libertarismo, cooperativismo, cosmopolitismo
politica, ecc.
UNA CITTA' mensile di interviste
Per quanto sarà sopportabile?
Una situazione in cui il 5-10% della popolazione mondiale si spartisce il 70% del reddito? Per quanto tempo l’operaia cinese accetterà di lavorare in regime di semischiavitù? I terribili guasti della finanziarizzazione dell’impresa, il più grave fra i quali è che il lavoratore diventa un fattore del tutto secondario e la sua formazione superflua; la necessità che l’etica si riunisca all’utile;
Intervista a Luciano Gallino.
archivio
Il dialogo, senso comune democratico
Riuscire a far stare insieme operatori israeliani e palestinesi, o attivisti antiabortisti e abortisti laddove c’erano stati già degli omicidi, o a risanare una città devastata dalla corruzione; sono i miracoli che possono compiere la passione dei cittadini alla soluzione dei problemi e il metodo del dialogo finalizzato a una soluzione che vada bene a tutti; il grande ruolo del facilitatore “di democrazia”.
Intervista a Susan Podziba.
Il colpo di mano
Una procedura non costituzionale, in cui con due emendamenti s’è cambiato l’intero sistema elettorale. Lo scandalo di una legge concepita, in previsione di una sconfitta, per sabotare la governabilità. Il ruolo senza precedenti nella storia della repubblica del Presidente della Camera. E poi tantissime assurdità, come le quattro soglie, come l’impossibilità di schierarsi per il voto della Val d’Aosta...
Intervista a Marco Boato.
la Tav l'opera
per l'opera
l'altro possibile
L'assemblea
di quartiere

Il bilancio partecipato non è solo una generica consultazione popolare, ma la messa in campo di una serie di procedure definite perché i cittadini possano partecipare alle decisioni. L’esperienza di Grottammare, dove dal bilancio si è passati a un problema ben più complesso come il piano regolatore. La forza che dà la partecipazione dei cittadini anche per fronteggiare gli interessi speculativi. Intervento di
Pier Paolo Fanesi.

L'economia
e la relazione

Economia solidale, economia sociale, economie etiche e socio-solidarie, in tutto il mondo si diffondono esperienze che, pur nelle diversità, mettono al centro dell’attività economica la relazione fra persone. Banche etiche, gruppi di acquisto solidale, commercio equo-solidale, agricoltori biologici... La possibilità di veri e propri distretti dell’economia solidale. Un locale che non sia localistico. Intervista ad Andrea Calori.

Le quattro P
Protesta, pressione, progetti, pratiche... Se la globalizzazione rischia di svuotare le democrazie nazionali, allontanando la politica dai cittadini, sta anche internazionalizzando i movimenti di lotta per riportare la politica fra i cittadini rendendoli protagonisti. Un intreccio orizzontale di reti, esperienze di buone pratiche, legami di solidarietà. I rischi di derive nazionalistiche, xenofobe e fondamentaliste. La necessità di riforme delle istituzioni internazionali. Intervista a
Mario Pianta.

