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UNA CITTÀ n. 253 / 2018 Novembre



Un esercito immenso vagola ...smandriato per il mondo. I senza lavoro costretti al furto alla prostituzione al suicidio al mercenarismo poliziesco o militare sono legione innumerevole. I lupi, solitari e timidi, si fanno con la fame solidali ed aggressivi.
Gli uomini vanno, isolati e vinti, in cerca della zuppa filantropica a dei noleggiatori di schiavi…
La volontà dei popoli si annega in un tramonto afoso. Qualche bagliore di sole, qualche lampeggio, qualche risonanza di bronzo. Ma non sono che parentesi brevi, fuochi di paglia dispersi. Chiudersi nella torre d’avorio, che è faro, non è soltanto lecito ma doveroso: chè nel mondo vi è bisogno non solo di fiaccole ma anche di stelle. Ma chiudersi in essa come l’avaro, per giocare con i barbagli di un oro che non vale quanto costa di rinuncia alla lotta per un po’ di sole per tutti, no, non si deve.
Camillo Berneri, da "Volontà” anno 1, n. 1, 1946

I nuovi montanari e il ripopolamento delle Alpi
Intervista a Andrea Membretti (p. 3)

Sull’Europa e l’istruzione
Intervista a Antonio Giunta (p. 8)

La Scozia e il referendum sulla Brexit
Intervista a Alyn Smith (p. 12)

Un’occupazione solidale e comunitaria a Milano
Intervista a G. e P. (p. 16)

Di razzismo, immigrazione, identità...
Con Ernesto Galli della Loggia, Alessandro Cavalli
e Wlodek Goldkorn (p. 21)

Sul memoriale per le vittime di eutanasia
Intervista a Cristian Marx e Clara Mansfeld (p. 27)

Un movimento confederale e "femminista”
Intervista a Ezel Ceylan Alcu (p. 35)

Sulla mafia ieri e oggi
Di Umberto Santino (p. 40)

Di Stefano Levi Della Torre (p. 46)

Novecento poetico italiano 31
Alfonso Berardinelli (p. 52)

Francesco Ciafaloni (p. 54)

Una decrescita felice all’ungherese
Massimo Livi Bacci (p. 55)

Belona Greenwood (p. 56)

Giovanni Zito (p. 57)

Emanuele Maspoli (p. 58)

Ilaria Maria Sala (p. 59)

Livia Cozzolino (p. 60)

Di Anatole France (p. 62)

La visita è alla tomba di Gertrude Bell (p. 63)


La copertina è dedicata all’Europa e la foto, che ritrae il "cuore” dell’Unione europea, il palazzo Berlaymont di Bruxelles, sede della Commissione, rispecchia bene l’impressione che a volte si ha di un’Europa gelida, "senza cuore”; poi il pensiero va alla maggioranza dei giovani inglesi che sono contro la Brexit e a giovani come Antonio Megalizzi e Barto Orent-Niedzielski e si torna a essere europeisti convinti. Speriamo che si ricominci a fare dei passi avanti.

I "nuovi montanari” italiani, giovani e meno giovani, ma soprattutto i tanti stranieri che in montagna hanno trovato casa e lavoro, stanno contribuendo al mantenimento in vita di borghi, comunità e territori nelle Alpi e negli Appennini; in tanti casi sono gli immigrati a salvare la scuola elementare e pure l’ufficio postale e la linea dell’autobus; il futuro, poi, della pastorizia italiana è nelle loro mani. Molte iniziative virtuose sono nate anche attorno all’accoglienza dei richiedenti asilo, che con il nuovo decreto sicurezza rischiano di morire, e però, nello stesso tempo, sarebbe importante far uscire il tutto dal campo dell’assistenza. A parlarne è Andrea Membretti.

Continuiamo il "viaggio” in Europa. L’istruzione, pur essendo entrata solo in tempi recenti nell’ambito della cooperazione europea, è la materia che forse ha avuto più successo; il programma Erasmus, nato per permettere a una giovane francese di studiare disegno animato in Belgio alle stesse condizioni degli studenti belgi, è forse la cosa che più sta contribuendo alla crescita di una cittadinanza europea.

"Siamo diventati razzisti?” è un dibattito tenutosi al 900fest di ottobre, a cui hanno partecipato Alessandro Cavalli, Ernesto Galli della Loggia e Wlodek Goldkorn. La discussione ha affrontato questioni spinose: dal senso di territorialità e di diffidenza verso lo straniero comune a tutti i gruppi umani e pure agli altri animali, al disagio che crea l’immigrazione irregolare nei quartieri popolari, al paternalismo, dovuto forse al senso di colpa coloniale, della sinistra verso l’immigrato che commette un reato grave e verso paesi africani governati da regimi liberticidi, al lascito di Auschwitz che ha aiutato, finora, l’Europa a restare umana.. e altro ancora.

Per i nazisti, le persone con difficoltà cognitive, gli schizofrenici, gli epilettici, finanche gli alcolisti erano zavorra umana, di cui sbarazzarsi. In tutta la Germania, dov’erano i centri in cui "trattare” il problema, sorgono ora memoriali dove si racconta come andarono le cose e si possono leggere i nomi delle vittime.

Umberto Santino ci parla di mafia: la tesi, per anni dominante, che "esistevano i mafiosi, ma non la mafia”; la figura, ora riscoperta, del questore Ermanno Sangiorgi, le cui relazioni ricostruiscono la realtà di una organizzazione strutturata e gerarchica, ma smentiscono pure stereotipi come quello di un’omertà incrollabile; la grande epopea dei fasci siciliani; la generica "associazione di malfattori”, la "Bolla di Componenda” e le "lettere di scrocco”.

"Baghdad, 13 ottobre 1923. Lo scorso giovedì... ho passato la maggior parte della mattinata al Ministero delle Opere dove stiamo iniziando, puoi immaginare? Il museo dell’Iraq! Sarà un inizio modesto, ma è un inizio...”. La "visita” è alla tomba di Gertrude Bell, archeologa, esploratrice e diplomatica. Famosa la foto che la ritrae tra Winston Churchill e T. E. Lawrence in occasione della Conferenza del Cairo.


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