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Una Città 95/2001
PERCHE’ A DESTRA?
Intervista a Luca Ricolfi di Barbara Bertoncin
Il centro sinistra perde non solo perché viene premiata la coalizione più inclusiva ma anche perché lo spostamento a destra dell’elettorato, anche se meno visibile a occhio nudo, continua; la demonizzazione di Berlusconi ha portato al centrosinistra circa un milione di voti; lo scarto fra proporzionale e coalizionale dovuto, più che al valore aggiunto della coalizione, a un “valore sottratto” ai partiti. Intervista a Luca Ricolfi.

Una Città 95/2001
I CAPITALISTI PERSONALI...
Intervista a Aldo Bonomi di Gianni Saporetti
Il berlusconismo non è populismo, ma una risposta biopolitica, dall’alto, alle tendenze di fondo di una società in cui si è al lavoro, ormai, in forma individuale, imprenditori di se stessi e proprietari, ma sperduti nella moltitudine, tormentati da insicurezza e solitudine. L’altra risposta, dal basso, di sinistra, deve andare nel senso di costruire legame sociale, reciprocità, beni relazionali da non bruciare nella competizione. Intervista a Aldo Bonomi.

Una Città 95/2001
SEDUTO FUORI AD ASPETTARE L’AMICO CHE FA STRAORDINARIO...
Intervista a Giuseppe Silvestrini di Barbara Bertoncin
L’esperienza di una piccola azienda veneta mondializzata che agli operai immigrati organizza corsi di italiano, trova l’alloggio, fa in modo che possano far visita a casa. Intervista a Giuseppe Silvestrini.

Una Città 95/2001
L’OCCASIONE PERSA
Intervista a Benny Morris di Francesco Papafava
Un tragico errore di Arafat quello di non accettare la proposta di Barak. L’irrisolvibile questione del diritto al ritorno dei profughi del ‘48. La decisione di stabilire unilateralmente i confini da parte di Israele condizionata dagli insediamenti. Il rischio sempre più forte di una guerra con i paesi arabi. Intervista a Benny Morris.

Una Città 95/2001
HANNO TAGLIATO, SRADICATO GLI ULIVI...
Intervista a Joseph Algazy di Francesco Papafava
L’impostura di Barak, aver proposto una caricatura di stato, diviso in tre spezzoni e con un aeroporto dipendente da Israele, e aver messo Arafat nell’imbarazzo di dover parlare dei luoghi santi, per i quali l’internazionalizzazione è l’unica soluzione. Riguardo al ritorno dei profughi va distinto il principio dalla sua applicazione. L’odio tremendo che si è seminato fra i palestinesi in questi anni. Intervista a Joseph Algazy.

Una Città 95/2001
IL RITORNO IMPOSSIBILE...
Intervista a Ephrain Kleiman di Francesco Papafava
La responsabilità dei paesi arabi nel tenere aperta la piaga terribile dei campi profughi per 50 anni. Un ritorno in case che non ci sono più che comporterebbe la fine di Israele come Stato ebraico. Il grave errore di aver reagito con mezzi militari ai lanci di sassi. Intervista a Ephraim Kleiman.

Una Città 95/2001
CONTINUERANNO A UCCIDERCI CONTINUEREMO A UCCIDERLI...
Intervista a Avraham Laor, Rona Jona, Roy Sagir, Ron Sick Sick, Yanai Spitzer di Francesco Papafava
Lo sforzo fatto dagli israeliani negli ultimi dieci anni per riconoscere i diritti dei palestinesi. Ci sarà pure un’altra soluzione al ritorno dei profughi. I giovani che non vanno più neanche in città vecchia. Il ricordo di ciò che successe nella seconda guerra mondiale che si allontana. Il rischio che ci sia chi decide di andarsene. L’impossibilità di portare una guerra ai palestinesi. Intervista a Yanai, Ron, Rona, Roy, Avraham.

Una Città 95/2001
EPPURE IL MEDIORIENTE POTREBBE RIFIORIRE...
Intervista a Ruth Dayan di Francesco Papafava
Le proposte di Barak erano un primo passo; i territori stavano conoscendo una nuova vita, i palestinesi della diaspora mandavano soldi, anche i coloni sarebbero andati via... Intervista a Ruth Dayan.

Una Città 95/2001
RIDERE E’ VIETATO...
Intervista a Mariam e Zoja di Vicky Franzinetti
Rientrano clandestinamente per tenere scuola ai bambini afgani; la resistenza delle donne in un paese martoriato all’inverosimile dal fanatismo religioso dei maschi. Intervista a Mariam e Zoja.

Una Città 95/2001
PERO’, POI, COSA TI VIENE INCONTRO?
Intervista a Mario Luzi di Monica Ferrando
Quando la pittura, e l’arte in generale, tocca un certo limite di perfezione, allora, a volte, uno slancio ulteriore porta a liberarsi, a sentire la natura, nella sua forza anche drammatica, a reintegrarsi nell’origine delle cose. Nulla è accaduto invano, nulla si vanifica, tutto riaffiora. I momenti rari in cui dottrina, ideazione e prassi vitale vanno a coincidere mirabilmente. Intervista a Mario Luzi.