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"Il giornalismo al tempo dei supporti digitali": i file audio del convegno
Il 7 maggio scorso a Coriano si è svolto un incontro sul giornalismo (e i "giornalismi") di fronte alle nuove sfide date dalla Rete e dalla quantità di supporti e mezzi che si stanno facendo avanti, sia per coloro che si occupano di informazione, sia per coloro che ne fruiscono. Qui gli audio, il video e alcune interviste ai partecipanti.

Vent'anni
e 2000 interviste


La tre giorni di dibattiti, presentazione libri e concerti che si sono tenuti a Forlì per celebrare i vent'anni di Una città.

Qui i video, le foto e gli audio degli interventi.

La casa del bigotto
Religione come guida nella vita quotidiana, saggezza popolare, iniziativa individuale, valori della comunità e nazionalismo, astio verso il welfare e l’assistenza ai poveri, quindi ai neri, verso le grandi banche e i costumi cosmopoliti... Una realtà fuori controllo del Partito repubblicano. Intervento di Stephen Eric Bronner.
La politica americana viene generalmente vista come non ideologica e pragmatica. Qualche volta tende a sinistra, altre volte a destra, ma il pendolo sembra sempre ritornare a quello che lo storico liberale Arthur Schlesinger definiva "il centro vitale”. Eppure è innegabile che i movimenti di estrema destra siano stati una costante. Le istituzioni politiche americane possono minimizzare le prospettive di conquista del potere da parte di partiti politici connotati ideologicamente, ma i movimenti reazionari di massa hanno messo sotto pressione l’apparato elettorale e hanno avvelenato l’atmosfera culturale della nazione sin dalla sua nascita. Il bigotto si è sempre sentito a casa. Gli è stato dato il benvenuto dai "nativisti” xenofobi ("know nothings”) del 1840, dal Ku Klux Klan, dagli "America Firsters” anti-interventisti durante la seconda guerra mondiale che spesso preferivano Hitler a Franklin Delano Roosevelt, dai partigiani di Joseph McCarthy, dalla John Birch Society così come dalla maggioranza "silenziosa” degli anni 60 e dalla maggioranza "morale” degli anni 80.


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Cos'è il diritto all'oblio?

Guido Scorza è avvocato e dottore di ricerca in Informatica giuridica e Diritto delle nuove tecnologie. Scrive, tra gli altri, per L’Espresso, Wired.it e Punto Informatico. Qui il suo blog.




Andrew Arato ripercorre le tappe che hanno portato l'Ungheria alla situazione attuale: dal fallimento del processo costituzionale negli anni 90, anche a causa dell'irresponsabilità dei socialisti, all'entrata in scena del partito Fidesz.

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UNA CITTÀ n. 175 / 2010 Giugno

Intervista a Paolo Stefanini
realizzata da Bertoncin Barbara

DILLO ALLA LEGA
In giro per le regioni rosse passate alla Lega, incontrando i vecchi ex Pci che vedono nel partito di Bossi l’ultimo di sinistra, ma anche i tanti giovani antisindacato e anticomunisti; il ruolo delle donne e l’incredibile capacità della Lega di mettere assieme giovani e vecchi in una sorta di 68 alla rovescia; intervista a Paolo Stefanini.

