libertarismo, cooperativismo, cosmopolitismo
problemi di lavoro
UNA CITTA' mensile di interviste
Le tute arancioni
Il giorno in cui il Nasdaq crollò e di lì a poco i giovani imprenditori dellla net economy annunciarono ai loro dipendenti che il giorno dopo potevano restare a casa. La difficile situazione di dipendenti spesso abituati al rapporto individuale. Come è nata un’organizzazione di base che, tramite internet ed e-mail, è riuscita a dare una risposta collettiva all’azienda in tema di licenziamenti. Intervista a Gabriele Battaglia.
La crisi di Torino Il destino di operai, tecnici e ingegneri
Un mercato, quello dell’auto, aspro, difficilissimo, che soffre di un 40% di sovrapproduzione. L’errore disastroso della Fiat, di spaziare dall’auto all’editoria, dall’energia a quant’altro. Quel centro di ricerca fra i migliori del mondo. La proposta ragionevole dei sindacati di una cassa a rotazione. Intervista a Luciano Gallino.
La palazzina
del comando

Il rischio che la crisi gravissima della Fiat, che ha radici lontane, trascini con sé la componentistica e i centri di ricerca, veri comparti d’eccellenza dell’industria automobilistica torinese. L’idea sbagliata che Torino, che sta conoscendo una vera rinascita urbanistica, possa fare a meno di un cuore industriale. Le differenze con l’altra crisi, quella degli anni ‘80. L’emblema del Lingotto. Intervista a Pino Ferraris.
Il patrimonio
di quell'utilitaria
Il paragone fra il modello Olivetti e il modello Fiat e il vantaggio di poter far ruotare intorno all’operaio la macchina da scrivere. Il “nuovo modo di fare l’automobile” con un sindacato-movimento incapace di gestire i momenti di crisi. L’era Melfi e la scelta del modello giapponese come quello più adatto all’indole italiana, poco sistematica. I problemi della globalizzazione. Intervista a
Maurizio Magnabosco.
La quintessenza
del taylorismo

Il fordismo Fiat, introdotto in periodo fascista, fu autoritario, parcellizzò il lavoro senza contropartite salariali, e durò fino agli anni ‘50. L’incomprensione verso esperienze come quella della Volvo. Il modello giapponese, un taylorismo mascherato, che ha portato allo smembramento della fabbrica. La diffidenza sindacale verso chi voleva discutere il modo di lavorare. Intervista a Matteo Rollier.
La piccola Camera
del lavoro di Pinerolo

Un gruppo di operai dissidenti dalla politica, per loro capitolarda, dei sindacati nazionali ha fondato, fra difficoltà enormi, una camera del lavoro alternativa, orizzontale e intercategoriale, legata al territorio dalle reti corte di una comunità locale che vede la presenza di tanti gruppi e associazioni di volontariato valdesi e cattoliche e che vide nascere la prima società operaia di mutuo soccorso d’Italia. Intervista a alcuni esponenti dell’Associazione lavoratori pinerolesi.
Una polemica,
il contratto Zanussi (anno 2000)
Part time verticale, job
on call, banca delle ore

Il contratto Zanussi, poi bocciato dai lavoratori, prevedeva il lavoro a chiamata, una specie di espansione del part-time verticale, che già esiste per star dietro ai picchi di produzione. La banca delle ore senza obbligo di recupero in due anni, una conquista avanzata, presente in molti paesi d’Europa. La possibilità per gli immigrati di far cinquanta giorni a casa. L’opposizione della Fiom. Intervista a
Marco Mondini, della direzione aziendale.
Partecipazione sì, ma nell'autonomia
Il “lavoro a chiamata”, che ha spinto i lavoratori Zanussi a rigettare l’accordo firmato da Cisl e Uil, ma non dalla Fiom, era un grave passo indietro rispetto al part- time verticale già in uso in azienda, perché tendeva a cronicizzare la precarietà. A fronte di salari fra i più alti dell’industria, il più basso salario d’ingresso. La partecipazione Zanussi, un modello che resta valido. Intervista a
Flavio Vallan, della Fiom.
Il delegato sociale
Cosa succede quando problemi come la tossicodipendenza, il disagio sociale o familiare, il lutto entrano in fabbrica? Partendo dall’idea di una normalità del disagio e da una mappa sociale del proprio luogo di lavoro, il delegato sociale tenta di tenere insieme il ‘dentro’ e il ‘fuori’, prestando attenzione alle problematiche esistenziali, ai contesti sociali e ricreativi, ai possibili riflessi nella contrattazione.
Intervista a Fausto Viviani.

Volontari, ventisti
e soci lavoratori...

La cooperazione sociale nel suo sviluppo tumultuoso e grandemente positivo sta mostrando gravi patologie. La logica perversa del massimo ribasso con cui si fanno le aste. Cooperative che nascono dal giorno alla notte in vista di una gara, il socio-lavoratore per il quale non vale il contratto nazionale, assemblee sociali del tutto rituali, gettoni di presenza che assomigliano fortemente a dividendi. Una discussione fra alcuni operatori e sindacalisti della Lombardia.
I problemi
della cooperazione (anno 1998)
Il salario dell’imprenditore
In una situazione in cui la ricerca della flessibilità del lavoro diventa spasmodica, in cui lo Stato cede funzioni e servizi inseguendo spesso il massimo risparmio sui costi, è proprio tramite la figura del socio lavoratore della cooperativa, da sempre indefinita da un punto di vista giuridico, che può passare la più grave precarizzazione del mercato del lavoro. La proposta del sindacato incentrata sul rispetto dei contratti nazionali.
Intervista a Giordano Giovannini.
E quando l'impresa
non lo vuole?
La cooperazione sociale marchigiana è una delle più avanzate d’Italia. Non ha salario convenzionale e rispetta il contratto nazionale, ha ottenuto una legge regionale che privilegia la qualità al ribasso dei costi, ha buoni rapporti con il sindacato. La concorrenza sleale delle cooperative spurie emiliano-romagnole. Un consorzio di cooperative pesaresi con più di mille addetti. Welfare locale e uno spirito imprenditoriale alternativo. Intervista a Simone Mattioli.