O ferito laggiù nel valloncello,
tanto invocasti
se tre compagni interi
cadder per te che quasi più non eri.
Tra melma e sangue
tronco senza gambe
e il tuo lamento ancora,
pietà di noi rimasti
a rantolarci e non ha fine l’ora,
affretta l’agonia,
tu puoi finire,
e nel conforto ti sia
nella demenza che non sa impazzire,
mentre sosta il momento
il sonno sul cervello,
lasciaci in silenzio
grazie, fratello.
Clemente Rebora
"Viatico”
Una poesia di Clemente Rebora, sepolto a Stresa
ricordarsi
Una Città n° 208 / 2013 Dicembre
Articolo di reprint di Clemente Rebora
LA VISITA - CLEMENTE REBORA
Una poesia di Clemente Rebora, sepolto nel cimitero di Stresa.
Archivio
Khaled Abdelwahhab
Una Città n° 318 / 2026 aprile-maggio
"[…] parecchie settimane dopo che i Boukris si erano sistemati alla fabbrica d’olio, un’altra persona era arrivata in piena notte e aveva bussato alla porta... si era trattato di un arabo che si chiamava Khaled Abdelwahhab... era i...
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Prefazione al libro Brutti ricordi
Rispondendo all’invito dei miei amici del mensile Una Città di Forlì, ai quali sono unito da numerosi legami di collaborazione, scrivo due parole per presentare un libro che ho trovato affascinante, non solo per il suo argomento, che non manca assolutamen...
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UN FRATELLO TUTSI E UNO HUTU
Una Città n° 314 / 2025 ottobre-novembre
Realizzata da Bettina Foa
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NEGRO latte dell'alba noi lo beviamo la seranoi lo beviamo al meriggio come al mattino lo beviamo la nottenoi beviamo e beviamonoi scaviamo una tomba nell'aria chi vi giace non sta strettoNella casa vive un uomo che gioca colle serpi che scriveche scrive ...
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Una Città n° 276 / 2021 giugno-luglio
Realizzata da Andrea Rizza
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Mi rivolgo a voi come uomo trentanovenne, che è l’età che aveva mio padre Azem quando ci siamo separati, quando l’ho visto per l’ultima volta, senza sapere che sarebbe stato l’ultimo giorno che avremmo vissuto insieme...
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