libertarismo, cooperativismo, cosmopolitismo
problemi di lavoro
UNA CITTA' mensile di interviste
Il campionario
I cambiamenti del distretto orafo di Vicenza, in cui la produzione dei piccoli, ormai senza più operai, resiste solo come apripista dei grandi... L’arrivo travolgente dei cinesi che copiano tutto e i cinesi ricchi che vogliono gli originali. Intervista a
Rosalba Ponzio, orafa di Vicenza.
storie di lavoro
La visita, l'esame
Aggiornarsi di continuo, far risparmiare l’azienda, evitare l’export di malati, e poi orari massacranti, straordinari non pagati... I privilegi del medico di famiglia, che, fra l’altro, può mandar dallo specialista. Intervista a
Giuseppe Onorato, medico ospedaliero di Rimini.
archivio
problemi di lavoro
Diritti e responsabilità
L’estensione alle piccole imprese dell’obbligo del reintegro in caso di licenziamento senza giusta causa non porterebbe alcun beneficio ai lavoratori, restii per primi a una coabitazione coatta. Un referendum che voleva destabilizzare e dividere. Il diritto fondamentale alla certezza di un contratto. La grande battaglia dei diritti che sola può unire lavoratori per tanti aspetti ormai molto diversi fra loro. Intervista a Bruno Trentin.
Software architect
L’amore per la tecnologia fin da ragazzino, il primo computer, l’antidiluviano Commodore 64, l’incontro con la realtò virtuale e quei caschi da tre chili e mezzo... Il fascino di un campo in cui la creatività è fortissima. Intervista a Aaron Brancotti
Cocopro e partite Iva...
L'artigiano e il professore
La sinistra che fa un gran parlare di new economy e di Internet dimostra solo un totale disprezzo per le nuove forme del lavoro autonomo, che tende a vedere come forme mascherate di lavoro dipendente. La sudditanza verso il monopolio accademico del sapere impedisce alla sinistra di far propria l’insofferenza dell’artigiano e di dar battaglia per un nuovo statuto della conoscenza. Intervista a Sergio Bologna.
Riuscire
a riunirsi

Il tentativo sindacale di organizzare i lavoratori in collaborazione coordinata e continuata o quelli interinali o con partita Iva, sia parasubordinati che pienamente autonomi. Il problema di rispettare le particolarità di ogni lavoro e nello stesso tempo di garantire i diritti minimi a tutti. La precarietà della controparte. Un sindacato che, come alle origini, va a cercare i lavoratori uno a uno. Intervista a
Federico Bozzanca.
Ho imparato a dire no
Il co.co.co, contratto di collaborazione coordinata e continuativa, per lavoratori con forte professionalità può essere la forma più adatta all’esigenza di autonomia. In altri casi non è che un bieco modo per non riconoscere i diritti a chi fa un lavoro dipendente. Il problema della maternità, degli asili nido, della pensione da costruirsi da soli. Intervista a
Nicola Bagnoli, Marina Frabboni, Davide Parmeggiani, Miguel Angel Perez Torres.
Un auricolare solo
Il doppio lavoro, gli studi universitari, la palestra, gli hobbies, Il grande fratello. Oggi, al contrario di un tempo, è quello che succede fuori che entra in fabbrica quotidianamente. La catena di montaggio è dura. Intervista a Tatiana Gentilini.

Orlatrice a dieci anni...
Famiglie che si tramandano il mestiere, una professionalità radicata, imprenditorialità, ma anche interessi meschini, ignoranza, paura del sindacato. L’importanza della gradualità.
Intervista a Tina Frattini e a Massimo Bozza.

Liberamente...
L’amicizia, la passione per il computer, per internet e il free software, la fuga da Sondrio e la discesa a Milano, i lavori degradanti nella new-economy, la decisione di mettersi in proprio, la militanza in una comunità di libertari della rete impegnati per l’abolizione del copyright e la gratuità delle informazioni, i costi dell’autosfruttamento, tutto sommato sopportabili. Intervista a Fabio Pedrazzoli, Maurizio Pedrazzoli e Giordano Mandelli.)

Il capannone
Fin da bambino una passione per la motoristica, tanto forte da danneggiare gli studi, poi la fabbrica, le lotte, ma anche le prime idee per soluzioni tecniche innovative e il brevetto importante, con la frustrazione continua di una scarsa considerazione. L’errore grave di una progettazione lontana dagli operai. Il sogno sempre accarezzato di mettersi in proprio.
Intervista a Bruno Cendak.

Maestro d'ascia
Un lavoro, quello di costruire barche, rimasto fondamentalmente identico per millenni, a parte alcuni strumenti oggi elettrici. Lo straordinario fascino di un materiale, il legno, che vive nei secoli.
Intervista a Vincenzo Aquilini.

Il colore della pietra
Il restauro, ma sarebbe meglio parlare di manutenzione, una volta diventato cultura del vivere quotidiano e del rapporto fra pietra e ambiente, potrebbe riqualificare il lavoro del muratore e appassionare tanti giovani. La necessità di un approccio multidisciplinare alla pietra, nonché di un approccio locale, perché ogni zona ha la sua pietra specifica. La sconfitta della chimica e dei pretesi rimedi universali. Intervista a Vincenzo Starinieri.

