Una Città 132 / 2005
LA VITA DI MIO FIGLIO
Intervista a Aaron Barnea di Barbara Bertoncin
Mi ricordo, come fosse ieri, che dissi: “Finalmente non ci saranno più guerre!”. Noam era nato da pochi mesi… L’impegno di un padre israeliano con altri familiari di caduti, sia ebrei che palestinesi, per trovare la via della pace. Intervista a Aaron Barnea.

Una Città 131 / 2005
MI SONO COSTITUITO A ORVIETO...
Intervista a Salvatore, Pasquale e Gaetano di Carla Melazzini
Entrare a Secondigliano ed essere messi in una cella con altri ventiquattro detenuti, con i medici che non ci sono mai, le guardie che ti puniscono preventivamente, le domandine che vengono tenute lì per mesi e mesi... e poi le condanne che si accumulano, i benefici che ti vengono tolti perché arriva un altro definitivo, il lavoro che non c’è, né dentro né fuori, e se lo trovi fuori dal tuo comune... Intervista a Gaetano, Pasquale e Salvatore.

DOVE I LIBRI SONO RARI COME LA PIOGGIA
Intervista a Jamila Hassoune di Barbara Bertoncin, Elena Chiti
Sentire che i libri hanno a che fare con la libertà, quando lo zio ricercato diceva di “nascondere i libri”, tenere una libreria a Marrakech e poi avere l’idea di portare i libri nei paesini e poi internet che diventa un porto franco per ragazzi e ragazze e ora skype per telefonare quasi gratis in tutto il mondo e poi il sogno di venire in Europa di tanti ragazzi e il danno che crea l’Iraq... Intervista a Jamila Hassoune.

SOS ATTENTATS
Intervista a Françoise Rudetzki di Barbara Bertoncin, Alessandro Coppola
Una sera qualunque in un ristorante qualunque... Poi un lunghissimo calvario, la lotta strenua per salvare una gamba, la trasfusione micidiale, l’impegno per dare un senso a tutto. Intervista a Françoise Rudetzki.

Una Città 130 / 2005
LA SCUOLA DEL TESTACCIO
Intervista a Antonella Talamonti di Paola Sabbatani
Il pullulare di collettivi, la vita per strada, nei gruppi, il femminismo, la creatività da riscoprire in ognuno, e poi il teatro dell’Odin, il free Jazz dal Nord Europa... E’ il 76 e nasce la scuola di musica popolare del Testaccio. Intervista ad Antonella Talamonti.

Una Città 129 / 2005
LA TAGUA
Intervista a Maria Silvia Pinilla di Luciano Coluccia
Una specie di avorio vegetale, del tutto rinnovabile, raccolto e lavorato da ragazzi di strada di Bogotà, che suscita interesse nel mondo della moda europea. Un commercio non solidaristico. Intervista a Maria Silvia Pinilla.

LA MIA VITA E’ STATA BELLA
Intervista a Pucci Saija Panzieri di Pinzi Giampiccoli
Messina, Palermo, poi Roma e infine Torino, dai contadini siciliani agli operai della catena di montaggio di Mirafiori, la militanza socialista di Raniero Panzieri e di sua moglie Pucci. I figli da crescere, le difficoltà economiche e i lavori sempre precari. L’amicizia di Nenni e di Rodolfo Morandi. La delusione del licenziamento all’Einaudi. La morte improvvisa a soli quarantatré anni. Intervista a Pucci Saija Panzieri.

Una Città 128 / 2005
LA COLAZIONE PERO’ E’ BUONA
Intervista a Pierre Riches di Gianni Saporetti
La verità è una, ma ognuno cerca la sua strada per arrivarci, nel confronto, certo, con i vecchi. La concezione di ‘legge naturale’ a cui si appella la Chiesa per fondare la morale sessuale è sbagliata, l’omosessualità è presente nel mondo animale. La collegialità sacrificata da Giovanni Paolo II. Il celibato ecclesiastico a cui già tante volte oggi si deroga. Il valore dell’obbedienza e la saggezza della Chiesa. Intervista a Pierre Riches.

LA PENA IN PIU’
Intervista a Zulma Paggi di Barbara Bertoncin
L’importanza, nel rapporto coi detenuti, della regolarità, della puntualità, dei piccoli gesti. Le ‘pene aggiuntive’, le condizioni spesso subumane in cui ti trovi a scontare la pena inflitta dal tribunale. L’assoluta casualità delle condanne ai tossicodipendenti. La terribile vergogna del carcere per gli immigrati subsahariani, venuti a ‘vincere qualcosa’ anche per la famiglia là. Intervista a Zulma Paggi.

IL MERCOLEDI’
Intervista a donne di “Cagipota” di Barbara Bertoncin
L’idea di una specificità femminile anche nella sofferenza, il bisogno di un’intimità libera, un appartamento in cui ritrovarsi a parlare di tutto, a organizzare gite, laboratori di teatro, in cui ci si aiuta a superare lo stigma del centro di salute mentale, a sperimentare che le medicine sono meno importanti delle relazioni. Intervista a Silva, Marina, Pina, Licia, Graziella, Antonella, Patrizia, Francesca, Loredana, Laura, Liliana, Eliana, Mara.