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Il coltello dell'ingegnere

Un racconto autobiografico di Pino Ferraris (aprile 2010)
Io so la storia di questo strano ed ormai inutile oggetto, ma per ricostruirla e per dare un nome a colui che fu il proprietario di quel coltello rimasto nella nostra casa per quasi sessanta anni, ho dovuto ritrovare una fotografia nella quale io, ragazzo di circa dieci anni, sono ripreso tra mio padre, severo operaio trentacinquenne, e mia madre, bellissima e sorridente giovane donna di ventotto anni.
Dietro la fotografia con la bella scrittura della mamma sta scritto: Weiss. È la fotografia che verso la fine del 1943 scattò l’ingegner Weiss sul balcone della nostra casa.
Ecco, quello che ho ritrovato è il coltello dell’ingegner Weiss il quale possedeva anche una pregiata macchina fotografica di produzione tedesca di cui era molto fiero. Questo nostro amico quando riusciva a trovare un rullino ci regalava sempre alcune belle e, in quei tempi, preziose fotografie.



Sondaggi deliberativi e democrazia

I forum deliberativi per sondare il parere dei cittadini si stanno diffondendo ovunque. Ma in che modo sono rappresentativi? E non rischiano di essere organizzati solo per legittimare scelte già prese? La funzione del sorteggio. La crisi della politica è grave, i forum possono ristabilire un canale di comunicazione fra alto e basso? La figura, delicata, del facilitatore. C’è il rischio di un dispotismo illuminato, in nome di una presunta razionalità e competenza che può risolvere i problemi... Una discussione fra Luigi Bobbio, Pino Ferraris e Nadia Urbinati.
in memoria
Pino Ferraris

Pino Ferraris è morto. Era un carissimo amico e, per noi, anche un maestro. Un giorno di tanti fa ci aveva chiamato per dirci che apprezzava il nostro interesse per l'altra tradizione del movimento operaio. Da allora ci ha insegnato tante cose...

La politica come arte di creare mondi. Ecco cosa ci lascia Pino Ferraris
Di Alessandro Coppola.
Pino era un intellettuale e un attivista della sinistra, credo sia questa la definizione migliore si possa dare di lui. Pino non era un militante, non un quadro, ma neanche un accademico: anche per questo della sua morte si sono accorti in pochi. Pino non aveva una posizione, ma una strada da seguire: pensava che l’esercizio pieno della libertà di associarsi, di cooperare e di creare fosse la radice fondamentale di una vita degna. (...)

Addio Pino

Venerdì 3 febbraio, il giorno della neve, a Roma, a poco più di 78 anni, è morto di infarto Pino Ferraris. Un ricordo di Francesco Ciafaloni
Pino è stato prima un militante e dirigente politico socialista, passato ai socialisti unitari, cioè allo Psiup, dopo la scissione, poi ricercatore all’ufficio studi della Cgil a Roma, poi, dopo essersi laureato da adulto, professore a Camerino, storico del movimento operaio e collaboratore del Centro Basso.
Non è stato mai un uomo di partito, nel senso di uno in carriera. Se lo è stato a Roma, nelle varie incarnazioni della sinistra socialista dopo il fallimento elettorale dello Psiup, io, da Torino, non me ne sono accorto.

Non potevo non accorgermi invece della capacità di iniziativa culturale, sindacale e politica del gruppo di delegati che a Pino Ferraris facevano riferimento, del rapporto con i "Quaderni rossi”, della vivacità del piccolo gruppo di militanti biellesi che avevano cominciato, nei primissimi anni 60, parecchio prima del mio approdo a Torino nel ‘66, a far fronte ai mutamenti dei filati e delle macchine, e quindi del lavoro, nell’industria tessile, organizzando un giornale di fabbrica fatto con gli operai e non per gli operai (...).