Paolo Stefanini, già giornalista di "Diario”, è autore di Avanti Po. La Lega alla riscossa nelle regioni rosse, il Saggiatore 2010. Negli ultimi mesi hai girato per alcune località delle regioni "rosse” dove la Lega ha sfondato. Puoi raccontare? L’idea della ricerca è nata all’indomani delle europee del 2009 in cui la Lega aveva ottenuto tassi importanti anche in luoghi inaspettati. In particolare mi aveva incuriosito l’elezione a Vaiano, vicino a Prato, di Claudio Morganti, il primo eurodeputato leghista toscano. Ma poi, spulciando qua e là nei risultati, uscivano dei dati molto strani, località mai sentite: Badia Tedalda, un paesino che non sapevamo neanche dove fosse, era passata dallo zero virgola al dodici per cento; in tre comuni del pisano, Volterra, Pomarance e Castelnuovo Val di Cecina, dopo 60 anni di dominio incontrastato della sinistra o del centro-sinistra avevano vinto liste civiche di ispirazione leghista o comunque appoggiate dalla Lega. Insomma, era un fenomeno nuovo e allora ero partito per cercare di capire cosa fosse successo. A Badia Tedalda avevo trovato la risposta quasi subito, nella bacheca esterna al Comune. In assenza di qualsiasi radicamento della Lega Nord, ad un certo punto in un albergo locale erano stati smistati da Lampedusa una quarantina di immigrati provenienti dall’Eritrea. La popolazione era caduta in preda al panico: "Ci attaccheranno la malaria” e il medico a spiegare che la malaria non passa da uomo a uomo, ci vuole il vettore, la zanzara, e allora: "Ci attaccheranno la scabbia”, insomma una situazione di caos, paura e disorientamento. Alle elezioni, avvenute di lì a poco, la Lega aveva spopolato. L’altra situazione, quella pisana, si era rivelata anch’essa emblematica. Avevo deciso di andare a trovare Andrea Barontini, senza conoscerlo, dopo aver letto un trafiletto sul Tirreno in cui veniva considerato l’artefice di queste vittorie. Ebbene, Barontini, l’organizzatore della Lega Nord locale, mi aveva ricevuto nel circolo Arci di Putignano ("Ho la tessera dell’Arci e della Cgil, sono ancora delegato”) . Sia il nonno che lo zio erano stati due famosi partigiani toscani, tant’è che lui diceva: "Spero che il mio nonno non si rivolti nella tomba, ma mi sento in continuità con lui perché tutti e due liberiamo l’Italia dagli stranieri”. Le premesse per continuare il viaggio c’erano dunque tutte. Sono partito dalla Toscana perché era lì che la Lega aveva avuto risultati inediti. Alle ultime regionali c’è stata peraltro un’ulteriore crescita, si è passati oltre il 6% con i primi due eletti al consiglio regionale. In Emilia era dal 2008 che c’erano delle aree che si stavano "leghizzando”. L’ipotesi, l’idea era che quello tosco-emiliano fosse un leghismo un po’ diverso da quello tradizionale lombardo-veneto. In particolare mi interessava capire quanti fossero i transfughi da tradizioni, storie personali e familiari di sinistra. In effetti, un po’ in tutte e quattro le regioni rosse che ho indagato, assieme ad altre componenti (i delusi da An, traditi dal malcompagno Fini che ha aperto al voto agli immigrati, ma anche i monarchici, i repubblicani in Romagna) , ho riscontrato una forte componente di ex militanti o simpatizzanti di sinistra. Il dato che inizialmente mi ha stupito di più era la continuità che molti di questi personaggi cercavano di attribuire alla loro storia politica, cioè quasi nessuno mi ha detto: "Oh, come mi sono pentito, che stupido ero da giovane”. Al contrario, nella loro ricostruzione era come se la Lega fosse l’ultimo partito di sinistra. I leghisti infatti ci tengono molto a dire: "Noi siamo come il vecchio Pci, siamo radicati sul territorio, abbiamo le sezioni, il gazebo”. In real­tà, più che l’aspetto dell’organizzazione del partito, a me sembra che la loro forza stia nell’abilità di raccogliere la rabbia, la paura, un senso di ingiustizia anche, ... [ continua ]

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archivio
Nella nube di Magellano

Gli esperimenti che si svolgono nei sotterranei del Gran Sasso, un ambiente ideale per i suoi mille metri di roccia a far da schermo e, anche, per la possibilità di arrivarci coi tir; i neutrini e l’ormai famosa differenza di 60 nanosecondi rispetto alla velocità della luce; l’attesa dell’esplosione di una supernova. Intervista a Marco Selvi.

Un male incurabile?

Altri 13.000 posti persi in Veneto, dopo i 53.000 del 2009; disoccupazione, male incurabile? Indurre l’obbligo a darsi da fare insieme all’introduzione del reddito di ultima istanza; l’importanza della settimana di vendemmia per tutti i giovani; il lusso, che non potrà durare, di una badante a testa. Intervista a Bruno Anastasia.

Tunisia: crisi, migrazioni e buon vicinato


A manifestare, in toga...

