Palomar pensando alla propria morte pensa già a quella degli ultimi sopravvissuti della specie umana o dei suoi derivati o eredi: sul globo terrestre devastato e deserto sbarcano gli esploratori d’un altro pianeta, decifrano le tracce registrate nei geroglifici delle piramidi e nelle schede perforate dei calcolatori elettronici; la memoria del genere umano rinasce dalle sue ceneri e si dissemina per le zone abitate dell’universo. E così di rinvio in rinvio si arriva al momento in cui sarà il tempo a logorarsi e ad estinguersi in un cielo vuoto, quando l’ultimo supporto materiale della memoria del vivere si sarà degradato in una vampa di calore, o avrà cristallizzato i suoi atomi nel gelo d’un ordine immobile.
«Se il tempo deve finire, lo si può descrivere, istante per istante -pensa Palomar- e ogni istante, a descriverlo, si dilata tanto che non se ne vede più la fine».Decide che si metterà a descrivere ogni istante della sua vita, e finché non li avrà descritti tutti non penserà più d’essere morto. In quel momento muore.
Italo Calvino
tratto da Come imparare a essere morto, in Palomar, 1983
Italo Calvino (Santiago de Las Vegas de La Habana,
15 ottobre 1923 - Siena, 19 settembre 1985).
La visita è alla tomba di Italo Calvino. Con un estratto da Palomar
in memoria
Una Città n° 216 / 2014 ottobre
Articolo di reprint di Italo Calvino
LA VISITA - ITALO CALVINO
La visita è alla tomba di Italo Calvino. Con un estratto da "Palomar"
Archivio
Da un'abbonata
Una Città n° 317 / 2026 marzo
Perugia, 5 aprile 2026
Buongiorno, siete veramente eccezionali a ritrovare storie e persone di tempi ormai trascorsi anche se non lontanissimi.
Mi sono meravigliata, e anche un po’ commossa, a leggere l’intervista del 1986 a Ugo Baduel (Gugh...
Leggi di più
ONE MORE CUP OF COFFEE...
Una Città n° 312 / 2025 luglio-agosto
Realizzata da Simone Zoppellaro
Realizzata da Simone Zoppellaro
Andrea Oskari Rossini è giornalista della Rai Tgr Veneto e collabora con il programma televisivo “EstOvest”. È stato corrispondente di Osservatorio Balcani e Caucaso da Sarajevo, realizzando molti reportage e documentari. È...
Leggi di più
Piero Gobetti
Una Città n° 316 / 2026 febbraio
“Che cosa ho io a che fare con gli schiavi?” (ti moi sun douloisin) è il noto motto, di lingua greca, che Piero Gobetti adottò come simbolo della sua casa editrice. Le parole originariamente utilizzate da Vittorio Alfieri esprimo...
Leggi di più
LA VISITA - DIETRICH BONHOEFFER
Una Città n° 317 / 2026 marzo
“Responsabilità e libertà sono concetti che si corrispondono reciprocamente. La responsabilità presuppone la libertà e questa non può consistere se non nella responsabilità. La responsabilità è...
Leggi di più
HO VISSUTO NOVANT'ANNI...
Una Città n° 316 / 2026 febbraio
Realizzata da Barbara Bertoncin, Bettina Foa
Realizzata da Barbara Bertoncin, Bettina Foa
Francesco Calogero è stato un fisico teorico italiano; professore all’Università di Roma “La Sapienza”; il suo nome è legato, tra l’altro, al celebre modello di Calogero-Moser. Figlio del filosofo liberal-socia...
Leggi di più

















