Tutte le interviste

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Le interviste dell'ultimo numero

LAVORARE DA CASA?
Intervista a Anna Ponzellini di Barbara Bertoncin
Il lockdown, uno shock di consapevolezza per le organizzazioni, pubbliche e private, su cosa significhi davvero smartworking; le potenzialità del lavoro da casa e al contempo il timore per ciò che si perde venendo meno l’incontro fortuito con il collega o il compagno di viaggio; il problema dei confini sempre più labili tra lavoro e vita, dell’overworking, del controllo, ma anche il tema, ineludibile della riduzione dell’orario di lavoro. Intervista ad Anna Ponzellini.

E' ANDATA COSI'
Intervista a Georgeta Negrutiu di Paola Sabbatani
Decidere di venire in Italia ad accudire degli anziani dopo una vita di lavoro da dirigente statale; la tragedia della morte della sorella; la soddisfazione di poter aiutare i figli e il rischio per chi ha marito di diventare una specie di bancomat. Intervista a Georgeta Negrutiu.

IN UN PICCOLO COMUNE
Intervista a Giancarlo Dardi di Barbara Bertoncin
Cosa significa oggi amministrare un piccolo comune di una vallata, dove si vive bene, ancora ci si conosce tutti, l’ambiente è molto bello e però, a fronte di una popolazione sempre più anziana, calano i servizi, chiudono i negozi e le banche, i giovani vanno via; l’amarezza per le tante cose che si potrebbero fare per ripopolare un territorio, quello dell'Appennino, retroterra fondamentale della straordinaria via Emilia. Intervista a Giancarlo (Jader) Dardi.

LA SALUTE GLOBALE
Intervista a Augusto Pinto di Barbara Bertoncin, Bettina Foa
L’obiettivo dell’Oms, quello di estendere a tutto il mondo un sistema sanitario capace di prevenire e curare non solo le malattie infettive ma anche quelle come cancro, infarto e diabete che mietono vittime da sempre anche nei paesi meno sviluppati; il problema dell’igiene e di tradizioni culturali che, come in India, vietano il bagno in casa; il problema della prevenzione delle pandemie nell’era della globalizzazione. Intervista ad Augusto Pinto.

IL MODELLO SVEDESE
Intervista a Gina Gustavsson, Adele Lebano di Barbara Bertoncin
L’evidente inefficacia dell’approccio svedese alla pandemia di Covid-19, fondato sulla convinzione che i cittadini sappiano come comportarsi, e le conseguenti critiche, hanno scatenato nel paese reazioni assai “poco svedesi”; il concetto di individualismo statalista e l’ambizione illusoria -forse persino disumana- di un welfare state capace di liberarci da tutte le relazioni di dipendenza. Le preoccupazioni per il futuro. Intervista a Gina Gustavsson e Adele Lebano.