L’agitazione antifascista era […] coalizzata nella formazione politica romagnola della Uli (Unione dei lavoratori italiani), che raccoglieva elementi repubblicani in prevalenza con partecipazione attiva di socialisti, democratici cristiani e contatto ormai stretto col partito d’azione di Bologna. Esponenti della Uli in Forlì erano Antonio Spazzoli, Bruno Angeletti, Virgilio Neri, G. Guerini, etc. Questa formazione antifascista pubblicava il giornale clandestino “La Voce del Popolo” (mensile e talora quindicinale), già dal maggio 1943, volantini, etc, di propaganda.
Anima dell’agitazione sembra essere stato Antonio Spazzoli, che in Forlì è ritenuto il maggiore eroe e martire della resistenza patriottica. Volontario della guerra 1915-’18, medaglia d’argento al V. M., legionario fiumano, aveva consacrato interamente se stesso e le sue notevoli sostanze alla lotta patriottica. Organizzò e rifornì le prime bande di patrioti (Corbari e Libero) con l’invio di armi, munizioni, viveri, scarpe, oggetti vari, danaro, che egli raccoglieva da tutta la provincia mercé una vasta rete di amici devoti, che gli permetteva di giungere ovunque e di essere sempre informato di ogni mossa dei fascisti.
Organizzò pure la nota fuga dei generali inglesi già prigionieri nel Castello di Vincigliata, nonché la raccolta sistematica e l’assistenza dei prigionieri alleati, già concentrati in prigionia a Santa Sofia. I prigionieri venivano avviati nelle Marche per farli proseguire alla volta dell’Italia Meridionale, non di rado con pescherecci che facevano capo a Porto Recanati. Il prestigio di Spazzoli era tale che persino i fascisti esitavano a colpirlo, data la popolarità di cui godeva. Suo fratello Arturo, studente, andò e tornò tre volte dall’Italia liberata, stabilendo il collegamento con i comandi alleati […].
Il terrorismo fascista si scatenava anche sulle città. Il 10 agosto veniva fucilato il patriota democratico cristiano Pietro Fabbri da Granarolo, Antonio Spazzoli era già stato arrestato a Faenza nel maggio, come corresponsabile dell’uccisione di un C.m.r.. Liberato, era tornato alla sua indifesa attività cospirativa, fino a che venne tradito da un radiotelegrafista, tale Grimaldi Alberto, che il fratello Arturo aveva condotto con sé dall’Italia liberata per il funzionamento di una radio clandestina. Torturato barbaramente dalle Ss. tedesche, tenuto ammanettato continuamente, percosso al punto che fu trovato il suo cadavere con varie ossa fratturate e la carne interamente coperta di ecchimosi, seppe mantenere sempre il silenzio con coraggio indomabile e riuscì a spedire fuori dal carcere a una fida collaboratrice dei patrioti di Forlì, la sig.ra Tina Gori, dei messaggi, in cui segnalava i nomi delle persone sul cui conto veniva interrogato dalla Ss. tedesche perché questi si allontanassero in tempo. Quasi contemporaneamente anche Silvio Corbari, che insieme con Antonio Spazzoli, Iris Versari e Adriano Casadei stava dirigendosi su Forlì per tentare di liberare il suo amico, il 18 agosto cadde in un’imboscata a Corniolo di Modigliana. Rimasero uccisi nel conflitto Arturo Spazzoli e Iris Versari, che si suicidò non appena si accorse di essere perduta, e feriti gravemente Corbari e Adriano Casadei. I morti e i moribondi vennero impiccati a Castrocaro e quindi trasportati cadaveri a Forlì e nuovamente impiccati sulla piazza di Forlì, davanti alla Casa dei fascio. I fascisti infierirono barbaramente sui cadaveri vilipendendoli, specie su quello della donna che fu impiccato semi-nudo, e li lasciarono sulla piazza, obbligando la popolazione a passarvi davanti. Anche Spazzoli fu condotto davanti al cadavere del fratello perché lo riconoscesse e quindi assassinato nel corso della notte del 20 agosto.
Dal documento classificato “segreto” redatto per Intelligence Service britannico dall S. Ten. Giorgio Spini, dopo la guerra illustre storico, aggregato alla 2a Brigata corazzata dell’8a Armata britannica che ha liberato Forlì sfondando la Linea gotica. È inviato da Forlì e datato 13 novembre 1944, quattro giorni dopo la liberazione, e illustra chiaramente la situazione del movimento di Resistenza nel forlivese.
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