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Una Città 135/2006A ME PIACEREBBE ESSERE PRONTO
Intervista a Maurizio Quadrio di Katia Alesiano
Il tragitto di un ricercatore che, quasi per caso, si trova a scegliere “il tema” della vita, in questo caso “la turbolenza”. La ricerca, stretta fra la necessità dei tempi lunghi e quella dei finanziamenti spesso finalizzati a risultati in tempi utili; i problemi di un insegnamento ridotto ormai a un susseguirsi di test e in cui viene meno il rapporto dello studente col “maestro”. Intervista a Maurizio Quadrio.
Una Città 135/2006
LA NOSTRA MEMORIA
Intervista a Jacques Stroumsa di Lanfranco Di Genio
Una comunità, quella ebraica di Salonicco, che contava cinquantamila persone, quasi totalmente distrutta dalla persecuzione nazista. L’impreparazione politica di fronte al nazismo. La differenza con il genocidio ruandese, avvenuto alla luce del sole. L’insegnamento di Primo Levi. L’importanza della testimonianza dei pochi sopravvissuti dei Sonderkommando. Come ricordare? Intervista a Jacques Stroumsa.
Una Città 135/2006
I CRIMINI DEGLI ITALIANI
Intervista a Costantino Di Sante di Lanfranco Di Genio
I crimini commessi dagli italiani in Jugoslavia rimossi dalla storia e dalla coscienza del nostro paese e la loro impunità scambiata con quella delle foibe. Intervista a Costantino Di Sante.
Una Città 135/2006
LA RESPONSABILITA’ DELL’AUTOBIOGRAFIA
Intervista a Lidia De Federicis di Gianni Saporetti
La narrazione autobiografica, non romanzesca, così come il saggismo narrativo, sono forme letterarie che richiedono una forte assunzione di responsabilità rispetto a ciò che si decide di narrare, alle persone con cui ci si mette in relazione, al rapporto con la contemporaneità. Il rischio di uno storicismo che vede la propria vita come un destino. La grande funzione dell’istituzione scuola. Intervista a Lidia De Federicis.
Una Città 135/2006
L’EVOLUZIONE E I MINORI DI 14 ANNI
Intervista a Telmo Pievani di Franco Melandri
Il grave passo indietro della Chiesa, con questo papa, sull’evoluzione e la tentazione di aderire all’ideologia del “disegno intelligente” che, pur senza sostenere una lettura letterale dei testi biblici, vuole ricondurre l’evoluzione all’interno di un progetto divino. La timidezza assurda dei laici. Il ritorno di Darwin a scuola, ma fra tante cautele e sospetti. Il “giallo” di un documento che non si trova. Intervista a Telmo Pievani.
Una Città 135/2006
HO INIZIATO A 24 ANNI
Intervista a Marco Boschini di Massimo Tesei
Il taxi sociale per gli anziani, il progetto Pedibus per accompagnare i bimbi a scuola a piedi, una consulta dello sport, il consiglio degli stranieri... Una lista civica, la voglia di rinnovare insieme ai cittadini. Intervista a Marco Boschini.
Una Città 135/2006
SCRITTORE E TESTIMONE
Intervista a Philippe Mesnard di Lanfranco Di Genio
Il riconoscimento tardivo di Primo Levi in Francia. Il valore letterario della sua opera e il rischio, da lui evitato, della testimonianza cristallizzata. Intervista a Philippe Mesnard.
Una Città 134/2005
L’ECONOMIA E LA RELAZIONE
Intervista a Andrea Calori di Gianni Saporetti
Economia solidale, economia sociale, economie etiche e socio-solidarie, in tutto il mondo si diffondono esperienze che, pur nelle diversità, mettono al centro dell’attività economica la relazione fra persone. Banche etiche, gruppi di acquisto solidale, commercio equo-solidale, agricoltori biologici... La possibilità di veri e propri distretti dell’economia solidale. Un locale che non sia localistico. Intervista ad Andrea Calori.
Una Città 134/2005
PICCOLE IMPRESE CONTRO IL DEGRADO
Intervista a Alessandro Messina di Barbara Bertoncin
L’impegno del Comune di Roma contro il degrado sociale e urbano delle periferie tramite l’aiuto alla nascita di piccole imprese legate al territorio. L’incubatore, un luogo fisico dove il progetto può iniziare a realizzarsi in una situazione protetta. La cultura del mero sussidio e il sottobosco delle consulenze professionali. Il grande problema dell’imprenditoria degli immigrati. Intervista a Alessandro Messina.
Una Città 134/2005
L’OPERA PRIMA DI TUTTO
Intervista a Maria Rosa Vittadini di Alessandra Zendron
Un’opera, quella dell’Alta Velocità, che ormai va avanti per moto proprio, fra la retorica del “non bisogna restare indietro” e interessi che c’entrano poco con un piano razionale, non solo ferroviario, dei trasporti. La legge obiettivo che esautora i poteri locali doveva riguardare 4 o 5 opere, non 200. I fantomatici clienti dell’Alta velocità. I veri problemi sono attorno alle conurbazioni. Intervista a Maria Rosa Vittadini.

















