Nel giugno 2005, nel corso del controinterrogatorio di un teste del caso Slobodan Miloŝević presso il Tribunale Penale Internazionale per la ex Yugoslavia (Icty), la corte ha esaminato un reperto video che mostrava un’unità paramilitare serba, autodefinitasi "gli Scorpioni”, intenta a giustiziare sei tra adulti e adolescenti musulmani bosniaci catturati dopo la caduta di Srebrenica nel 1995. Le immagini dei soldati serbi che torturano e poi colpiscono a morte i prigionieri musulmani bosniaci, le cui mani sono legate dietro la schiena, e che prima di ricevere i colpi mortali non avevano opposto alcuna resistenza, hanno fatto breccia nel muro di silenzio e negazionismo imperante in Serbia e Montenegro sulla questione di Srebrenica. Il Governo serbo ha condannato l’episodio, e il procuratore serbo per i Crimini di Guerra si è prontamente attivato per trattenere alcune persone sospettate di complicità nell’omicidio dei sei.
C’è una moltitudine di prove disponibili al pubblico che dimostrano come i serbi bosniaci, assieme ad altre forze, nel corso di una sola settimana del luglio 1995, abbiano giustiziato dai 7000 agli 8000 prigionieri musulmani bosniaci provenienti da Srebrenica. A dispetto di ciò, sono ancora molti in Serbia e Montenegro che cercano di negare la portata del crimine commesso dall’esercito serbo-bosniaco, dalla polizia e da altre forze (secondo l’accusa, tra queste ci sarebbero forze serbe). Secondo costoro, la stima dei morti sarebbe esagerata, e ammonterebbe in realtà a "soli” duemila caduti. C’è chi sostiene anche che questi 2000 morti sarebbero da considerare vittime di guerra -ovvero, soldati musulmani bosniaci uccisi in battaglia. Altri, in maniera ancora più audace, sostengono addirittura si sia trattato di "delitti passionali” -vale a dire, vendette per le uccisioni di serbi nei villaggi nei dintorni di Srebrenica. Altri ancora, invece, sostengono che quanto accaduto a Srebrenica non possa essere considerato genocidio. Il Tribunale, però, ha dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che ciascuna di queste interpretazioni è priva di fondamento.
Il massacro avvenuto a Srebrenica nel luglio 1995 è stata la peggiore singola atrocità compiuta nell’ex Yugoslavia nel corso delle guerre degli anni 90, e il peggior massacro avvenuto in Europa dai mesi successivi alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
E’ per questo che l’Icty, istituito nel 1993 per sottoporre a giudizio i maggiori responsabili delle più gravi violazioni del diritto internazionale umanitario avvenute nell’ex Yugoslavia a partire dal 1991, ha dedicato molto tempo e sforzi per indagare su quanto avvenuto a Srebrenica e per consegnare i responsabili alla giustizia. Per i crimini commessi a Srebrenica, l’Icty ha messo in stato d’accusa 19 individui, tutti eccetto uno considerati gravemente colpevoli -vale a dire, persone che hanno pianificato e ordinato le operazioni di sterminio. Finora, il Tribunale ha ultimato i gradi di giudizio e gli appelli nei confronti di tre degli accusati: il Generale Radislav Krstić, comandante dei Corpi Drina dell’Esercito della Republika Srpska (Vrs), Dražen Erdemović, soldato del Vrs appartenente al 10° distaccamento sabotatori e Dragan Obrenović, vice-comandante della Brigata Zvornik del Vrs. Erdemović e Obrenović hanno ammesso il loro coinvolgimento nello sterminio di Srebrenica. I fatti di Srebrenica contenuti nei giudizi espressi contro Krstić, Erdemović e Obrenović sono stati assodati oltre ogni ragionevole dubbio.
In particolare, nei suoi procedimenti contro questi tre accusati, il Tribunale ha ritenuto oltre ogni ragionevole dubbio che tra l’11 e il 19 luglio 1995 i serbi bosniaci, con l’aiuto di altre forze, hanno ucciso dai 7000 agli 8000 tra uomini e adolescenti musulmani bosniaci. Il Tribunale ha stabilito oltre ogni ragionevole dubbio che la stragrande maggioranza degli uccisi non ha perso la vita durante i combattimenti, ma nel corso di vere e proprie esecuzioni. Il Tribunale ha stabilito oltre ogni ragionevole dubbio che gli omicidi non sono avvenuti sull’onda dell’emozione, ma in conseguenza di operazioni ben pianificate e coordinate. Infine, Il Tribunale ha stabilito oltre ogni ragionevole dubbio che l’assassinio di un numero che va dai 7000 agli 8000 prigionieri musulmani bosniaci fu genocidio.

Il numero dei morti
Il tribunale ha stabilito che il numero degli uomini e adolescenti musulmani bosniaci uccisi a Srebrenica si aggira tra i 7000 e gli 8000. Per giungere a questa conclusione, i giudi ...[continua]

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