Quando è scoppiata la rivoluzione, in strada, a manifestare contro Ben Ali, c’erano anche giudici e avvocati; un sistema, quello della giustizia tunisina, da riformare profondamente, in tutte le sue articolazioni, a cominciare dai poliziotti; la fase della giustizia, a cui deve seguire la riconciliazione. Intervista a Wahid Ferchichi.

Diciannove scompaiono

Una generazione che, nonostante sia meno numerosa, più istruita e flessibile e meno sindacalizzata, stenta a entrare nel mercato del lavoro; l’idea, sbagliata, che per fare spazio ai giovani ci si debba liberare dei vecchi; il problema del mismatch e di un’economia fondata sul basso costo del lavoro. Intervista a Bruno Contini.

La cultura del dato

Al 2007 gli operai erano cresciuti non calati; così come erano cresciute le piccole fabbriche a scapito delle grandi; la grave incomprensione a sinistra del cambiamento; la mancanza cronica di dati che affligge il nostro paese e vanifica ogni riforma; l’isolamento tragico di Marco Biagi. Intervista ad Aris Accornero.

Falso allarme?

Il problema della scelta di lanciare l’allarme in una situazione di incertezza insuperabile; l’influenza, malattia innocua a livello individuale, niente affatto statisticamente; il vaccino, rimedio necessariamente comunitario, oggi sotto attacco dei naturopati; il rischio della seconda ondata. Intervista a Fabrizio Pregliasco.

Il profilo personale

Il fallimento del passaggio dal vecchio collocamento meccanico a politiche del lavoro attive, attente alla necessaria personalizzazione dei percorsi; la mancata informatizzazione, una formazione del personale tradizionale, l’isolamento territoriale, le risorse date solo agli ammortizzatori passivi... Intervista a Concetto Maugeri.

Il calendario che non c'è

La consunzione di un calendario civico nazionale e di quello scolastico in un paese che non ha fatto i conti col passato; il giorno della memoria e la domanda decisiva, sempre elusa, su "come è potuto succedere”; il bisogno di memoria sintomo di solitudine, smarrimento; l’ideologia dell’autentico, comune a destra e sinistra. Intervista a David Bidussa.

Dillo alla Lega

In giro per le regioni rosse passate alla Lega, incontrando i vecchi ex Pci che vedono nel partito di Bossi l’ultimo di sinistra, ma anche i tanti giovani antisindacato e anticomunisti; il ruolo delle donne e l’incredibile capacità della Lega di mettere assieme giovani e vecchi in una sorta di 68 alla rovescia; intervista a Paolo Stefanini.

Partecipazione e innovazione

Il sistema adottato a Pomigliano, il Wcm, è solo un’evoluzione del toyotismo, e anche l’Ergo Uas ha più uno scopo ergonomico che di controllo; l’errore dei sindacati di non aver chiesto, in cambio di innegabili sacrifici, una maggiore partecipazione degli operai alla progettazione; i contratti "a menù”. Intervista a Luciano Pero.

No Tav o no Tir?

L’esempio di Francia e Svizzera che hanno risolto le stesse questioni in modo partecipato, efficace e soddisfacente per tutti; l’equivoco nominalistico della Tav, che non sarà alta velocità; il trasporto merci che oggi deve andare "in pianura”; una parte di ambientalismo sempre contrario a priori, comunque. Intervista a Mario Virano.

Quando l'indagato

Il disagio per un magistrato di dover indagare e accusare un appartenente alle forze dell’ordine; un codice Rocco, tuttora in vigore, che condannava la devastazione molto più aspramente delle lesioni volontarie; un lavoro fatto in solitudine, per far luce su cosa successe alla Diaz. Intervista a Francesco Cardona Albini.

A manifestare, in toga...

Quando è scoppiata la rivoluzione, in strada, a manifestare contro Ben Ali, c’erano anche giudici e avvocati; un sistema, quello della giustizia tunisina, da riformare profondamente, in tutte le sue articolazioni, a cominciare dai poliziotti; la fase della giustizia, a cui deve seguire la riconciliazione. Intervista a Wahid Ferchichi.