Quella sua ultima invocazione
ai giovani

Di formazione mazziniana e risorgimentale, socialista, proudhoniano, grande eclettico, Osvaldo Gnocchi-Viani, fondatore delle Camere del Lavoro, dell’Umanitaria e dell’università popolare, osteggiò con forza la scelta marxista "tedesca” di Turati, che riduceva il sindacato e l’associazionismo popolare a cinghie di trasmissione di un partito votato al socialismo di stato e a un mutualismo paternalistico statalizzato. La sconcertante attualità delle sue idee sul far da sé solidaristico da opporre a quello individualistico liberale. Intervista a Pino Ferraris.

Quel far da sé solidale

Un ritorno del mutualismo, che non è solo una risposta alla crisi del welfare, ma ha anche una valenza politica nel trasformare i "destinatari” di servizi in soggetti attivi e competenti; un terzo settore che non ha più nulla a che fare con il volontariato; la lezione di Osvaldo Gnocchi Viani. Un intervento di Pino Ferraris.

La palazzina del comando

Il rischio che la crisi gravissima della Fiat, che ha radici lontane, trascini con sé la componentistica e i centri di ricerca, veri comparti d’eccellenza dell’industria automobilistica torinese. L’idea sbagliata che Torino, che sta conoscendo una vera rinascita urbanistica, possa fare a meno di un cuore industriale. Le differenze con l’altra crisi, quella degli anni ‘80. L’emblema del Lingotto. Intervista a Pino Ferraris.

Le due libertà
Per l’anarchico Malatesta libertà e autorità sono incompatibili, per il socialista Turati libertà e autorità, al fondo, si identificano. Per Merlino la libertà non può non fare i conti con la rappresentanza democratica, ma nello stesso tempo non c’è democrazia senza libertà e autonomia dei singoli e dei gruppi. L’attualità di un dibattito sulle due libertà nella crisi del fordismo. Intervento di Pino Ferraris.

Critica della fatalità
Lo storicismo conservatore e la fede progressista in un avvenire radioso accomunate da una visione restrittiva della libertà e dell’agire umano. Quella settimana fatale del 14. La sinistra non può ridursi a tecnologia dell’amministrazione economica e istituzionale. La lunga ossessione statalista e la prospettiva di un pluralismo confederale. Un intervento di Pino Ferraris.



Cittadinanza e mutualismo
Questo articolo è stato preparato per essere discusso durante un dibattito sulle buone pratiche di cittadinanza, organizzato dai Democratici di Sinistra, tenutosi nel settembre del 2005 ad Alessandria. Un intervento di Pino Ferraris.

Cittadinanza e welfare
Dalla società dei "due terzi”, in cui si trattava di occuparsi di una vasta marginalità, stiamo passando alla società dei "quattro quinti”, dove a una minoranza collocata in alto fa seguito una maggioranza che non ha più sicurezze. L’incapacità di un welfare statalista e centralista di rispondere alle esigenze. Di Pino Ferraris.

Stati di tortura
Un articolo di Pino Ferrais (aprile 2004)
"La battaglia di Algeri” di Gillo Pontecorvo è ritornato un film di grande attualità.
Viene proiettato nelle scuole militari americane per insegnare le tecniche e le dinamiche della guerra anti-terroristica urbana. Quella di Algeria era una guerra coloniale, quella in Iraq non è una guerra di liberazione? Ciò che conduce l’una all’altra e che svela senza pietà il volto vero della guerra di Bush è lo scandalo della tortura. Che cosa unisce e che cosa distingue lo "stato di tortura” (Vidal-Naquet,1963) della Francia democratica nella seconda metà degli anni Cinquanta e lo "stato di tortura” odierno nella democrazia americana della "guerra infinita”? Lo scandalo allora fu enorme. La Francia della proclamazione dei diritti dell’uomo, la Francia che ancora aveva caldo il ricordo della sua gente che urlava di dolore sotto le sevizie della Gestapo strappava urla ad altri uomini nelle camere di tortura.



archivio
In ricordo di Adelaide

La scelta, e la grande passione, per l’impegno civile e politico, un rapporto con le figlie mai venuto meno, il femminismo e la militanza radicale, una casa a Roma piena di gente, la caparbietà nelle battaglie, le delusioni, l’implacabile malattia. Alberta Rocca ricorda la madre Adelaide Aglietta.