Al plurale
Un movimento, quello new-global, plurale da un punto di vista politico, delle pratiche quotidiane, della composizione sociale e generazionale. Il rifiuto della denominazione no-global, in nome di una globalizzazione dal basso, dei diritti, della democrazia. Un movimento in cui confluiscono anche vecchie ideologie e si riciclano vecchi gruppi, ma in cui a prevalere sono comunque gli elementi di novità. Intervista a
Donatella
Della Porta
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Commercio,
non aiuto
Il successo del commercio equo e solidale dimostra che si può fare qualcosa di diverso da quel neoliberismo che ha provocato disastri a non finire. La suddivisione del rischio che non si consiglia mai ai produttori del Terzo mondo. La difficoltà a commercializzare prodotti non “coloniali”. Il rischio di un’intransigenza autoreferenziale che perda di vista l’obiettivo di dimostrare che un’alternativa è possibile. Intervista a Fabio Gavelli e Lorenzo Guadagnucci.
Le badanti, una catastrofe europea
Matrimonio gay
Il diritto alla famiglia, un diritto di tutti
La rivoluzione
di capacità
I saperi, la scuola, l’università non sono beni economici quantificabili, eppure da essi, oggi più che mai, dipende la prosperità, anche economica, di un paese. La malattia cronica della sinistra, l’economicismo. I saperi si fondano sulle relazioni fra le persone, sull’orizzontale, sulla capacità di autogoverno. Compito della politica creare gli spazi pubblici, non statali, per lo sviluppo delle “capacità”. Intervista ad Andrea Ranieri.
Procreazione assistita,
il limite
alla libertà
I magistrati, irresponsabili o indipendenti?
Il diritto di resistenza, perché in Italia non c'è?
La colazione però è buona...
Lo diceva santa Teresa d’Avila paragonando la vita al passaggio in un albergo mediocre; don Pierre Riches ci parla della verità che è una, ma alla quale ci si arriva per vie personali; invocare la legge naturale a fondamento della morale sessuale è un errore, basti pensare a quanta omosessualità c’è nel mondo animale; il celibato ecclesiastico già oggi non vale in tanti casi; la speranza, fondata, che questo papa sappia ristabilire la collegialità; il valore dell’obbedienza, ma anche quello dell’assunzione della responsabilità; in seconda e terza. Intervista a Pierre Riches.
Il bene della conoscenza
Difficile parlare di declino dell’Italia quando nelle prossime classifiche saremo ben più avanti dell’America. Il calo degli addetti all’industria, segnale positivo per un paese avanzato. L’America sta scaricando sull’Europa i costi
di una crisi analoga a quella del 29. Il disastro di un’Europa che non è un’entità politica. Olanda e Lussemburgo, veri Stati canaglia. La fuorviante classifica dei brevetti. Il futuro nello sviluppo dei servizi alle imprese, logistici innanzitutto. Un’università in cui scienza e tecnologia siano strettamente intrecciate. Intervista a
Cristiano Antonelli.
Quei pali di ferro...
che spuntano dalle case, predisposti per un altro piano, sono rimasti lì inutilizzati, perché i figli non sono tornati; per la prima volta l’emigrazione dal Sud, anziché una risorsa, rappresenta un costo; la palla al piede della pubblica amministrazione e la chance della cooperazione dal basso con il Nord; in ottava e nona a parlare è Tonino Perna.
Le mille signore
L’importanza che il volontariato esca da un certo isolamento e crei reti territoriali capaci di produrre e offrire relazioni. La grande forza di controllo sui servizi pubblici esercitata dai volontari. La falsa contrapposizione fra gratuità e cooperazione. Le antenne di condominio della Caritas e il pre-volontariato. Il grande problema dell’anziano solo, spesso molto orgoglioso. Intervista a
Carlo Degiacomi.
La resistenza
mai raccontata
Un’occupazione, quella tedesca nel meridione, costellata di stragi, rappresaglie, vessazioni sistematiche. L’uccisione dei maiali e il razzismo che le umiliazioni gratuite tradivano. Una resistenza popolare, che conobbe la rivolta in armi dei napoletani, ma anche la non collaborazione, l’ospitalità ai fuggiaschi, agli ebrei, la fedeltà a canoni tradizionali. Un unico modello celebrato di resistenza. Intervista a
Gabriella Gribaudi.
La fuga dall'esperienza
L’esperienza personale, traumatica, della verità della condizione umana. Il sospetto totalitario verso la realtà. La classe media americana che conosce il fallimento e crede negli affetti privati e nell’onore personale. I liberals in limousine e Bill Gates, eroe del ‘77, della creatività full time. Una letteratura monotona, che rifugge dal conoscere una realtà sempre in grado di sorprenderci. Intervista a Filippo La Porta.
Zona rossa
Discussione sulle giornate
di Genova

E non erano affatto credenti
Il disprezzo per le scienze, universaliste per vocazione e votate allo studio dei fatti, una certa cultura cattolica del dialogo fra le religioni, il 68 che ha combattuto con l’autorità anche la competenza, le filosofie della crisi della ragione... Un relativismo che ci impedisce di dire che la democrazia è il migliore dei sistemi politici, che la promozione di scienza e istruzione è un compito civile fondamentale. Intervista a Giovanni Jervis.
L'ethos particolaristico
Il pericolo di fare un amalgama indistinto fra Hitler, Arafat, i giovani delle periferie delle città europee. Una giudeofobia con radici del tutto diverse. L’identificazione, fra la memoria di Auschwitz e la politica oppressiva di Israele, foriera di gravi conseguenze. Il “rischio Sudafrica” nel futuro di Israele. L’islamofobia, razzismo diffuso e inosservato. L’uso della memoria della Shoà. Intervista a Enzo Traverso.

L’evoluzione e i minori di 14 anni
Il grave passo indietro della Chiesa, con questo papa, sull’evoluzione e la tentazione di aderire all’ideologia del “disegno intelligente” che, pur senza sostenere una lettura letterale dei testi biblici, vuole ricondurre l’evoluzione all’interno di un progetto divino. La timidezza assurda dei laici. Il ritorno di Darwin a scuola, ma fra tante cautele e sospetti. Il “giallo” di un documento che non si trova.
Intervista a Telmo Pievani.
Fra noi e loro
Quando i musulmani accoglievano i perseguitati dai cristiani, imponendo loro tuttalpiù una tassa, quando le guerre erano poco più che scaramucce, quando gli arabi commercianti si sentivano superiori e la via della seta era un via vai di carovane. La storia dei rapporti fra Occidente e Islam, storia di debiti e crediti, di pregiudizi e chiusure, di attese deluse. Parlano Franco Cardini e Gianni Sofri.