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Una Città 163/2009IL FUTURO CHE CI ASPETTA
Intervista a Gianpiero Dalla Zuanna di Barbara Bertoncin
In Italia, grazie ai trecentomila stranieri che entrano ogni anno, non c’è un declino demografico; il rischio che i forti legami familiari finiscano per scoraggiare un welfare già poco efficiente nelle prime e ultime fasi della vita; anziani attivi, donne e bambini stranieri sono talenti da non sprecare. Intervista a Gianpiero Dalla Zuanna.
Una Città 163/2009
L'OSPEDALE NAGA
Intervista a Stefano Dalla Valle di Joan Haim, Guia Biscaro
La vergogna degli ultimi decreti e il dramma, per chi è venuto qui a lavorare, di essere visto come un criminale. A emigrare sono sempre i migliori, chi ha delle carte da giocare e gode di buona salute. Una nuova immigrazione fatta di donne istruite e con grandi capacità organizzative. Intervista a Stefano Dalla Valle.
Una Città 163/2009
POI, IL 4 GIUGNO...
Intervista a Liao Yiwu di Erica De Stales, Martin Goettske
Un evento, quello di Tiananmen, quando il 4 giugno del 1989 le autorità aprirono il fuoco contro la popolazione, che stravolge la vita, portando all’impegno e però anche al carcere; la curiosità e l’interesse per gli ultimi; la critica a una classe di intellettuali che resta materialmente dipendente dal regime. Intervista a Liao Yiwu.
Una Città 162/2009
MI DIA LA NOTA
Intervista a Laura Manassero di Gianni Saporetti
Giovani che intuiscono ma non memorizzano, che ti seguono dove vuoi ma che poi hanno un’altra vita che tu non conosci, al contrario dei giovani stranieri che vogliono imparare, hanno una memoria di ferro e cercano un adulto che li guidi; l’utilità della punizione che responsabilizza e “libera” anche. Intervista a Laura Manassero.
Una Città 162/2009
LA STRADA DEL RISPETTO
Intervista a Umberto Brancia di Luciano Coluccia
Crescere un bambino con la sindrome di Asperger, sempre in bilico tra libertà e proibizioni; l’importanza di un quartiere “protettivo” e l’incredibile potenza di uno strumento come il computer per chi non riesce a guardare l’altro negli occhi. Il problema, cruciale, del lavoro e l’angoscia del “dopo di noi”. Intervista a Umberto Brancia.
Una Città 162/2009
GAZA, L’IRAQ, L’IRAN...
Intervista a Andrew Arato di Barbara Bertoncin
Una guerra, quella di Israele, ingaggiata per lanciare un messaggio a Obama, e, forse, per rendere più difficile l’annunciato dialogo con l’Iran. Un Iraq senza costituzione che con l’inevitabile ritiro degli americani, forza occupante ma con un ruolo, oggi, di peacekeeping, sembra avviato di nuovo verso il baratro. Intervista a Andrew Arato.
Una Città 162/2009
USCIRE E VEDERE LA DEVASTAZIONE...
Intervista a Eyad El Sarraj di Barbara Bertoncin
Gaza, all’indomani del ritiro israeliano, è un luogo di desolazione materiale e psicologica; la preoccupazione per i traumi, soprattutto quelli dei bambini, e per i loro effetti futuri. Intervista a Eyad El Sarraj.
Una Città 162/2009
I GESTI GIUSTI
Intervista a Manlio Milani di Massimo Tesei
Il mancato accertamento giuridico della verità sulle stragi, di cui comunque si sa tanto, oltre a lasciare un vuoto pauroso nella storia del paese, condanna i familiari delle vittime a un processo senza fine di vittimizzazione; i riconoscimenti mancati da parte dello Stato; l’importanza di capire i tragitti dei colpevoli. Intervista a Manlio Milani.
Una Città 162/2009
LA BANCA
Intervista a Annibale Osti di Barbara Bertoncin
Un lavoro profondamente mutato nel tempo, dagli uffici dove si studiavano i dati dell’affidabilità dei clienti, all’intermediazione fra banca e cliente, alla vendita dei prodotti finanziari fino al prestito al consumo... La scomparsa delle casse di risparmio i cui direttori incontravano il cliente al bar o al circolo. Intervista ad Annibale Osti.
Una Città 162/2009
QUEL QUADRETTO...
Intervista a Marco Baliani di Joan Haim
Due spettacoli teatrali nati dal lavoro coi ragazzi di strada di Nairobi. Il dramma dell’Aids dietro cui si cela una realtà fatta di violenza, ma soprattutto di una miseria estrema, che non lascia tempo alle relazioni né all’amore. La passione, ma anche la fatica del percorso, che resta più importante del risultato. Intervista a Marco Baliani.

















