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Una Città 58/1997LA TENEREZZA PER L’ULTIMOGENITO
Intervista a Emmanuel Todd di Marco Bellini
La famiglia ebraica, in cui l’eredità va al primogenito, in realtà, poi, coltiva una predilezione per l’ultimogenito, per il più debole. L’idea che il popolo ebraico ha di sé è quella di sentirsi chiamato a un’alta missione e, nello stesso tempo, di essere debole e perseguitato. Il paradosso della Francia universalista in cui l’ebraismo resta forte senza comunità e dell’America differenzialista dove un ebreo ormai totalmente assimilato parla tanto di comunità. La forza dell’alfabetizzazione in culture a famiglia-stirpe con forte ruolo delle donne. Intervista a Emmanuel Todd.
Una Città 58/1997
LE STRADE DEL LIBRO
Intervista a studenti di Carla Melazzini
Chi è fulminato a undici anni dalla Signora delle camelie e chi scambia La morte a Venezia per un horror e poi non ne esce più; chi smette di andare a scuola e poi trova La piccola Fadette; chi ha cominciato con delle fotocopie e chi ama soffrire con i perseguitati. E nella memoria più lontana il desiderio di fiaba. Intervista a un gruppo di studenti di un Istituto tecnico di Napoli.
Una Città 58/1997
UN’EUGENETICA DEL DESIDERIO
Intervista a Gianna Milano di Marco Bellini
Il fatto che la prestigiosa rivista Nature pubblichi uno studio sul gene dell’omosessualità è un segno della fortuna incontrata da un’idea deterministica del rapporto fra comportamento e geni. Un’impostazione che solleva da tanti sensi di colpa. I rischi della terapia genetica germinale che coinvolge le generazioni future e quelli di una cultura eugenetica della libera scelta. Il problema delicatissimo dell’informazione genetica. Intervista a Gianna Milano.
Una Città 58/1997
ALTAFINI, IL 56 E GLI URLATORI
Intervista a Guido Crainz di Sergio Sinigaglia
La televisione che si diffonde in campagna, Il Giorno con le sue grandi inchieste sociali, le magliette a striscie, ma anche il casellario giudiziario centrale e il ’56 che a sinistra non provoca lo sconquasso augurabile. Lo straordinario periodo fra gli anni 50 e 60, con le sue trasformazioni sociali, l’esplosione del consumismo e l’insofferenza di tanti giovani che sfocerà nel 68. La grande occasione riformista mancata dal centrosinistra. Intervista a Guido Crainz.
Una Città 58/1997
PRESO
Intervista a Vacha di Mirella Fanti
Una Città 57/1997
E ALLA FINE MELFI SCIOPERO’
Intervista a Vittorio Rieser di Gianni Saporetti
Con la fine del ricatto insito nel contratto di formazione i dipendenti di Melfi hanno iniziato a scioperare e a iscriversi alla Fiom. L’insoddisfazione, soprattutto nella fascia qualificata, per le mancate promesse della fabbrica integrata. L’inevitabile persistenza del taylorismo, l’ossessione del "fare produzione", il basso livello dei salari frustrano le aspettative suscitate dallo sforzo di formazione, invero grandioso, compiuto dall’azienda. Intervista a Vittorio Rieser.
Una Città 57/1997
L’IMBROGLIO PER CONDANNARE
Intervista a Luigi Ferrajoli di Gianni Saporetti
Una sentenza vergognosa, risultato di una pervicace prevenzione accusatoria a cui si è aggiunta, poi, la volontà di non ammettere i propri errori. L’estrema gravità della sentenza suicida che viola tutte le regole. La difficoltà a farsi strada di una cultura dell’induzione che in Italia ha poca tradizione. Magistratura democratica nacque proprio per criticare le sentenze. Intervista a Luigi Ferrajoli.
Una Città 57/1997
LA DEBOLEZZA VERA DEL GIUDICE
Intervista a Carlo Guarnieri di Massimo Tesei
Il modo fraudolento in cui un giudice togato può capovolgere le decisioni di una corte. Il precedente, di sinistra, degli assassini dei fratelli Rosselli. I problemi che la giuria mista pone. La debolezza di un giudice dipendente psicologicamente dall’accusa. Il pericolo di un rito accusatorio che sopravvive senza neanche più i condizionamenti di prima. Intervista a Carlo Guarnieri.
Una Città 57/1997
LA TRANSUMANZA DEI GELATIERI (I)
Intervista a Idolino Bertacco di ricercatori del Consorzio Aaster
Gli emigrati di un secolo e mezzo fa sono diventati gelatieri. In tutte le piazze principali delle città tedesce spicca la gelateria italiana. Sei mesi in Germania e sei mesi in Italia, una miriade di aziende familiari e artigianali, provenienti tutte dal bellunese. Il grande problema dell’eredità, con i figli che non intendono, il più delle volte, rilevare l’attività paterna. La residenza all’estero e lo stretto legame che rimane con il proprio paese. Un’inchiesta a cura dell’Aaster di Milano.
Una Città 57/1997
LA TRANSUMANZA DEI GELATIERI (II)
Intervista a Ivo Slis di ricercatori del Consorzio Aaster

















