libertarismo, cooperativismo, cosmopolitismo
l'altra tradizione
UNA CITTA' mensile di interviste
L'epopea della Federterra
Una vulgata comunista che identifica il biennio rosso con il consiliarismo operaio e Livorno come la fine della preistoria del movimento dei lavoratori. Fu un momento straordinario, una vera rivoluzione democratica, guidata dai braccianti e dai mezzadri. Il grande commonwealth socialista, fatto di leghe, cooperative, case del popolo, università popolari. Il disastro del ruralismo fascista.

Intervista a
Elio Giovannini.
Terranova, Sicilia, i contadini tornano in paese dopo aver simbolicamente occupato i feudi di Terras e Priolo, 1920
archivio
dell'altra tradizione
Camillo Berneri
Fra Burgos e Mosca
Camillo Berneri, già allievo di Salvemini e del suo “problemismo”, di una ragione, cioè, mai sistematica, fu anarchico pragmatista, fautore di federalismo, consiliarismo e liberismo economico insieme, contro l’invadenza dello stato centrale burocratico. Predicò invece la necessità dello stato di diritto. Amico e compagno di Rosselli, esule in Francia, fu uno dei primi a partire per la Spagna, dove fondò una colonna mista. Rimase sempre un fiero anticomunista, fu assassinato dai comunisti che rivendicarono apertamente l’omicidio.
Intervista a Carlo De Maria.
i nostri
i conti col comunismo
Quella settimana fatale del 14
Lo storicismo conservatore e la fede progressista in un avvenire radioso accomunate da una visione restrittiva della libertà e dell’agire umano. Quella settimana fatale del 14. La sinistra non può ridursi a tecnologia dell’amministrazione economica e istituzionale. La lunga ossessione statalista e la prospettiva di un pluralismo confederale. Un intervento di Pino Ferraris
Il socialismo municipale
I grandi decenni dal 1870 al 1920, quando i socialisti conquistarono i consigli comunali di tante città europee e, a partire dai municipi, si posero il problema delle riforme, innanzitutto quelle dei servizi. Il circolo virtuoso fra cooperative di lavoratori dei servizi, leghe di consumatori, amministrazioni rosse. Il disprezzo dei fanatici della conquista dello stato: per loro quello municipale fu "il socialismo dell'acqua e del gas". L’Europa delle città. La grande rivincita dello Stato accentratore con la Grande guerra.
Intervista a Patrizia Dogliani.
Mentre in Europa si discuteva su come le elites potevano guidare gli oppressi alla conquista del potere, gli anarchici americani discutevano di antitrust...
Intervista a
Pietro Adamo
Il grave abbandono della parola "socialista", sinonimo di cooperazione, autogestione, partecipazione.
IIntervista a
Colin Ward
L’identificazione fra socialismo e abbattimento del capitalismo origine di tutti i mali. Gli eretici del socialismo, Merlino, Caffi, Rizzi...
Intervista a
Nico Berti
Apprendimento incidentale organizzato
L’eterna alternativa fra un’educazione
al dover essere, ‘uomo pio’, ‘buon cittadino’, anche ‘uomo nuovo’, ed educazione all’essere. La concezione di Tolstoj, di Neill, il fondatore della scuola di Summerhill, di Godwin, che pure erano dei militanti, mette al primo posto, sempre, la libertà degli esseri umani, lo sviluppo delle potenzialità, una concezione per cui si impara
ad imparare.
Intervista a Francesco Codello.
L’abbandono dell’obscina, l’antica comunità rurale democratica, favorì in Russia l’avvento del totalitarismo?
Intervista a
Pierpaolo Poggio
Il principio federativo
Dalla rivoluzione americana che propone un federalismo sovranazionale a quella francese che propone un federalismo dal basso che non sia solo decentramento amministrativo, al federalismo integrale proudhoniano, l’idea è sempre quella di superare il centralismo autoritario dello stato. Le conseguenze della sconfitta dei girondini. Le idee di Carlo Rosselli e Silvio Trentin.
Intervista a Corrado Malandrino.
Gustav Landauer e Martin Buber, i due amici che volevano rinnovare l’umanità...
Intervento di Siegbert Wolf
La conferenza, dove chi espone le proprie opinioni accetta il contraddittorio, scena chiave della democrazia americana; secondo Emerson parlare è meglio che contare i morti...
Intervista a
Nadia Urbinati
le due libertà
di Pino Ferraris
Voglio subito precisare che questo mio intervento non vuole e non può essere un contributo di ricostruzione storiografica. Il richiamo al passato è esplicitamente sottomesso all’urgenza del tentativo di rischiarare alcuni problemi del presente.
Il riferimento alla discussione tra Saverio Merlino e Errico Malatesta su anarchia e democrazia nel 1897, il richiamo alla polemica tra Merlino e Filippo Turati su collettivismo, lotta di classe e ministerialismo nel 1901 potrebbero rappresentare l’accenno a quello che sarebbe un ben più impegnativo e suggestivo lavoro: mettere in luce la poliedrica ricchezza del dibattito socialista nella fine dell’800 confrontando i tre modi concreti di vivere e di pensare la relazione tra socialismo, libertà e democrazia in questi tre esponenti di spicco: l’anarchico Errico Malatesta, il socialista liberale ante-litteram Saverio Merlino e il socialista democratico Filippo Turati. ...
libertà da, libertà di
L’insistenza sul legame indissolubile fra libertà e uguaglianza, tratto distintivo del liberalsocialismo. L’insegnamento di Stuart Mill, ripreso in Italia dall’anarchico Francesco Saverio Merlino. La critica di Rosselli al determinismo marxista. Il varco "al giusto" aperto da Croce nella sua critica al liberismo di Einaudi. Il conflitto fra le due libertà, ineliminabile secondo Bobbio. Intervento di Nadia Urbinati.
L’apparato micidiale
dello stato, tanto odiato da Kafka.
Intervento di
Michael Löwy
La famiglia appoderata
L’idea di Polanji che l’economia è sempre un prodotto delle relazioni sociali, l’insostenibilità dei costi sociali di un mercato libero del lavoro, della terra, della moneta. Welfare e fascismi furono entrambi risposte all’ideologia del laissez-faire capitalistico. La reciprocità, fondamento antropologico alla base di ogni sistema economico locale, a partire dalla famiglia, dal clan e dal villaggio. L’assurdità della teoria del valore marxista.
Intervista a
Antonio G. Calafati