Care amiche, cari amici,
confermiamo, ovviamente, l'appuntamento di Villa Salta di sabato 18 marzo alle ore 16.00.
Intanto vorremmo discutere della rivista, a partire dalla discussione, iniziata nella mailing list, sulla lunghezza delle interviste. Poi anche di altre idee che ci sono venute: le due interviste appaiate, di una facciata ciascuno, "storie di lavoro" (che inauguriamo nel numero appena uscito); la possibilità di "interventi editoriali", sempre, in qualche modo, problematici e "polifonici"; la serie "domande", interviste tematiche, anch'esse di una pagina, attorno a una domanda sola; l'idea di "disordinare" la rivista, uscendo dalla successione tradizionale sociale-internazionale-culturale; l'idea di dedicare l'apertura a un fatto particolare, casomai capitato chissà dove, ma a cui dare un forte risalto redazionale, tipo le cooperative di donne in Africa o il convegno di Parigi sui martiri suicidi, o come nel numero in uscita, i checkpoint in Palestina dove donne israeliane vanno a sorvegliare soldati israeliani (dopo lo schifo del video degli inglesi una bella immagine!), ecc. Vorremmo poi discutere di promozione della rivista. Le idee sono quelle di avere un sito molto più bello e dinamico (l'aggiornamento è in dirittura d'arrivo, ma pensiamo a un futuro anche "sonoro"), poi la newsletter "domande" (una breve domanda con proposte di risposte), una rete di abbonati attiva e che possa partecipare alla mailing list della redazione; un'attività di promozione nelle città in cui metter su dei "corrispondenti".
Rispetto a questo vorremmo ragionare insieme sull'idea di supplementi locali, venuta fuori dagli amici di Roma e di Albano Laziale. Il progetto potrebbe essere quello di "raccontare l'Italia" (del lavoro, innanzitutto, della scuola, e delle buone pratiche) attraverso anche supplementi locali di interviste, mensili o bimestrali o più sporadici (il tutto da riunire, per renderlo disponibile a livello nazionale, nel sito). Pensiamo solo a cosa potrebbe significare come racconto dei lavori che cambiano, ecc. Bisognerebbe metter su due o tre redattori giovani sostenuti da un gruppo o da un circolo di amici interessati al progetto più generale di Una città (riassumibile nella formula militanza della domanda+buone pratiche di cittadinanza+altra tradizione+nuovo internazionalismo). Il tutto anche per sostenere l'incremento di vendite e abbonamenti. L'inserto (da sperimentare all'inizio solo in una città o due) potrebbe essere di 16 pagine, separato ma indivisibile dalla rivista, del tutto omogeneo al resto, senza caduta di qualità "in quanto locale". Può essere un'idea balorda, ma val la pena parlarne.
Infine ci sono i libri. L'Almanacco potrebbe diventare annuale insieme a un appuntamento del tipo di quello, molto riuscito, che abbiamo tenuto in gennaio sul mutualismo. E il progetto "scuola", per ora legato ai libri internazionali (storia dell'altro e per mano), potrebbe arricchirsi di una collana di interviste "civili" a grandi vecchi, interviste video da produrre in dvd e associare in libro ad altre interviste in tema. L'idea c'è venuta pensando alla video intervista a Vittorio Foa sulla memoria, che è molto bella e che tocca diversi argomenti su cui abbiamo già interviste valide.
Daremo infine informazioni esatte sullo stato degli abbonamenti. A sabato. A chi non verrà daremo un resoconto al più presto.
una città / 2010
Testo di una città
13 marzo 2006
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