problemi di lavoro

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Una Città 178 / 2010
UN LAVORO BRUTTO
Intervista a Ahmed di Gianni Saporetti
L’arrivo in Italia al seguito del fratello, l’esperienza in hotel, in fabbrica e infine la scelta di mettersi in proprio, come padroncino; un lavoro, quello del corriere, faticoso e stressante, sopportato solo per far studiare i figli, nell’attesa che diventino grandi, per poi poter tornare finalmente in Marocco; intervista a Ahmed.

QUEL TORNIO DEGLI AMERICANI
Intervista a Margherita Russo e Iari Nora di Gianni Saporetti
Avvicinare la scuola all’impresa in un distretto della meccanica di eccellenza come Modena, dove la formazione sta diventando un problema, è lo scopo di Officina Emilia; i ragazzi entrano nelle fabbriche, ascoltano i lavoratori e poi al museo laboratorio prendono confidenza con materiali, attrezzi e macchine, costruiscono oggetti, smontano biciclette...; a scuola ma anche in famiglia non si parla più di lavoro, i ragazzi dei licei e anche dei professionali arrivano all’università totalmente incapaci di mettersi in gioco, che è proprio ciò che oggi richiedono le imprese; intervista a Margherita Russo e a Iari Nora

Una Città 177 / 2010
L'HO LETTO, MI E' PIACIUTO
Intervista a Luigi Spagnol di Edoardo Albinati e Barbara Bertoncin
La storia del gruppo editoriale Mauri Spagnol che da anni sta rilevando piccole e grandi case editrici con l’ambizione di conservare la loro identità e il loro prestigio; la passione tardiva per i libri per ragazzi, che porta alla scoperta di Harry Potter; il fenomeno dei giga seller e la convinzione che tutto meriti di finire in un bel libro; intervista a Luigi Spagnol.

Una Città 176 / 2010
LA LINEA DELLA RECIPROCITA'
Intervista a Bruno Manghi di Gianni Saporetti
Il problema se da Pomigliano potranno uscire prodotti decenti e l’esempio di Belo Horizonte; “tanti diritti poca contrattazione”; il contratto nazionale, che è la scala mobile, e le novità contrattuali della conciliazione; l’inevitabile partecipazione, anche azionaria, dei lavoratori; gli enti bilaterali e i precari. Intervista a Bruno Manghi.

LA COMPETIZIONE DISTRUTTIVA
Intervista a Luciano Gallino di Bertoncin Barbara
Il piano della Fiat per Pomigliano, per la prima volta, importa le condizioni di lavoro di un paese emergente, come la Polonia, in un paese sviluppato; la nuova metrica per programmare ogni minuto secondo del lavoro operaio. Intervista a Luciano Gallino.

ALLA FINE SI PERDE TUTTI
Intervista a Tiziano Treu di Barbara Bertoncin
Un allarmismo sbagliato, perché Pomigliano era una situazione anomala per via dell’assenteismo e degli scioperi che impedivano lo straordinario; la necessità di una collaborazione al fine di restare competitivi; i diritti dei precari. Intervista a Tiziano Treu.

Una Città 175 / 2010
L'ESUBERO
Intervista a Francesca Passarelli di Barbara Bertoncin
Un lavoro fatto con passione e dedizione, un ottimo rapporto coi colleghi e anche coi titolari, l’impressione di aver trovato il posto della vita e quindi il mutuo, il progetto di matrimonio e forse anche di un bambino... e poi invece la crisi e la scoperta che tra le posizioni in esubero c’è anche la centralinista... Intervista a Francesca Passarelli.

Una Città 173 / 2010
IL PROFILO PERSONALE
Intervista a Concetto Maugeri di Barbara Bertoncin
Il fallimento del passaggio dal vecchio collocamento meccanico a politiche del lavoro attive, attente alla necessaria personalizzazione dei percorsi; la mancata informatizzazione, una formazione del personale tradizionale, l’isolamento territoriale, le risorse date solo agli ammortizzatori passivi... Intervista a Concetto Maugeri.

PER OTTO MINUTI!
Intervista a Marina Piazza di Barbara Bertoncin e Joan Haim
Un’indagine sul perché tante donne decidono di lasciare il lavoro entro il primo anno di vita del bambino; l’inadeguatezza del sindacato e l’incomprensibile ostilità di tante aziende disposte a perdere risorse pur di non concedere il part time; la tenacia delle nuove mamme nel loro “doppio sì”; intervista a Marina Piazza.

Una Città 172 / 2010
QUARANTA ASSOCIAZIONI IN QUATTRO CHILOMETRI
Intervista a Matteo Speroni, Barbara Pianura, Asfa mahmoud e Massimo Conte di Barbara Bertoncin e Joan Haim
Via Padova, un susseguirsi di panetterie, negozi, parrucchieri cinesi, bar e macellerie halal frequentati anche da clienti italiani; la Casa di Cultura islamica dove si prega in italiano e si chiede alle famiglie di mandare i bambini nelle scuole pubbliche; un tessuto civile e solidale nato dal basso, nell’indifferenza delle istituzioni e dei partiti; i tanti giovani immigrati lasciati in balia di se stessi e fatalmente attratti dalle bande di strada. Intervista a Matteo Speroni, Barbara Pianura, Asfa Mahmoud e Massimo Conte.