Sulle proposte e suggerimenti. Sulla proposta di Sergio Bevilacqua di un link forte sul sito con associazioni "amiche" siamo del tutto d'accordo. Potrebbe essere una grande cosa anche "politicamente", la formazione di una rete molto variegata, ma "in simpatia". Con Acta, oltre a una collaborazione, preziosa per noi, per fare interviste a lavoratori autonomi, condividiamo appunto l'impostazione "politica", cioè la critica all'indifferenza, quando non all'insofferenza, della sinistra ai lavoratori autonomi, ecc, ecc. Sergio ce ne aveva già parlato tempo fa, ma noi, con in corso la ristrutturazione del sito, pensavamo di aspettare il nuovo per iniziare. Ora però, andando un po' per le lunghe questa ristrutturazione (dobbiamo ricatalogare con parole chiave, l'aggiunta dell'intervistatore, ecc. tutte le 2000 interviste) forse è meglio procedere intanto col vecchio. Ovviamente il lavoro di "creare alleanze" diventa un impegno preciso e importante. Ci sono già alcuni siti e blog che ci comunicano di averci "linkato" e a volte non abbiamo neppure risposto!!!
L'altra proposta che è venuta fuori (da Carlo e altri) è quella di tornare nelle librerie. Siamo d'accordo. Ritirarci dalle Feltrinelli (dove non vendevamo quasi nulla per altro) è stato forse un errore. Ora il nuovo formato è ben più visibile e anche se si vende poco, una volta esposto è una pubblicità pressoché gratuita. Valutiamo. Sicuramente dovremme provare con le librerie "compagne", che spesso tengono già dei nostri libri.
Sui suggerimenti di Giorgio sul volantino del "primo ingresso": non siamo d'accordo nel togliere dall'"editoriale" tutta la seconda parte che riguarda l'Altra tradizione. Questo è un problema che ci poniamo e soprattutto ci pongono altri da tempo. Perché insistere tanto su questa storia dell'altra tradizione? Non sarebbe meglio fermarsi alla parte "domande". Oppure: a fare solo un magazine, sia pure, certo, di sinistra, andreste molto meglio... Adesso, qui è difficile fare questa discussione, diciamo solo che "non ce la facciamo". La rivista nasce "militante" ed è un ibrido fra raccontare la realtà e ripensare la sinistra. D'altra parte non c'è contraddizione: tutta l'altra tradizione tiene ben separati, ma legati allo stesso tempo, ideali da una parte e curiosità, fedeltà alla realtà, ai problemi e al pragmatismo nell'affrontarli e quindi al pluralismo, e una cosa serve all'altra reciprocamente... Detto questo delle osservazioni di Giorgio ci sembra giusta la critica al "benaltrismo" come l'ha chiamato: quell'"altro modo, altro mondo", suona troppo alternativo. Forse "mondo migliore" sarebbe l'espressione più limpida ed esatta: non è quello, migliorare, che in fondo è già successo tante volte grazie alle lotte, al sacrificio, all'impegno di generazioni di lavoratori, militanti e uomini di buona volontà? Quando hai voluto tutt'altro si son fatti disastri spaventosi.
L'espressione "socialismo umanitario" nella "dichiarazione di fede" invece non la cambieremmo perché, oltre che canonica (Salvemini e altri) è perfetta nella sua contrapposizione al "socialismo scientifico" che tante catastrofi ha provocato. Il liberale è insito e comunque c'è subito dopo. Sulla durata dell'abbonamento d'ingresso non abbiamo le idee chiare: è vero che si rischia troppa lusinga, però scontiamo pur sempre l'handicap che non siamo nessuno e quindi finché uno la rivista non ce l'ha in mano non può rendersi conto... Proveremmo per adesso, per un anno, con un anno di durata.
Ci siamo resi conto che lo scambio di messaggi è molto frammenterio e così diventa faticoso seguire e partecipare. Vedremo. Per adesso non possiamo fare altro. A presto
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