Giriamo l'email di Fernando Vianello e la lettera che ha inviato al Manifesto
Come vedrete, cerco di farvi un po' di pubblicità. Anche se ero affezionato al vecchio formato. Buon lavoro. Fernando Vianello
Lettera sul proposto boicottaggio della Fiera del Libro di Torino e sulla discussione che ne è seguita
(pubblicata con altro titolo su manifesto del 10 febbraio 2008)
Spero che la discussione sul boicottaggio della Fiera del Libro sia in fase di esaurimento e il momento sia propizio per qualche valutazione critica sul modo in cui è stata condotta. Premetto che quella del boicottaggio mi è parsa subito una cattiva idea. Ma che, come Ester Fano e diversamente da Marco d'Eramo, ne comprendo e ne rispetto le ragioni. Le ragioni sono semplici e sono state enunciate con chiarezza. Esse risiedono nel carattere celebrativo che l'invito a (o l'autocandidatura di) Israele ha assunto fin dall'inizio. Il giorno della Dichiarazione d'Indipendenza (15 maggio 1948) è un giorno di festa per Israele, ma un giorno di dolore e di lutto per i palestinesi: questo, a me sembra, hanno detto i fautori del boicottaggio. (Devo aggiungere che chi non ama unirsi ai festeggiamenti non per questo contesta il diritto all'esistenza dello stato di Israele? Sì, devo farlo. Uffa!)
Vediamo ora come si è risposto. Qualsiasi riferimento all'argomento portato a sostegno del boicottaggio è assente nell'intervento di Marco d'Eramo. Che si concede i fasti dell'invettiva accusando i fautori del boicottaggio di essere disposti a dialogare solo con chi è d'accordo con loro. L'intervento di Mariuccia Ciotta mi è parso assai più equilibrato. Ma menziona l'intento celebrativo solo per dichiararlo irrilevante. Ben diversa la posizione di Ester Fano, che dichiara "comprensibile" ma "sterile" la minaccia del boicottaggio: sterile perché "azzera la figura dell'antagonista, ma così rinuncia a ridimensionarlo criticamente". Anche nella discussione sul manifesto (per non parlare degli altri giornali) si è affacciata, mi sembra, la tendenza ad "azzerare la figura dell'antagonista" dipingendolo non come nemico delle celebrazioni ma come nemico del dialogo.
Quanto all'umanissima, anche se discutibile, tendenza a preferire il dialogo con chi ci è meno lontano, vorrei fornirne un esempio io stesso non solo scrivendo, come faccio, al manifesto, ma anche suggerendo ai suoi lettori un piccolo, straordinario libro: Cattivi ricordi. Il dibattito in Israele sulle espulsioni di palestinesi nel 1948-1949, pubblicato dalla cooperativa "Una città" di Forlì, alla quale può essere richiesto (www.unacitta.it). Costa 12 Euro comprese le spese di spedizione; 10 Euro per gli abbonati alla bella rivista dallo stesso titolo.
Il cuore del libro è rappresentato da un saggio di Anita Shapira sul percorso attraverso cui l'espulsione dei palestinesi dalle loro terre è stata dimenticata dalla società israeliana. Si tratta di un contributo importantissimo e di assoluta attualità. Perché qual tanto di buono che può avvenire in Medio Oriente passa necessariamente attraverso la ricostruzione della memoria e l'assunzione di responsabilità, da parte della società israeliana, per l'espulsione in massa dei palestinesi e per le violenze e le atrocità che l'hanno accompagnata. Il giorno in cui ciò si verificasse, vi sarebbe, allora sì, qualcosa da celebrare. Nel frattempo il dialogo e la persuasione restano le nostre uniche risorse. Ma di questo, ne sono sicuro, i fautori del boicottaggio sono convinti tanto quanto i loro critici.
una città / 2010
Testo di una città
12 febbraio 2008
Archivio
Junior Byles Beat down Babylon
Una Città n° 321 / 2026 agosto-settembre
Nel 1970 la popolazione della Giamaica era di poco più di 1.700.000 unità, insomma come quella di una grande città. Ebbene questa ristretta cerchia di umanità è stata capace di produrre una quantità incredibile di...
Leggi di più
DOULA DI FINE VITA
Una Città n° 321 / 2026 agosto-settembre
Realizzata da Paola Sabbatani
Realizzata da Paola Sabbatani
Monica Lanfranco, giornalista, formatrice, è fondatrice della rivista “Marea” e di Altradimora, luogo femminista in Piemonte dove si tengono seminari residenziali, incontri e formazioni aperte a uomini e donne; è doula di fine vi...
Leggi di più
QUEL FRUTTO AVVELENATO
“Amo le vite che quasi non parlano”, recita un verso famoso di una poesia di Saba del 1944. Da quando, il titolo: “Da quando la mia bocca è quasi muta / amo le vite che quasi non parlano”. Ho invidiato la rapidità e l...
Leggi di più
Alla mia generazione
Una Città n° 321 / 2026 agosto-settembre
Cari amici,
questo settembre ho scritto una lettera alla mia generazione. Avevo appena visto lo sguardo di mia figlia e del suo compagno, dopo che avevano sentito alcuni esperti avvertire che, nel prossimo decennio, vi sarebbe un dieci per cento di proba...
Leggi di più
L'AGEVOLAZIONE
Una Città n° 321 / 2026 agosto-settembre
Realizzata da Luciana Ceri
Realizzata da Luciana Ceri
Marco Bouchard, ex magistrato, ha fondato a Firenze con alcuni amici l’Associazione Rom (Rete per l’ospitalità nel mondo); è presidente di Rete Dafne Italia, rete nazionale di servizi per l’assistenza alle vittime di reato,...
Leggi di più

















