Pubblichiamo un testo, in parte inedito, di Alexander Langer: "Per la creazione di un corpo civile di pace dell’Onu e dell’Unione Europea. Alcune idee, forse anche poco realistiche”. Il testo originale è stato conservato da Arno Truger. In corsivo le aggiunte rispetto alla versione pubblicata da Azione nonviolenta nell’ottobre 1995.

Il peacekeeping delle Nazioni Unite ed il suo efficiente funzionamento sono oggi le sfide più importanti per le forze armate e per gli addetti alla politica estera dentro o fuori dell’Europa. Nello stesso tempo il ruolo potenziale dei civili nel prevenire o nel gestire i conflitti è tuttora grandemente sottostimato. Ciò dovrebbe essere superato. I governi e le istituzioni internazionali inviano i loro osservatori e diplomatici nelle aree di conflitto e le Ong umanitarie e pacifiste cercano, spesso in circostanze assai difficili, di (ri)stabilire il dialogo, la coesistenza e la fiducia in e tra comunità divise e violente. Una volta cessati i combattimenti, esse cercano di essere d’aiuto nella ricostruzione dei valori umani e materiali controllando le disposizioni prese e le iniziative di riconciliazione. Negli anni recenti è stata accumulata una grande esperienza fatta sul campo ed è stata fatta molta ricerca, spesso nonostante la mancanza di una qualsiasi risorsa finanziaria sufficiente. Il rapporto "Bourlange/Martin”, adottato dal Parlamento Europeo il 17 maggio 1995 nella sua sessione plenaria a Strasburgo, ha riconosciuto questo ruolo nella società civile affermando che "un primo passo verso un contributo nella prevenzione del conflitto potrebbe essere la creazione di un Corpo civile di pace europeo (che includa obiettori di coscienza) con il compito di addestrare osservatori, mediatori e specialisti nella risoluzione dei conflitti. Questo fatto ha un grande significato in quanto il Parlamento Europeo riconosce per la prima volta che questi corpi di pace possono essere di un’importanza fondamentale come strumento credibile per contrastare la militarizzazione ed i conflitti. Questo rapporto possiede inoltre un valore aggiunto perché rappresenta la posizione ufficiale del Parlamento Europeo nella Conferenza Intergovernativa per la revisione del trattato di Maasctricht nell’anno 1996.
Per far sì che alle parole seguano i fatti, dobbiamo cercare di elaborare questo concetto in una maniera più chiara e praticabile. Il testo che segue cerca di contribuire al dibattito. Prima di continuare però, ci preme di chiarificare che niente di ciò che segue è necessariamente incompatibile con gli altri aspetti delle politiche di sicurezza e difesa.
Perché dei corpi civili di pace
L’Europa, come il mondo, è afflitta da guerre e conflitti. La maggior parte di questi non avvengono tra gli stati ma all’interno di stati o regioni. Molti di questi conflitti sono motivati da differenze etniche, repressione delle minoranze, tendenze nazionaliste, confini contestati. Quando i rifugiati abbandonano le loro terre divenute ormai dimora di guerra, nuovi conflitti insorgono nelle aeree dove questi approdano. Sempre di più alla Comunità Internazionale, ed in particolar modo alle Nazioni Unite, viene richiesto di spedire truppe per il mantenimento della pace in modo da impedire lo scatenarsi della violenza. Sebbene questo concetto si sia ormai sedimentato, le recenti esperienze militari di mantenimento della pace non hanno brillato per una serie di ragioni che non verranno però trattate in questo documento. Ci si aspetta comunque, o almeno si spera, che le molte difficoltà saranno presto superate e che il mantenimento della pace diventi un compito "ordinario” per i soldati agli ordini della Comunità Internazionale.
Organizzazione
Il Corpo civile internazionale verrebbe costituito dall’Unione europea sotto gli auspici delle Nazioni Unite ai cui servizi dovrebbero essere prestati. Il Corpo dovrebbe sottostare o almeno riferirsi all’Osce (come organizzazione regionale delle Nazioni Unite). Gli stati membri dell’Unione europea contribuirebbero al Corpo. Il Parlamento europeo dovrebbe essere coinvolto nelle decisioni sulla costituzione del Corpo e sull’attuazione delle operazioni. In primo luogo il Corpo presterebbe servizio all’interno dell’Europa, ma potrebbe agire anche al di fuori del continente europeo. In quanto forza di stanza, dovrebbe avere quartieri generali e personale pienamente equipaggiato, basato in un luogo specifico (Osce-Vienna?) e a livello locale durante le operazioni. Per l’inizio il Corpo dovrebbe essere co ...[continua]

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