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Una Città 139/2006
UN’AMERICA GUERRAFONDAIA?
Intervista a Philip Golub di Barbara Bertoncin
risponde Philip Golub

Una Città 139/2006
I LAVORI CHE HO FATTO...
Intervista a Silvano Antonio Brianese di Barbara Bertoncin
Emigrare in Argentina da bambino, peregrinare da un lavoro all’altro, impararne tantissimi, una casetta, i figli, la compagna e poi Menem, la crisi, il ritorno da solo in Italia, la conceria, l’odissea burocratica. Intervista a Silvano Antonio Brianese.

Una Città 138/2006
IL PRIMO A SION...
Intervista a Mordechai Morale Bar-on di Francesco Papafava, Asher Salah
I genitori emigrati nel 1924, la nascita in Palestina, il kibbutz e la gioventù comunista, l’arruolamento, da ragazzo, nei battaglioni formalmente inquadrati nell’esercito britannico, poi la guerra del 48 e una carriera nell’esercito scandita dal 56, il 67, il 73, l’82. Gli studi storici, la convinzione della necessità di uno Stato palestinese, l’impegno pacifista e la fedeltà al sionismo... Intervista a Mordechai Morale Bar-on.

Una Città 138/2006
UNA SINISTRA SENZA FUTURO
Intervista a Enzo Rullani di Gianni Saporetti
Una sinistra che non ha metabolizzato la fine del fordismo e il passaggio a un’epoca in cui conterà più la professionalità del lavoratore che non il posto fisso. Il rischio di una sinistra che non crede all’autonomia del lavoro. Il vero federalismo è il passaggio di competenze dallo Stato al cittadino, non la moltiplicazione delle burocrazie, e l’ente locale deve organizzare la domanda, non l’offerta. Intervista a Enzo Rullani.

Una Città 138/2006
IL MERCATO DELL’ULTIMO MINUTO
Intervista a Andrea Segré di Pieralberto Valli
Dalle rimanenze che si butterebbero, innanzitutto di cibo, un circuito virtuoso fra consumatori disagiati, impossibilitati a comprare, associazioni di volontariato, una cooperativa di giovani idealisti, un comune sensibile e ditte profit che risparmiano sulle spese di smaltimento, sulla tassa dei rifiuti e guadagnano in immagine. Last Minute Market, un’emerita buona pratica che si sta diffondendo. Intervista a Andrea Segré.

Una Città 138/2006
LA MOGLIE DI...
Intervista a Renate Siebert di Pieralberto Valli, Barbara Bertoncin
Se la donna della mafia ha assunto via via nuovi ruoli, economico, di relazioni e di collegamento con il carcere, non vuol dire che il potere mafioso, un potere totalitario fondato sul potere di vita e di morte, non resti fondamentalmente maschile. Forse i figli che, a differenza di un tempo, vanno a scuola e all’università, possono diventare il punto debole della catena mafiosa. I ragazzi di Locri. Intervista a Renate Siebert.

Una Città 138/2006
LA VULNERABILITA’
Intervista a Henri Eckert di Massimo Tesei
A maggior ragione se si è andati a scuola e si aspira a essere cittadini a tutti gli effetti, è intollerabile la sensazione di essere sistematicamente svantaggiati. La ditta inizierà da te per lasciare a casa qualcuno, la polizia ti chiederà i documenti sempre... Le ragioni della rivolta delle banlieue sono lì. Il caso emblematico di Marsiglia che, pur nella relativa povertà, è “città” anche nelle sue periferie. Intervista a Henri Eckert.

Una Città 138/2006
SOPRA LE VASCHE
Intervista a Simona, Oriana, Nadia, Saul, Stefano, Max e Lele di Gianni Saporetti
A Seveso, nome che ha lo stigma della catastrofe ambientale, grazie all’impegno di Legambiente e altre associazioni, proprio la memoria è diventata un valore aggiunto del luogo. Il Bosco delle querce, uno stupendo parco cresciuto sulle vasche dei detriti tossici, oggi è meta di scolaresche che fanno educazione ambientale e di campi, anche internazionali. Ne parlano Simona, Oriana, Nadia, Saul, Stefano, Max e Lele.

Una Città 138/2006
SE UNO TARDA....
Intervista a Mattia, Gianluca, Francesca, Massimo di Alessandro Coppola
Una convivenza vera e propria, più che una coabitazione, quella di un gruppo di giovani romani, ricercatori, precari, neolaureati. L’esigenza anche concreta di tagliare le spese, ma poi alla sera si cena insieme. Intervista a Mattia, Gianluca, Francesca, Massimo.

Una Città 138/2006
L’INDIO PRESIDENTE
Intervista a César Brie di Paola Sabbatani
Evo Morales, indio sindacalista degli indios coltivatori di coca, ora presidente della repubblica boliviana, sta cercando di portare avanti una politica di nazionalizzazioni per lo sviluppo del paese, già più volte tentata dalle forze progressiste boliviane e sempre interrotta, nel passato, da colpi di stato. Il rischio autoritario in nome della lotta alla corruzione. La grande figura di Marcelo Quiroga. Intervista a César Brie.