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I dormitori della Foxconn, in Cina


UNA CITTÀ n. 238 / 2017 aprile

Articolo di redazione

Shenzhen, Cina
I dormitori della Foxconn, in Cina

La Foxconn è un’azienda multinazionale con oltre trecentomila dipendenti nella sola Cina e più di un milione globalmente. Maggiore produttrice di componenti elettrici ed elettronici per Amazon, Apple, Dell, HP, Microsoft, Motorola, Nintendo, Nokia, Sony, ecc. è diventata tristemente famosa a partire dal 2009 per una serie di suicidi di dipendenti, per far fronte ai quali sono state installate le cosiddette reti "anti-suicidio”; nell’occasione ci si affidò anche al supporto di medici buddisti. L’azienda è recentemente tornata a essere... [ continua ]

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L'essenza del patriarcato

L’errore, all’indomani della Liberazione, di imputare tutti i problemi alla colonizzazione e l’incapacità di far fruttare il capitale della lingua francese; una laicità che stenta ad affermarsi e la convinzione che la questione decisiva, anche per la democrazia, sia l’emancipazione femminile; intervista a Mohammed Harbi.

I vecchi codici e la vera vita

La rivolta dei giovani dei paesi arabi, frutto della rivoluzione demografica degli anni 90, ha fatto crollare due stereotipi occidentali: l’incompatibilità di Islam e democrazia e l’idea che ogni musulmano abbia in testa solo il Corano e la Palestina; il gap fra usi, costumi e vita quotidiana e diritto. Intervista a Olivier Roy.

Se si tocca lo statuto

Un sito nato per offrire alle donne uno spazio di discussione libera; il rischio che la reazione al "femminismo di stato” di Ben Alì, imposto dall'alto, porti ora a una islamizzazione dei maschi e al ritorno al velo per tante giovani donne; i cambiamenti del costume inarrestabili; il tabù dell'ateismo, che resta. Intervista a Khalil Gdoura e Bayrem Zouari.

Il franchising del terrore

Il terrorismo jihadista, a differenza di esperienze precedenti come l’Ira irlandese e l’Eta basca, non è centralizzato; il fenomeno dei "gruppi di ragazzi”; la moralità diffusa ovunque per cui non va bene colpire innocenti, usare violenze estreme; il fatto che il terrore colpisce soprattutto paesi non occidentali. Intervista a Gary LaFree.

Volevo solo dirgli grazie

L’impegno, fin da ragazza, per la causa algerina; quell’8 maggio 1945, data d’inizio di tutto; gli anni della clandestinità, quando donne e uomini erano uguali, e poi l’arresto e l’orrore della tortura, da cui già erano passati il padre, la madre, le sorelle...; la figura luminosa del dottor Richaud. Intervista a Louisette Ighilahriz.

A manifestare, in toga...

Quando è scoppiata la rivoluzione, in strada, a manifestare contro Ben Ali, c’erano anche giudici e avvocati; un sistema, quello della giustizia tunisina, da riformare profondamente, in tutte le sue articolazioni, a cominciare dai poliziotti; la fase della giustizia, a cui deve seguire la riconciliazione. Intervista a Wahid Ferchichi.

Erano le sei del mattino...

L'inizio della militanza negli anni di studio in Belgio, dopo l'incontro con un'avvocatessa tunisina, la polizia politica, le ritorsioni contro il padre, la scoperta della Rete e dei social network, e quindi, l'apertura del profilo Facebook e poi il ritorno in Tunisia e l'arresto, proprio alla vigilia della Rivoluzione… Intervista a Soufien Belhajj.




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