La "dose alta" è una delle nuove frontiere della chemioterapia. E’ una dose distruttiva, alla quale il paziente non potrebbe sopravvivere se non fossero state "messe al sicuro", fuori dal corpo, un gruppo di cellule essenziali sane da trapiantare nel paziente dopo il trattamento. E’ una cura resa possibile dalle tecniche di "raccolta" e conservazione delle cellule del sangue. Ne abbiamo parlato con Katharina Mahn, trentasettenne tedesca di Augsburg, che, gravemente ammalata di tumore all’utero con mestastasi ai polmoni, l’ha sperimentata.

Tu hai sperimentato la dose alta. Puoi raccontarci?
Sono andata all’ospedale dell’Università, a Monaco, dove fanno la dose alta già da anni. Però è ancora sperimentale, non sanno bene se aiuta o no, non hanno le statistiche perché sono pochi anni che la fanno. Di questo ti avvisano prima e quindi è un po’ come fare l’animale da laboratorio, però i medici contano molto che il cancro sparisca completamente, perché la dose alta -è questo il concetto- può distruggere anche le cellule cancerogene sparse nel corpo. Di solito la dose alta la propongono dopo un ciclo di chemio normale. Vogliono vedere se il cancro reagisce bene alla chemio, in quel caso la dose alta potrebbe essere risolutiva. I miei tumori si erano ridotti considerevolmente, quando me l’hanno proposta. Delle volte la propongono anche quando dagli esami non risulta più niente, ma loro hanno la certezza che delle cellule cancerogene sono in circolo nel corpo.
Io ho fatto 5 cicli normali prima. Funzionava così: una settimana di chemio, poi tre settimane a casa, poi il ritorno in clinica, un’altra settimana di chemio, e poi di nuovo a casa, poi un’altra settimana in clinica. Già questo è stato molto duro. Avevo sempre il terrore di dover tornare in ospedale durante le tre settimane che potevo stare a casa. Invece a casa stavo meglio, perché potevo rilassarmi un po’, potevo dormire meglio che in clinica. Comunque ho avuto sempre la temperatura alta, e ho preso un sacco di medicine omeopatiche con cui sono riuscita a controllare un po’ la temperatura, altrimenti mi avrebbero riempito di antibiotici.
A casa, poi, grazie alla mia mamma sono riuscita a mangiare, anche se molte cose mi facevano schifo. Però non sono riuscita a ingrassare molto, e questo poteva essere un problema per la dose alta, perché questa si porta via almeno 10 chili, non la si può affrontare se si è dimagriti molto e indeboliti. Alla fine hanno deciso di farla perché il tumore aveva reagito così bene alla chemio e hanno voluto fare tutto molto velocemente. Dicevano che era meglio farlo in fretta, come un bombardamento, perché c’era il rischio che il tumore si abituasse alla chemio e non reagisse più.
Hanno paura che diventi resistente?
Sì, quello è il problema, e se diventa resistente è finita. Puoi cambiare la chemio, però non si sa. Il mio poi pare che sia un tumore che non reagisce molto alla chemio. Tra l’altro è poco conosciuto, raro, non ci sono statistiche, si sa solo che è molto aggressivo, molto maligno, che cresce velocemente e la maggior parte della gente muore. E’ il sarcoma di Leiomyo, credo si chiami così anche in italiano. A me è partito dal collo dell’utero. Dicono che il brutto di questo cancro è che non solo fa fatica ad andar via, ma che ritorna sempre. Quindi sono rimasti proprio molto contenti, e anch’io ovviamente, dopo la prima chemio, perché i tumori si sono ridotti della metà. Io l’avevo nella pancia, con metastasi, e anche abbastanza grosse, in entrambi i polmoni, e hanno reagito bene ad ogni chemio. Per questo motivo hanno voluto fare tutto il programma fino alla dose alta, ma all’inizio non me ne avevano neanche parlato perché, secondo loro, c’era poca speranza. E’ stato dopo la terza o la quarta chemio, che me l’hanno proposta, avvisandomi che è ancora una cosa un po’ sperimentale, e fa stare molto male. Io ho accettato di farla, dopo averci pensato, ma era l’unica speranza che avevo. I tumori sono diventati proprio piccoli, ma non sono andati via, d’altra parte me lo avevano già detto che secondo loro non sarebbero andati via tutti. E’ stato già un successo come è andata. Mi hanno già proposto di fare o un’altra dose alta, o di operarmi. Prima erano inoperabili perché troppo grandi. Adesso ogni mese devo fare una computertomografia. Nella pancia non si vede più niente e sono diventati ancora più piccoli quelli ai polmoni.
Puoi spiegare che co ...[continua]

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