Risultati della ricerca


Hai cercato "", trovati 2438 risultati

Una Città 147/2007
I RITUALI INUTILI
Intervista a Andrea Canevaro di Gianni Saporetti
La memoria che oggi sembra perdersi nell’attualità, nel consumo degli oggetti, nel non aver più tempo per prendersi una pausa; il ruolo anche positivo dell’oblio che si intreccia con quello del ricordo. La funzione di un di gesto, o di un oggetto mediatore, che sposta, spiazza, apre al ricordo e al dialogo. La pena può essere proprio nello sguardo dell’altro che sa; la scoperta delle complicità. Intervista ad Andrea Canevaro.

Una Città 147/2007
QUEL POZZO USURPATO...
Intervista a Michal Gans e Elise Haddad di Lanfranco Di Genio
L’esperienza del kibbutz Lohamei Haghetaot, fondato dai combattenti dei ghetti, che, a partire dalla storia della Shoah, coinvolge oggi gli studenti ebrei, arabi e cristiani di 28 scuole della Galilea in un’esperienza didattica innovativa. L’importanza di saper ascoltare l’altro anche quando dice cose spiacevoli. Una riconciliazione, quella tra Europa e popolo ebraico, ancora incompiuta. Intervista a Michal Gans e Elise Haddad.

Una Città 147/2007
UN PICCOLO GRUPPO...
Intervista a Hannah Lasman di Lanfranco Di Genio
Il ricordo della Shoah onnipresente in Israele, ma anche le possibili strumentalizzazioni politiche. La sua importanza nella formazione civica dei soldati. La proposta di un servizio civile. Il tentativo di far studiare insieme israeliani e palestinesi . Intervista a Hannah Lasman.

Una Città 147/2007
AMO ANDARE ALL’HAMMAM
Intervista a Amal Mhaili di Francesca Cimino
I dubbi su un codice di famiglia, quello marocchino, che rischia di non rispettare la cultura e il contesto delle donne. L’antipatia per una televisione che trasmette solo telenovele, la passione per Hannah Arendt e per l’hammam, il desiderio di andare in Israele... Intervista a Amal Mhaili.

Una Città 147/2007
LO STATUTO DELL’INCERTEZZA
Intervista a Fabrizio Francese di Enzo Ferrara
Scorie nucleari, veleni chimici, gas serra e ogm rappresentano incognite per la salute e l’ambiente tali da suggerire cautela nella reiterazione delle tecnologie che li producono. La legge della “correzione alla fonte” e quella del “chi inquina paga”. Il Principio di precauzione, che non inibisce la libertà di ricerca, ma al contrario la tutela dalla legge del più forte. Intervista a Fabrizio Francese.

Una Città 147/2007
L’ORDOLIBERALISMO
Intervista a Marco Mantello di Edoardo Albinati
I limiti del mito paretiano della concorrenza perfetta sinonimo di efficienza economica. Il concetto di bene pubblico e di “non rivalità” nel consumo. L’illusione che le privatizzazioni promuovano necessariamente meccanismi concorrenziali. Intervista a Marco Mantello.

Una Città 147/2007
COSA ANDRO’ A FARE?
Intervista a Mariella Gramaglia di Gianni Saporetti
Il movimento studentesco e il femminismo, poi l’impegno parlamentare e l’esperienza, entusiasmante, nell’amministrazione di Roma, e poi un giorno inizi a pensare che devi “staccare”, che puoi cambiare di nuovo... Intervista a Mariella Gramaglia.

Una Città 146/2007
FAR DEL BENE
Intervista a Bruno Manghi di Gianni Saporetti
Dai gesti più piccoli e occasionali all’impegno quotidiano in grandi e piccole associazioni di volontariato, la generosità è sempre più diffusa, e, a differenza del passato, ha come motivazione principale il piacere. Una grande occasione di amicizie. Il rischio della professionalizzazione e dell’eccessiva normazione. La necessità di preoccuparsi dell’efficacia, ma senza farne un’ossessione. Intervista a Bruno Manghi.

Una Città 146/2007
LA GRANDE DISFATTA
Intervista a Andrew Arato di Barbara Bertoncin
L’aumento delle truppe in Iraq e l’apertura ai Sunniti sono mosse ormai tardive. Il rischio di una disfatta peggiore del Vietnam. La rinuncia ai sogni imperiali ed egemonici dell’America. L’Iraq deciderà chi sarà il prossimo presidente. L’inevitabile scelta di sedersi a un tavolo con l’Iran. Intervista a Andrew Arato.

Una Città 146/2007
UN CONTRATTO PER L’UMANITA’
Intervista a Emilio Molinari di Joan Haim
L’acqua, che nei prossimi anni diventerà sempre più scarsa per via dell’inquinamento e del riscaldamento del pianeta, che già oggi manca a intere popolazioni del pianeta, la si è voluta considerare un “bene economico” da cui trarre profitti. Una scelta catastrofica, da fermare finché si è in tempo per evitare guerre e carestie, in nome del principio che l’acqua è “bene comune” della popolazione. Intervista a Emilio Molinari.