Giriamo questa mail di Gianni Saporetti a Carlo De Maria
Caro Carlo, molto interessante. Io sono stato invece a un convegno a Torino (tre giorni) su liberalismo e comunismo in cui, passando in rassegna una ventina di intellettuali dei più vari (da Lippmann a Orwell) se ne sono dette di tutti i colori del comunismo dopodiché quello che mi dicono essere il sommo custode del pensiero di Bobbio ha concluso il convegno enfatizzando il riconoscimento che Bobbio portava alla "tempra morale" dei comunisti e liquidando l'anticomunismo come anti-antifascismo; decontestualizzando, mi dicono, una polemica di Bobbio con Del Noce e De Felice. Io continuo a chiedermi come si possa avere l'ethos democratico (di cui tanti hanno parlato) e non essere coerentemente antitotalitari. E' un mistero per me, ma ne so evidentemente troppo poca. Sento però che qualcosa non va, che non è andato, nei non comunisti soprattutto. Ho visto anche lo spettacolo teatrale sul silenzio dei comunisti e oltre alla noia di sentir recitare una relazione politica sullo stato di cose presenti di Reichlin (all'attore bisognerebbe dare tutti i premi possibili, e credo glieli abbiano proprio dati) si è aggiunta la rabbia per la reticenza delle domande di Foa-LoCascio: forse bisognava fare uno spettacolo sul silenzio dei non comunisti. (Sarebbe stato bello, che so, che a un dato punto Miriam Mafai si fosse rivoltata con violenza contro Lo Cascio dicendogli: "E tu dov'eri? Tu che vedevi? Noi eravamo sordi e ciechi, e quindi muti. Tu no. Perché non hai parlato? Perché non hai lottato?". Poi volevo chiederti: è possibile recuperare lo scambio fra Salvemini e Togliatti su Berneri? Tu ce l'hai? Oppure mi daresti le indicazioni precise? Vorremmo fare un reprint (sai, Adriano Sofri ci ha accusato di maramaldeggiare; su Togliatti, ovviamente). Fra l'altro al convegno ci sono state una relazione molto bella su Salvemini, con un finale commovente sul suo discorso commemorativo di Gobetti nel dopoguerra in un Italia desolante ("stiamo come massi di pietra in un ghiacciaio che si sta sciogliendo...", e una su Rosselli, tutta in realtà incentrata su Caffi con un finale sulla lettera di rottura con Gl veramente da piangere: "ogni tanto ascoltate pure un fallito..."... A presto, Gianni
una città / 2010
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