Benjamin Bouguier, formatore ed educatore, lavora all’École dynamique di Parigi.

Che cos’è la scuola dinamica?
La scuola dinamica è una scuola democratica. Il principio di questa scuola è che i ragazzi hanno il potere di decidere su tutto ciò che concerne l’educazione. Possono scegliere i programmi, ma anche il colore dei muri, i mobili, le attività quotidiane.
Le scelte vengono fatte attraverso degli organi di decisione democratici. L’organo principale è il Consiglio della scuola, poi c’è il Consiglio di giustizia che è quello che media e regola i conflitti. Per esempio, se un ragazzino mangia e non sparecchia, le persone che si trovano a quel tavolo al pomeriggio si lamentano della sporcizia, e scoppia un conflitto.
Ebbene, al posto di avere un adulto che arriva e dice: "Non si fa così”, il Consiglio di giustizia si fa carico del problema. Cioè c’è un gruppo che si assume la responsabilità di prendere una decisione in funzione del singolo caso. E non c’è una sanzione prefissata. Non è che perché non hai rimesso in ordine sai già cosa ti succederà. Dipende da quante volte l’hai fatto, ad esempio, e dalla gravità. Nel nostro caso, la sanzione può essere che per una settimana tu farai un doppio turno di lavori domestici.
Il punto è che questo è un luogo in cui non ci si può nascondere. Nella maggior parte delle scuole, quando adotti un comportamento scorretto, ci sono poche possibilità che gli adulti lo scoprano e questo genera molti conflitti. Qui non ci si può nascondere, qui siamo tutti responsabili.
Com’è organizzata la giornata?
Non c’è organizzazione. Apriamo alle 9.30 e chiudiamo alle 17.30. I ragazzi hanno tempo fino alle 10.45 per arrivare. Questo è tutto. Non c’è una giornata tipo. Un ragazzo può arrivare e passare la giornata a giocare o a studiare italiano, in base ai suoi desideri del momento. Ci può essere anche un gruppetto che trascorre la giornata fuori, qualcuno che va al cinema o a visitare un museo. I ragazzi mangiano quando hanno fame. I grandi si organizzano da soli, per i più piccoli sono i genitori che ci pensano. Alle volte mangiano collettivamente. Qualcuno un giorno ha proposto: "Facciamo le lasagne!”. Ognuno ci ha messo un euro e si sono preparati le lasagne.
I soli appuntamenti fissi sono che ogni giorno dalle 11 alle 12.30, se c’è bisogno, c’è un Consiglio di giustizia e il giovedì pomeriggio, dalle 14 alle 16, c’è il Consiglio della scuola.
C’è poi una grande lavagna dove sono indicati gli orari dei vari club. Chi, per esempio, vuole studiare italiano, può proporlo e se trova altri ragazzi interessati, mette su un club, un gruppo, che si riunisce all’orario stabilito. La settimana varia in funzione dei club e delle esigenze di ciascuno. Ad ogni modo uno può partecipare a questi laboratori e corsi oppure rimanere tutto il giorno sul divano.
Come nascono i club?
La filosofia della nostra scuola è che i ragazzi costruiscono il loro percorso di apprendimento. Ciascuno è libero di studiare quello che ha bisogno di studiare e tutti i mezzi sono buoni. Se un ragazzo vuole imparare una lingua, può affidarsi a un insegnante, può apprendere su internet; se vuole, può organizzare un viaggio di studio. È lasciato tutto alla libertà dello studente.
Abbiamo avuto club sulla commedia, sulla cucina, sulla scienza, sulla musica, sui manga. Nel club scienze si radunano e fanno delle piccole esperienze, degli esperimenti. Il club di matematica è stato creato per rispettare le indicazioni dell’educazione nazionale. In effetti in Francia vi sono un insieme di competenze che i ragazzi debbono apprendere fra i 6 e i 16 anni. Comunque anche nel club cucina fanno moltissima matematica.
Ci sono poi club molto effimeri. Per esempio, se debbono fare un viaggio, creano un club apposito. L’anno scorso alcuni hanno lavorato in campagna, in fattoria in cambio di vitto e alloggio. Il club alla fine è una associazione fra persone che vogliono fare qualcosa assieme. Ogni club è un microcosmo, è una società democratica che si riunisce…
E chi non ha voglia di far niente?
Chi non vuole far niente, non fa niente. Può vedere la televisione, consultare internet, giocare con i videogiochi. La differenza con il rimanere in casa è che comunque non ti chiudi nella tua cameretta con una pizza e una coca cola, ma stai in mezzo agli altri. Resti in un contesto collettivo e vieni trascinato nelle discussioni. In fondo noi che cosa ci ricordiamo di bello della scuo ...[continua]

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