Risultati della ricerca
Hai cercato "", trovati 2444 risultati
Una Città 174/2010DI MOLTI, NON DI TUTTI
Intervista a Nadia Urbinati di Gianni Saporetti
Diritti, cittadinanza, lingua, religione, tutto diventa patrimonio etnico di una maggioranza che decide chi potrà accedere ai diritti e chi no; la novità di una reazione identitaria, comunitaria, che si combina con l’accettazione piena del liberismo economico; in Europa un attacco antilluministico senza precedenti. Intervista a Nadia Urbinati.
Una Città 174/2010
FREE COME FREE SPEECH
Intervista a Angelo Raffaele Meo di Barbara Bertoncin
Mai nella storia l’uomo ha avuto a disposizione uno strumento così potente per la crescita e la diffusione del sapere; la storia e la filosofia del software libero e il problema dell’analfabetismo scientifico; il rischio, reale, che nella divisione internazionale del lavoro noi finiamo a far scarpe; intervista a Angelo Raffaele Meo.
Una Città 174/2010
ALLA FINE
Intervista a Franco Toscani di Paola Sabbatani
I malati non oncologici che accedono alle cure palliative sono ancora una minoranza, eppure di malattie cardiocircolatorie si muore più che di cancro; la gestione della fase terminale in pazienti anziani con demenza; l’importanza, affinché cambi la mentalità, che anche il malato cominci a far valere i suoi diritti; intervista a Franco Toscani.
Una Città 174/2010
SE I RAGGI SONO BIANCHI O ROSSI...
Intervista a Chiara Frugoni di Gianni Saporetti
L’incapacità di apprezzare un’opera senza saper leggere la grande quantità di simboli, convenzioni, gesti codificati, alcuni dei quali,
fra l’altro, tuttora in uso; il luogo comune che nel Medioevo non si leggesse; una cultura religiosa, oggi del tutto persa, tramandataper secoli durante le veglie nelle stalle; intervista a Chiara Frugoni.
Una Città 174/2010
WIKIPEDIA IN YIDDISH
Intervista a Claudia Rosenzweig di Joan Haim
Lo Yiddish, da sempre svalutato in quanto lingua delle barzellette o rimosso perché parlato da chi si ‘lasciò macellare’, è una lingua europea a pieno titolo che vanta una letteratura tanto ricca quanto sconosciuta; il controverso rapporto con Israele dove lo Yiddish ha udienza solo fra gli ultraortodossi; intervista a Claudia Rosenzweig.
Una Città 174/2010
"PADRONI A CASA NOSTRA"
Intervista a Roberto Biorcio di Gianni Saporetti
Perché la Lega dal 2008, dopo dodici anni di difficoltà, raddoppia le percentuali, supera il Pdl in molte zone del nord, sfonda nei ceti popolari, avanza di qua dal Po? Il decisivo tema dell’immigrazione associato a quello della sicurezza, la crisi economica, la difesa degli interessi dei piccoli sul territorio. Intervista a Roberto Biorcio.
Una Città 174/2010
IL CAMBIAMENTO E' PARTITO DA ME
Intervista a Beatrice di Joan Haim, Anna Maria Burgnich
La vita accanto a un figlio tanto desiderato, ma nato con gravi problemi a causa di un parto difficile; gli anni bui e poi però l’incontro con lo specialista giusto e i primi progressi; l’importanza degli amici e del lavoro; le strategie per fronteggiare i momenti critici e i sensi di colpa verso l’altro figlio; intervista a Beatrice.
Una Città 174/2010
IL COMANDANTE LIBERO
Intervista a Natale Graziani di Massimo Tesei
All’indomani dell’8 settembre nell’Appennino tosco romagnolo si formano i primi raggruppamenti partigiani e al loro comando c’è un antifascista veneto, già militare sul fronte yugoslavo, di fede comunista ma di spirito libero, collaboratore dei generali inglesi operanti sull’Appennino romagnolo. Intervista a Natale Graziani.
Una Città 173/2010
SOTTO I DUE FIGLI A DONNA
Intervista a Massimo Livi Bacci di Barbara Bertoncin
La situazione della Cina, dove analisi prenatali e inurbamento hanno fatto risalire lo squilibrio fra maschi e femmine; la tendenza mondiale a scendere sotto due figli a coppia; l’inversione culturale e sociale, da noi, per cui è la donna che lavora che fa figli; l’assoluta necessità demografica dell’immigrazione. Intervista a Massimo Livi Bacci.
Una Città 173/2010
DOPO DUE VERSI DI LEOPARDI
Intervista a Laura Ortensi, Chiara Vocetti, Gianpiero Da Costa, Annalisa Piazzesi di Barbara Bertoncin
Intere classi che non salutano il professore, l’abitudine dalle elementari a dare del tu, genitori quasi sempre dalla parte dei figli, ma soprattutto le difficoltà enormi di concentrazione di una generazione di “nativi digitali”, come li hanno definiti, peraltro molto svegli. A parlare sono degli insegnanti della provincia padovana.

