Milano, Reggio Calabria

I fatti di Rosarno non si spiegano senza la ’ndrangheta e alcune direttive europee dagli effetti perversi; le infiltrazioni al Nord, in particolare a Milano, dove siamo ormai alla terza generazione di ‘ndranghetisti; il rapporto con la Chiesa, le ambigue iniziative del governo e la speranza nei giovani; intervista a Enzo Ciconte.


In casi estremi

Uno scenario aperto, dagli esiti ancora incerti, da cui potrebbero emergere anche paesi totalmente riconfigurati; i dubbi sul cosiddetto modello turco che, se per l’Egitto potrebbe rappresentare un miglioramento, in Turchia è invece in discussione; le probabili ricadute sul conflitto israelo-palestinese. Intervista a Andrew Arato.
Due centesimi di dollaro

L’esperienza in Tanzania e in Vietnam e la passione per i paesi in via di sviluppo, dove tanto si impara, proprio professionalmente; le malattie parassitarie, che basterebbe così poco per debellare, e l’indegno comportamento delle aziende farmaceutiche; un ricordo dell’amico Carlo Urbani. Intervista a Antonio Montresor.

La Francia e i Rom

La decisione del governo francese di espellere dal paese famiglie Rom e Sinti provenienti da Bulgaria, Ungheria e Romania e quindi cittadini a pieno titolo dell’Ue ha suscitato, oltre che la perplessità dei giuristi, una diffusa reazione di disapprovazione, se non addirittura di sdegno, da parte di una nutrita schiera di esponenti, laici e religiosi, della società civile europea. Intervento di Giulio Cavalli.


Un pomeriggio a Jaffa

In una giornata piovosa, l’incontro casuale, in un bar di Jaffa, con "il più grande calciatore palestinese della storia di tutti i tempi”, Rifaat Tourq, oggi impegnato con i bambini del quartiere Ajami, di Tel Aviv, dove da tempo è in corso un tentativo di espulsione dei palestinesi. Di Mariangela Gasparotto.
Rosa al Cairo

Dove potremmo trovare i giusti strumenti analitici? Forse un buon punto di partenza ci proviene da Rosa Luxemburg (1871-1919). Agli inizi della mia carriera avevo tradotto e curato la pubblicazione delle sue "Lettere” e una sua breve biografia, intitolata Rosa Luxemburg: A revolutionary of Our Times. Non posso fare a meno di pensare a Rosa, in questo momento: certo sarebbe rimasta intrigata da quanto sta accadendo in Medio Oriente.


Lo specchio del Paese

Imposta nata in Francia negli anni 50 e oggi diffusa in 140 Stati, l’Iva, nel nostro paese resta un elemento di debolezza anziché di forza; i crediti Iva illegittimi e il paradosso di uno scontrino che non è affatto fiscale; il videogames dei commercialisti sugli studi di settore chiamato "Gerico”. Intervista a Roberto Convenevole.

Meglio il perito

Cosa è servito prender la laurea? A trent’anni se resti senza lavoro per la crisi vedi che cercano periti, operai specializzati, neolaureati under 29, gente che sa usare il 3D... Intervista a Giaele Placuzzi.

Il riparatore

Il ricorso al nuovo potrebbe essere solo una parentesi nella storia dell’umanità; le nostre vite, anche se non ce ne rendiamo conto, sono piene di "riuso”, a partire dalla nostra casa; invertire una cultura che stigmatizza chi ricorre all’usato, riabilitando il valore, anche economico, della manutenzione; intervista a Guido Viale.

Se un fiume si chiama dragone

La gestione del rischio significa innanzitutto fare in modo che, quando si verifica il disastro, si debbano prendere il minimo delle decisioni; il dibattito sulla prevedibilità e l’importanza di creare una "protezione civile dal basso” perché l’improvvisazione è sempre deleteria; il caso de L’Aquila; intervista a Giuseppina Melchiorre.

Se non ci fossero state le badanti

Il disorientamento di tante famiglie costrette a diventare "datori di lavoro” di una badante. L’inquietante aumento delle vertenze, ma anche le tante storie di grande dedizione. L’assurdità di enfatizzare la domiciliarità mentre si lascia tutta l’assistenza a carico delle famiglie. Intervista a Alberto Bordignon e Cristina Ghiotto.




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