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Le interviste dell'ultimo numero

C'È SEMPRE QUALCHE NOTIZIA DI IMPICCAGIONI...
Intervista a Ahmad Rafat di Barbara Bertoncin, Bettina Foa
La guerra scatenata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, che tante speranze aveva suscitato nella popolazione, lungi dall’indebolire il regime, ha portato al rafforzamento della repressione contro i dissidenti; la popolarità, specie tra i più giovani, per il figlio dello scià, figura sempre più controversa; il silenzio di parte della sinistra portata a simpatizzare con ogni regime che sia antiamericano, foss’anche sanguinario e illiberale. Intervista a Ahmad Rafat.

IL RESTO E’ BUIO
Intervista a Giorgio Arfaras di Barbara Bertoncin, Bettina Foa
Una riflessione sull’economia, a partire dall’idea che non c’è un destino o un finalismo nelle vicende dei paesi, e che a contare sono invece le “istituzioni” e la storia lunga; una differenza, quella tra Ucraina e Russia, che viene da lontano; il caso della Cina e l’illusione che l’apertura dei mercati agli investimenti esteri fosse portatrice della liberaldemocrazia; la disprezzata Europa, che ad oggi rimane il luogo più egualitario del mondo. Intervista a Giorgio Arfaras.

SPESSO INVECE I FINALI SONO TRAGICI
Intervista a Giancarlo Parissi di Giada Ceri
La figura del garante delle persone private della libertà, che può andare dappertutto, vedere tutto e parlare con tutti, ma nei fatti non ha praticamente alcun potere; la polarizzazione del dibattito pubblico e i fallimenti di cui non si parla, ma anche l’esistenza di luoghi di detenzione dove le cose non vanno male; lo scarso coinvolgimento degli agenti penitenziari e il rischio prima della rassegnazione e poi della assuefazione. Intervista a Giancarlo Parissi.

Il CARTELLINO DELLE PRESENZE
Intervista a Chiara Scorzoni; Luigi Monti; Eleonora Bonara di Barbara Bertoncin, Gianni Saporetti
Un’idea, quella del corso d’italiano per immigrati, nata dalla frustrante incomunicabilità in uno sportello stranieri e poi il coinvolgimento di amici e anche delle istituzioni; una formula che oggi, tra tante fatiche, tiene assieme la presenza di un piccolo Comune e lo spirito delle scuole popolari d’un tempo; un lavoro di prossimità, di sviluppo di comunità esemplare che i servizi pubblici faticano a svolgere. Intervista a Chiara Scorzoni, Luigi Monti e Eleonora Bonara.

LA FORTUNA DEL MITO
Intervista a Maurizio Bettini di Iacopo Gardelli
Il mito è un racconto denso e pretende innanzitutto interpretazioni; Fetonte che ci parla del cataclisma cosmico e della volontà nefasta dell’uomo di dominare la natura, di violare il fas, la legge che neanche gli dei possono violare; gli ateniesi autoctoni e i romani popolo di emigranti; l’arrivo in Italia dell’antropologia strutturale di Levy Strauss, della semiotica di Eco; dall’approccio storicista a quello antropologico e linguistico. Intervista a Maurizio Bettini.

LA GIOVINEZZA DELLA DC
Intervista a Gianni Baget Bozzo di Giovanni Tassani
I Gruppi giovanili democristiani tra 1945 e 1955; un laboratorio di idee e di esperienze a diretto confronto con le altre identità giovanili: liberali, socialiste, ma soprattutto comuniste; Malfatti, Baget Bozzo, Galloni, Ciccardini in competizione per anni con i giovani andreottiani; la crisi politica di Dossetti, l’influenza ideale di Felice Balbo; l’impegno a favore di De Gasperi per le elezioni del ‘53; l’esperienza di “Terza generazione”. Intervista a Gianni Baget Bozzo.

Addio Anna
Intervista a Anna Hilbe di Gianni Saporetti
Anna Hilbe ci ha lasciato. Era una cara amica e una sostenitrice della nostra rivista. Impegnata nella sinistra extra-parlamentare degli anni Settanta, fu poi una delle fondatrici della Libreria delle donne di Bologna. Già in tarda età ebbe l’idea straordinaria di aprire una libreria non commerciale, detta “Libri liberi”, dove i libri si potessero portare e prendere a piacimento e che divenne presto un punto di riferimento e di ritrovo per tanti bolognesi e famosa ben oltre Bologna. Qui sotto l’intervista che le facemmo. Quando era già malandata di salute, ci ha chiamato per andare a prendere alcune centinaia di libri di suo marito, Douglas Dowd, rinomato economista americano, impegnato, negli anni Sessanta, nei movimenti anti-autoritari americani. Ne abbiamo fatto un piccolo fondo. Nel ricordo fatto stampare dagli amici, sul retro della foto, sono riportate le parole che Anna aveva scritto su un biglietto: “Ringrazio i miei carissimi amici (anche quelli che oggi non ci sono più) per l’affetto che mi hanno dimostrato in un momento della vita un po’ difficile”. Grazie Anna.