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Una Città 251/2018
Questo convegno
Gianni Sofri
Un giorno, mentre eravamo all’Istituto storico della Resistenza, ci cade l’occhio sul loro bollettino. Sfogliandolo, uno di noi si imbatte in un articolo relativo a una strage di ebrei avvenuta a Forlì nel ’44. Ce lo passiamo e rimaniamo attoniti. Nessuno di noi ne sapeva nulla. Chiediamo ai nostri genitori: nulla. Ad amici e conoscenti del Pci, del sindacato: nulla. Stavamo toccando con mano quello che avevamo letto e di cui avevamo discusso tante volte: la rimozione della Shoah, anche a sinistra. Andiamo al cimitero, il custode consulta i registri e ci dice: “Certo, gli ebrei, sono in alto a destra dell’ossario”. Lì la conferma: i più sono anonimi, i pochi nomi storpiati, nessuna data di morte, nessun cenno al fatto che erano stati trucidati dai nazifascisti...

Una Città 251/2018
Alfred Lewin
redazione
Chi era Alfred Lewin, cui è intitolata la Fondazione omonima

Una Città 251/2018
La morte di Alex Langer e Grazia Cherchi
redazione
L'estate infausta del 1995

Una Città 251/2018
Gli intervistati
redazione
Intervistati dalla rivista Una città, un elenco fino al n. 250

Una Città 251/2018
Un nuovo internazionalismo
Redazione
Editoriale del 2004

Una Città 251/2018
La storia dell'altro
Pierre Vidal-Naquet
Prefazione di Vidal-Naquet all'omonimo libro

Una Città 251/2018
Le buone pratiche
redazione
Alcuni estratti da interviste sulle buone pratiche di cittadinanza

Una Città 251/2018
Mira e Avdo
Michele Colafato
da "In memoria di Avdo" di Michele Colafato

Una Città 251/2018
Lo chopin partiva...
Lea Melandri
Prefazione di Lea Melandri al libro "Lo chopin partiva"

Una Città 251/2018
Il Kosovo
redazione
Un editoriale contestato. Più per il tono che per il contenuto. La nostra rivista non può dire che non ha voglia di discutere con qualcuno o, peggio, che con qualcuno non val la pena di parlare. Una critica che abbiamo accettato. Non il consiglio, invece, da parte di amici, che “dovevamo evitare per non perdere abbonamenti”. (In effetti qualcuno l’abbiamo perso...).