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Hai cercato "giada ceri", trovati 5 risultati

Una Città 280/2021
MA POI SI INCONTRANO DI NUOVO, VERO?
Intervista a Amedeo Savoia di Giada Ceri
Arrivare in carcere per curiosità, con un laboratorio di teatro “alla pari”, in cui vengono coinvolti anche gli studenti, per un pubblico che non sa chi sia detenuto e chi no; il problema dell’infantilizzazione e di come trattare temi sensibili; la scelta, controversa, di portare i carceri fuori dalle città, aggravando l’isolamento, finanche la rimozione, di un’istituzione già chiusa; il problema di cosa succede “dopo”, una volta fuori. Intervista a Amedeo Savoia.

Una Città 278/2021
ESSERE UN PO' RIVOLUZIONARI PER FARE COSE NORMALI
Intervista a Carmelo Cantone di Giada Ceri
Una giustizia che spesso sembra agire con il pilota automatico, mettendo in carcere persone che non hanno commesso reati di grave impatto in termini di pericolosità sociale; l’assenza di una discussione sulla preparazione della dimissione; una popolazione, quella carceraria, che in questi anni è cambiata e dove il disagio psichiatrico si è fatto più intenso e frequente; l’importanza di un approccio fondato sulla riduzione del danno. Intervista a Carmelo Cantone.

Una Città 277/2021
IL SONETTO IN CARCERE
Intervista a Edoardo Albinati di Giada Ceri
Fermo restando che la cultura di per sé non rende più buoni, in carcere, dove si va per tentativi, questo può succedere attraverso la scuola, uno dei pochissimi strumenti a disposizione dei detenuti, per migliorare la loro vita, creando, malgrado lo squallore dell’ambiente, un piccolo spazio di libertà; le oscillazioni continue fra chiusure e aperture, dovute ai cambi di direttori e comandanti e alle periodiche campagne orchestrate da fuori. Intervista a Edoardo Albinati.

Una Città 276/2021
IL CESTO MARCIO
Intervista a Michele Passione di Giada Ceri
E’ il tipo di istituzione, dove non si guarda all’uomo ma al reato, dove ci sono i buoni e i cattivi, che facilita l’uso della tortura; un regime premiale inficiato proprio dalla sua impostazione retributiva, per altro inevitabile ma solo come primo passo; l’esempio non convincente della “lettura in cambio di giorni”; “rieducare”, “redimere”, “emendare”, parole inappropriate, il compito è solo quello di dare una mano al detenuto a capire. Intervista a Michele Passione.

Una Città 274/2021
LA PENA DELLA LETTURA
Intervista a Stefania Amato di Giada Ceri
Il progetto, già in atto in Brasile, di fare del libro uno strumento per il recupero del detenuto: 4 giorni di riduzione della pena per ogni libro letto, con un massimo di 48 giorni all’anno; un modo per rendere concreta l’idea che la “cultura libera” in un mondo in cui, non solo in carcere, l’analfabetismo di ritorno cresce; le limitazioni del 41bis arrivate al numero di 750, diverse delle quali riguardano la lettura. Conversazione fra Stefania Amato e Giada Ceri.