Logo Una Città
i nostri libri
Vai al catalogo completo dei libri
lettere da...

Hungry holidays


UNA CITTÀ n. 258 / 2019 giugno-luglio

Articolo di Belona Greenwood
tradotto da Stefano Ignone

HUNGRY HOLIDAYS

Cari amici, siamo all’inizio delle vacanze estive, anche se mentre vi scrivo il cielo è coperto, pieno di nuvole. Non si tratta più però della tipica stagione estiva britannica che patisce il poco sole, almeno non da quando è iniziata l’emergenza climatica; l’anno scorso ci siamo arrostiti sotto un’ondata di caldo anomalo e una siccità durata settimane. Ma quest’anno, e in questi ultimi giorni, questo clima deprimente rispecchia molto accuratamente lo stato emotivo di molte persone. Anche le vacanze estive sono annuvolate dalla problematica situazione politica in cui si trova l’intero paese. L’ultimo giorno di scuola c’è un clima effervescente. Per molti bambini, l’estate è ancora il tempo della meraviglia. Hanno un sacco di belle cose da fare, e le vacanze offrono l’opportunità per nuove avventure. Come ogni anno, alcune famiglie della classe media caricheranno la macchina e porteranno la prole in campeggio in Francia, o in Italia, esponendo i loro figli ad altre culture, e migliorando le loro competenze linguistiche. Altri se ne andranno nei resort litoranei, o trascorreranno un paio di settimane in una bolla di divertimenti familiari in cittadelle fortificate in mezzo ai boschi, a nuotare o fare gite in bici. Ma per molti altri, anche le vacanze estive rifletteranno le rovinose fratture della nostra società. È sempre meglio non chiedere ai bambini in età scolare quali siano i loro programmi per l’estate. Troppo spesso, questi bambini non vanno proprio da nessuna parte. Peggio: il sostegno, lo stimolo e perfino il cibo che le scuole forniscono scompaiono dalle loro vite per sei settimane. Le scuole rappresentano un perno fondamentale per le famiglie più povere. Il gruppo parlamentare trasversale sul problema della fame, presieduto da Frank Field, storico deputato Labour e ora indipendente, che ha dedicato tutta la sua carriera politica alla lotta alla povertà, ha di recente diffuso un report: Hungry Holidays, "Vacanze affamate”. La ricerca denuncia l’esistenza di tre milioni di bambini affamati, durante le vacanze, in quella che è la quinta economia più ricca al mondo. L’"Independent” ha raccontato di come gli insegnanti avessero avvisato sulla situazione dei bambini che ritornavano a scuola malnutriti alla fine dell’estate, già nel 2017. Le cose non sono migliorate. Molti bambini beneficiano di pasti gratuiti durante l’anno scolastico, altri semplicemente hanno genitori che percepiscono salari miseri. Per troppi bambini, la "vecchia mamma Hubbard” della famosa ninna nanna inglese, con la sua dispensa vuota [la vecchia mamma Hubbard/ guardò nella dispensa / per dare un osso a quel povero cagnolino / ma quando la aprì / la dispensa era vuota / e così al povero cagnolino non toccò nulla] , è un’atroce realtà. Si saltano i pasti perché non ci sono soldi e non c’è cibo. I genitori provano ad attenuare il problema dando da mangiare ai figli e non a se stessi; se riescono a mettere insieme qualche soldo, possono permettersi solo prodotti di scarsa qualità, che portano alla malnutrizione. Se sei affamato e povero, sei isolato. Gli autori di questi studi affermano di voler sollevare una reazione in tutto il paese, così da spingere il governo ad adottare misure per alleviare questo disastro umanitario. Sì, dovremmo proprio arrabbiarci. È imperdonabile che le vacanze estive di alcuni bambini siano un’occasione per danneggiare le loro opportunità e le loro conquiste nel modo più devastante per le conseguenze che tutto questo ha sulle loro vite. Niente campeggio in Francia, niente gite in barca, ma nemmeno niente di tanto elementare come un pasto adeguato. Tutto ciò non fa che allargare la voragine che già esiste tra le opportunità riservate ai ricchi e ai poveri. È quantomeno ironico che siano i populisti, istruiti nelle scuole private, a spacciarsi per anti-elitari, quando sono loro la fonte dei problemi della nostra... [ continua ]

Esegui il login per visualizzare il testo completo.Se sei un abbonato on-line, o hai acquistato un Pacchetto di interviste o articoli clicca qui accedere, oppure vai alla pagina Abbonamenti per acquistare l'abbonamento on-line o il Pacchetto di interviste.

Gli abbonati alla rivista hanno diritto all'abbonamento on-line gratuito!


archivio

Lettere dalla Cina
Ilaria Maria Sala

-Sono a Shanghai...
il "South China Morning Post”
-Il "South China Morning Post”
-Sono stata a Macao...

-Le elezioni a Taiwan...
-Tornata a Chengdu...
-Pechino d'inverno...
-Dal Giappone...
-
Un giro a Chongqing...

Lettere dall'Inghilterra
di Belona Greenwood

-"Property Crumble”
-I Red Nose Days
-le effigi di Guy Fawkes
-A casa di un pastore
-Gin Lane
-Il teatro dell'esuberanza
-Andando a Cambridge
-Le free schools
-Bambini poveri
-Una guerra ai deboli?
-Una volta vidi la regina
-La comunità di Monkey River

Appunti di viaggio
di Paolo Bergamaschi

-Il nuo­vo vol­to di Ba­ku
-il no­me Ma­ce­do­nia
-De­spo­ti in Turk­me­ni­stan
-Le ba­le­ne e l'I­slan­da
-Mi­tro­vi­ca nord
-Il ma­re di Aral
-La lin­gua del­la Bo­snia
-Le ban­die­re di Pri­sti­na
-La tv del­la Mol­do­va
-I tim­bri del­la Ser­bia
-Frozen conflicts
-Nella Piazza Rossa
-Sulla via della seta
-Tibet, la terra e il cielo
-Viaggio a Murmansk

Lettere dall'America
di Gregory Sumner

-Ricordando Havel
-I pompieri di Vonnegut
-Una rivista transatlantica
-Presidente Obama: invictus?
-Stanno chiudendo Detroit?
-Lezioni della Grande Depressione
-L'audacia della speranza
-Una voce dal 1968
-Il liberalismo di FDR
-I politici dell'"Amigdala"
-Cittadinanza planetaria




chiudi