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Una Città 100/2002
ALLA CATENA DI MONTAGGIO CON UN AURICOLARE SOLO...
Intervista a Tatiana Gentilini di Gianni Saporetti
Il doppio lavoro, gli studi universitari, la palestra, gli hobbies, Il grande fratello. Oggi, al contrario di un tempo, è quello che succede fuori che entra in fabbrica quotidianamente. La catena di montaggio è dura. Intervista a Tatiana Gentilini.

Una Città 100/2002
MIA MADRE FACEVA GIA’ L’ORLATRICE A DIECI ANNI...
Intervista a Tina Frattini e Massimo Bozza di Barbara Bertoncin
Famiglie che si tramandano il mestiere, una professionalità radicata, diffusa imprenditorialità, ma anche interessi meschini, ignoranza, paura del sindacato. L’importanza della gradualità. Intervista a Tina Frattini e a Massimo Bozza.

Una Città 100/2002
LA POSSIBILITA’ DEL SORRISO
Intervista a Massimo Macchiavelli di Katia Alesiano
Una realtà, quella dell’esclusione, ben diversa dagli stereotipi correnti, in fondo rassicuranti. Il passaggio facile dalla povertà alla strada. L’esperienza di Piazza Grande a Bologna. Gli avvocati di strada, la campagna per le cure dentali, il grande problema dei piedi. Fondamentale è non ghettizzare ma creare relazioni fra i vari mondi. Il punto di svolta: la richiesta d’aiuto. Intervista a Massimo Macchiavelli.

Una Città 100/2002
L’OBBLIGO DEMOCRATICO
Intervista a Cesare Moreno di Barbara Bertoncin
L’obbligo formativo, dai 15 ai 18, è fondamentale, innanzitutto perché non ha carattere repressivo, non colpevolizza il ragazzo e la famiglia. I crediti formativi, ridicolizzati a sinistra, sono la via maestra per avvicinare la scuola al lavoro, alle competenze che si acquisiscono nella vita, per strada anche. Il modello dominante, unico, del liceo classico, così fatale alla cultura di sinistra. Intervista a Cesare Moreno.

Una Città 100/2002
SIAMO I GENITORI CHE HANNO SPUTATO SULLA RELIGIONE
Intervista a Jamila, Françoise e Tania di Vicky Franzinetti, Gianni Saporetti
I figli di immigrati algerini a Marsiglia non parlano arabo, parlano un francese in codice, riscoprono a volte la religione mentre i genitori sono laici. Il rischio di un comunitarismo ben visto dalla destra. Intervista a Jamila, Tania, Françoise.

Una Città 100/2002
UNA SCELTA ACCETTATA, PENSO ANCHE APPREZZATA DAI MIEI...
Intervista a Shulim Vogelmann di Barbara Bertoncin, Francesco Papafava
La scelta, lungamente pensata, di un giovane ebreo italiano, già studente universitario a Gerusalemme, di diventare israeliano e fare il servizio militare. Fin da bambino i racconti di famiglia sul nonno... Intervista a Shulim Vogelmann.

Una Città 100/2002
IL NAUFRAGIO DELLA SEAGULL
Intervista a Raina Junakovic di Liliana Lanzardo
La storia del naufragio di una nave mercantile nel lontano ‘74 si intreccia con quella di una signora, oggi anziana, che da allora, quando perse il marito, non ha più smesso di lottare contro l’‘industria del naufragio’. Intervista a Raina Junakovic.

Una Città 100/2002
RESTARONO SOLO VECCHI E BAMBINI...
Intervista a Umberto Santino di Giorgio Calderoli, Gianni Saporetti
L’immagine stereotipata di una Sicilia solo mafiosa, familista e priva di senso civico, smentita dai grandi movimenti popolari antimafia, a cominciare da quello dei Fasci siciliani, concomitante alla nascita del partito socialista. La feroce repressione e le devastanti ondate migratorie. La validità della risposta associativa che unisce difesa degli interessi alla partecipazione democratica. Intervista a Umberto Santino.

Una Città 100/2002
JEW YORK
Intervista a Francesco Germinario di Gianni Saporetti
Nella critica alla globalizzazione la tradizione dell’estrema destra, esaltatrice delle differenze, delle culture tradizionali, sprezzante del basso ‘economico’, è più attrezzata della sinistra, che mal la concilia con il proprio innato universalismo. Nel binomio socialismo-nazionalismo l’infezione del secolo. Antiamericanismo e antisemitismo sono assolutamente due facce della stessa medaglia. Intervista a Francesco Germinario.

Una Città 100/2002
QUELL’UMANESIMO SOCIALISTA...
Intervista a Pietro Adamo di Franco Melandri
L’esperienza e la riflessione preziosa di quel gruppo di pensatori militanti, antifascisti radicali, come Rosselli, Caffi, Berneri, Chiaromonte, che videro anzitempo la natura dei due totalitarismi e rifiutarono il rivoluzionarismo finalista, in nome di una sperimentazione di società aperte, libere, in cui anche il mercato, liberato dall’orrore capitalistico, diventasse fattore di liberazione e di libertà. Intervista a Pietro Adamo.