Far l'operaio
non è buono

L’apprendistato in officina, la soddisfazione del ‘primo pezzo’, anche le cose della scuola che tornano utili, l’assunzione in Fiat, li soldi che non bastano mai, i ragazzi interinali che entrano... Intervista a
Marco Bifani.
La filiera terribile
L’aspettativa di vita media dell’operaio Montedison: 53 anni, contro i 73 della media nazionale. La grande concentrazione di diossina nelle vongole della laguna. Il Pvc che abbiamo usato ovunque. Il documento rivelatore dove, a fronte di sistemi di sicurezza già drammaticamente insufficienti, si parla della necessità di “liberarsi di dogmi” e abitudini sbagliate, e di “ragionevoli rischi” da correre. Intervista a Luigi Mara.
I sei autoclavisti...
Nando P. nasce a Malcontenta-Venezia il 4/5/1934 ed entra al Petrolchimico di Porto Marghera il 24/2/1956 al reparto cv6, addetto alle autoclavi, compreso ingresso in cavità lavori all’insacco resina pvc.Nel 1974 comincia ad accusare disfunzione e ridotta attività sessuale (è lui che ritagliò da un quotidiano e appiccicò alla bacheca del cv6 la notizia proveniente dalla Germania che lavoratori di un’industria produttrice di pvc si erano rivolti alle strutture mediche e alla magistratura per gravi sintomi di deficienza nell’attività sessuale e che ho conservato e riportato nel dossier apparso nel n.92/93 di Medicina Democratica). ...
Di Gabriele Bortolozzo
Il sommerso
Il lavoro che distrugge
La fine di questo secolo è segnata dalla fine del modello fordista. Crollano tutti i presupposti di quel modello: la crescita illimitata, per cui ad ogni aumento della produzione doveva corrispondere un aumento dell’occupazione, e il gigantismo industriale, ossia l’idea che fosse vantaggioso concentrare in un unico luogo di tutte le funzioni produttive. Con la formazione di un capitale finanziario gigantesco, extraterritoriale, teso unicamente all’immediata autovalorizzazione, è crollato anche il presupposto che la ricchezza fosse qualcosa di reale, di materiale, di ancorato al territorio. Oggi il lavoro non crea più socialità, anzi tende a distruggerla, a divorarla, quasi fosse una materia prima.
Intervista a Marco Revelli.
Dopo Ford
Siete nati così...
Perché anche i licenziamenti devono essere negoziabili.Il costo della via giudiziaria. Una cultura protettiva in cui libertà e responsabilità sono state devitalizzate. In Germania sono disoccupati gli adulti, in Italia i giovani.Le novità del postfordismo: autonomia, cooperazione, polivalenza. Un sindacato che ritorni alle sue origini mutualistiche. La banca del tempo sui posti di lavoro.
Intervista a Aris Accornero.
La garanzia dell'autonomia
Nell’era post-fordista, dell’espansione globale, in una società sempre più fluida, una politica di pura difesa delle vecchie garanzie è perdente. L’occupabilità è la nuova frontiera. La centralità della formazione, anche nei futuri contratti, anche nazionali. Ridurre l’orario per finanziare la formazione. La fluidità chiede condivisione dei rischi, mutualismo, una nuova socialità. La crisi del liberismo. Intervista a Enzo Rullani.
L'informatico, l'operaia di Carpi, il lavavetri
Il lavoro post-fordista ha nel sapere la sua caratteristica principale. Ma il sapere può rimpiazzare la sicurezza? E fra i lavoratori che hanno il sapere e i lavoratori comuni non si rischia una divisione addirittura peggiore di quella creata dal reddito? La formazione continua e per tutti può diventare una delle nuove frontiere del sindacato? Una discussione fra Pietro Marcenaro, Andrea Ranieri e Vittorio Foa.
L’orlatrice di San Mauro Pascoli
Le difficoltà di un distretto d’eccellenza, quello calzaturiero della Valle del Rubicone, primo nel mondo per la scarpa di lusso da donna, a trovare manodopera specializzata. L’inevitabile delocalizzazione della produzione della scarpa. Un orario ritagliato sugli operai che risiedono accanto alla fabbrica, che mal si adatta alle nuove esigenze dei giovani. Il problema fiscale per i maestri operai in pensione.
Intervista a Luciano Casmiro.
Il tempo per studiare
La scelta strategica fra investire nella qualità o tagliare i costi, fra la competizione al pari dei primi o la ricerca delle nicchie in cui mettersi al riparo. La pari dignità fra le quattro leve della formazione: professionale, formale, universitaria e per adulti. La possibilità per il lavoratore di contrattare il tempo per la formazione. Un modello di successo, quello veneto, la cui peculiarità rischia ora di diventare ostacolo.
Intervista a Roberto Fasoli.
problemi di lavoro
giovane con esperienza
Un mercato del lavoro che non offre più relazioni forti mentre è ormai l’agenzia educativa più importante. Una preferenza dei giovani alla flessibilità, alla possibilità di far esperienza, a cui corrisponde un’offerta molto povera, ridotta a mero sfruttamento occasionale.
La giungla dei lavori a progetto, la maggior parte dei quali non va a buon fine. Il rifugio nel consumo.
Intervista a Stefano Laffi.
A me piacerebbe essere pronto
Il tragitto di un ricercatore che, quasi per caso, si trova a scegliere “il tema” della vita, in questo caso “la turbolenza”. La ricerca, stretta fra la necessità dei tempi lunghi e quella dei finanziamenti spesso finalizzati a risultati in tempi utili; i problemi di un insegnamento ridotto ormai a un susseguirsi di test e in cui viene meno il rapporto dello studente col “maestro”.
Intervista a Maurizio Quadrio.