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Una Città 101/2002
IO VADO A BRUCIARE
Intervista a Aalla Lahcen di Barbara Bertoncin, Vicky Franzinetti
Come una legge che lega il permesso di soggiorno a un lavoro dipendente ha spinto alla clandestinità la prima ondata migratoria legata al piccolo commercio, e messo in ginocchio l’economia familiare marocchina nella quale, grazie alle rimesse dell’emigrante, si costruiva la casa, si scavava il pozzo... L’arrivo dei ragazzini che per rispetto “del mandato” possono ridursi all’accattonaggio. Intervista a Aalla Lahcen.

Una Città 101/2002
L’OCCASIONE PERSA DELLA GUERRA DI COREA
Intervista a Guido Montani di Franco Melandri
Il federalismo, che filosoficamente è figlio dell’Illuminismo, politicamente nasce con gli Stati Uniti d’America e la particolarissima storia di tredici colonie in un continente... Il problema della Ruhr e del suo carbone e i primi passi di un processo che ancora oggi ruota attorno al ruolo della Germania. L’inevitabilità di un’unificazione anche politica e militare, oggi osteggiata dagli Usa. Intervista a Guido Montani.

Una Città 101/2002
I PROBLEMI NON STANNO FERMI
Intervista a Vittorio Foa, Pietro Marcenaro e Andrea Ranieri. di Gianni Saporetti, Massimo Tesei
Una politica, quella del governo, che veicola un messaggio orribile, ma provoca anche divisioni in uno schieramento sociale nient’affatto stabilizzato. Una contrapposizione frontale o una contrapposizione sui problemi, che sappia acuire le divisioni? La sinistra deve saper guardare anche al mondo dell’impresa, ai “padroni buoni”. Moderazione non vuol dire moderatismo. Parlano Vittorio Foa, Pietro Marcenaro, Andrea Ranieri.

Una Città 101/2002
DI CAMPO IN CAMPO...
Intervista a Miriam Artman di Sulamit Schneider, Gianni Saporetti
Dopo una lunga fuga fino ai confini con l’Asia, passando da gulag e città lontane, riattraversare tutta l’Europa distrutta per rifugiarsi, finalmente, in quella Parigi sognata fin da ragazza. Intervista a Miriam Artman.

Una Città 100/2002
L’AREA DEL MALCONTENTO
Intervista a Vittorio Foa , Pietro Marcenaro, Andrea Ranieri di Gianni Saporetti, Massimo Tesei
Le reazioni all’undici settembre nelle zone povere del mondo hanno rivelato quanto vasta sia l’area del malcontento e del risentimento verso l’Occidente agiato. Un bisogno forte di riforme, i cui tempi sono troppo lenti. Il rischio che l’uso della forza senza limite ci trasformi. Blair e le due anime dell’amministrazione americana. Il decisivo obbiettivo del tribunale internazionale. Intervista a Vittorio Foa, Pietro Marcenaro, Andrea Ranieri.

Una Città 100/2002
IN VIAGGIO FRA I PROFUGHI
Intervista a Matilde Adduci di Vicky Franzinetti
Intervista a Matilde Adduci.

Una Città 100/2002
ALLA CATENA DI MONTAGGIO CON UN AURICOLARE SOLO...
Intervista a Tatiana Gentilini di Gianni Saporetti
Il doppio lavoro, gli studi universitari, la palestra, gli hobbies, Il grande fratello. Oggi, al contrario di un tempo, è quello che succede fuori che entra in fabbrica quotidianamente. La catena di montaggio è dura. Intervista a Tatiana Gentilini.

Una Città 100/2002
MIA MADRE FACEVA GIA’ L’ORLATRICE A DIECI ANNI...
Intervista a Tina Frattini e Massimo Bozza di Barbara Bertoncin
Famiglie che si tramandano il mestiere, una professionalità radicata, diffusa imprenditorialità, ma anche interessi meschini, ignoranza, paura del sindacato. L’importanza della gradualità. Intervista a Tina Frattini e a Massimo Bozza.

Una Città 100/2002
LA POSSIBILITA’ DEL SORRISO
Intervista a Massimo Macchiavelli di Katia Alesiano
Una realtà, quella dell’esclusione, ben diversa dagli stereotipi correnti, in fondo rassicuranti. Il passaggio facile dalla povertà alla strada. L’esperienza di Piazza Grande a Bologna. Gli avvocati di strada, la campagna per le cure dentali, il grande problema dei piedi. Fondamentale è non ghettizzare ma creare relazioni fra i vari mondi. Il punto di svolta: la richiesta d’aiuto. Intervista a Massimo Macchiavelli.

Una Città 100/2002
L’OBBLIGO DEMOCRATICO
Intervista a Cesare Moreno di Barbara Bertoncin
L’obbligo formativo, dai 15 ai 18, è fondamentale, innanzitutto perché non ha carattere repressivo, non colpevolizza il ragazzo e la famiglia. I crediti formativi, ridicolizzati a sinistra, sono la via maestra per avvicinare la scuola al lavoro, alle competenze che si acquisiscono nella vita, per strada anche. Il modello dominante, unico, del liceo classico, così fatale alla cultura di sinistra. Intervista a Cesare Moreno.