“Ecco alcune delle questioni, di cui la Società operaia aveva promosso lo studio: nel 1870 si pronunciava a favore del principio della obbligatorietà dell’istruzione primaria; nel 1872 a favore del suffragio universale; nel 1873 promuoveva un’inchiesta sulle condizioni del lavoro delle donne e dei fanciulli nelle fabbriche e nelle botteghe (...). Questa varietà di problemi, che la società operaia agitava per stimolare l’azione del governo a favore delle classi lavoratrici, contiene già gli elementi per dare vita e sviluppo all’organizzazione di uno stato moderno, a larga base democratica e di larga ispirazione sociale”.
(Enrico Bassi, “Argentina Altobelli e la Federazione dei lavoratori della terra”, in “Critica Sociale”, 20 marzo 1967)
Cimitero Monumentale del Verano, Roma
“Armonia di pensiero, di fede, di cuore, di fraternità umana, ecco che cosa era il socialismo quando io lo abbracciai come una nuova religione. Religione umana che aveva un largo campo di restaurazione per l’umanità sofferente ed oppressa dalle potenze del capitale e dallo sfruttamento dei potenti. Mi apparve allora tutta l’importanza dell’opera da svolgere, alla quale avrei potuto dare un contributo sia pure modesto. Nella sfera dei socialisti scienziati si stavano discutendo le dottrine dei sommi che come Marx ed Engels le avevano espresse nei libri, nella sfera dei politicanti di azione si cercava la forma per attuarli praticamente, nella modesta sfera dei propagandisti che vivevano a fianco dei lavoratori si lavorava per affrontare le difficoltà che si opponevano alla pratica dell’azione. L’obbiettivo era la condizione del lavoro, il salario, il trattamento inumano subito dai lavoratori delle officine e dei campi e su questo si appuntò la propaganda politica che risvegliò la dignità e la coscienza dei lavoratori, suscitandone la ribellione che costò ad essi molti sacrifici e in compenso alle loro misere condizioni economiche e civili qualche miglioramento graduale. Io sentii allora, come una missione, il dovere di contribuire alla elevazione del lavoro non solo la conquista di orari più umani, di salari più equi, di abitazioni più civili ma anche il riconoscimento di un rispetto maggiore alla vita per chi lavora. Soprattutto sentivo che socialismo voleva dire elevazione della donna e per primo della donna dei campi. Abbracciai, ho detto sopra, il socialismo come una religione perché sognavo la giustizia per gli uomini, la solidarietà e l’amore”.
(tratto da Mario Casalini, Argentina Altobelli, Episodi di vita di una donna battagliera, Editrice Socialista Romagnola, Forlì 2002)
visita alla tomba di Argentina Altobelli
in memoria
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