In ricordo di Alex Langer

Il 4 luglio scorso, a Bolzano, è stato assegnato a Khalida Messaoudi il premio Alexander Langer. Riportiamo l’intervento di Lisa Foa e quello di Khalida Messaoudi.

Ricordiamo Anna Segre


Ricordiamo Lisa Foa


Ricordiamo Koestler e gli altri

La vicenda di Arthur Koestler, e di tanti come lui, che dopo aver aderito al comunismo, ne rimasero talmente inorriditi che, pur nel periodo più duro della lotta antinazista, non cedettero al "ricatto antifascista” e lottarono anche contro l’altro totalitarismo. Il Congresso per la libertà della cultura e i soldi della Cia. La tragica debolezza dell’anticomunismo di sinistra. Intervista a Marcello Flores.

Ricordiamo Pierre Vidal-Naquet

Pierre Vidal-Naquet, grande storico dell’antichità e strenuo difensore dei diritti umani, è morto a Fayence nella notte tra il 28 e il 29 luglio 2006. Nello scorso numero di Una Città è stata pubblicata l’intervista che ci aveva rilasciato alcuni mesi fa. La notizia della sua morte è arrivata quando il numero era già stampato. A giugno, poco prima che partisse per Fayence gli avevamo chiesto se ci faceva la prefazione a un volume che stiamo preparando sul 1948 in Israele, con saggi di Anita Shapira e Ephraim Kleiman. Con nostro grande piacere aveva accettato. Sapevamo che le sue condizioni di salute erano precarie. La sua prefazione ci è giunta in redazione a pochi giorni dall’aggravamento delle sue condizioni di salute. I funerali si sono tenuti il 2 agosto al cimitero La Gardi, a Fayence.


Ricordiamo Jacek Kuron

L’esperienza straordinaria dei Walterowcy, specie di scout rossi, dove i "suoi” bambini impararono a "dissentire”. Una vita trascorsa in jeans, senza patente, né soldi in tasca. Il carcere, gli affetti e quella casa dalla porta sempre aperta dove tutto avveniva. Gli ultimi anni, segnati dalla malattia ma anche da una nuova lotta, quella per l’Ucraina democratica. Intervista a Nelly Norton.

Ricordiamo Nelly Norton

A due mesi dalla scomparsa, ricordiamo Nelly, amica e collaboratrice di Una Città. Poco prima di morire ci aveva rilasciato l’intervista su Jacek Kuron, le cui bozze corresse in ospedale. Tempo prima aveva rilasciato l’intervista ("Lo Chopin partiva”, Una Città n.102, marzo 2002) sulla madre raccontando, tra l’altro, di quando vennero via dalla Polonia, in seguito all’utima ondata antisemita del regime comunista nel 1968. Pubblichiamo il ricordo di una sua cara amica di Varsavia scritto per il giornale polacco Gazeta Wyborcza e tradotto da Lucyna Gebert.

Addio, Michele Ranchetti

Intervento di Francesco Ciafaloni

Addio, Dan

intervento di Sami Adwan

Addio Vittorio!

Vittorio Foa è morto il 20 ottobre 2008 all’età di 98 anni. La cerimonia funebre si è tenuta il 23 ottobre alla sede nazionale della Cgil. Pubblichiamo alcuni degli interventi, quello della figlia Anna Foa e quello degli amici Pietro Marcenaro e Walter Veltroni. Per ricordare il suo insegnamento pubblichiamo anche stralci delle interviste che, negli anni, Vittorio Foa ha concesso a Una Città.

Ricordiamo Fiamma

A ricordo di Fiamma Bianchi Bandinelli (Livorno, 10 maggio 1937 - Siena, 17 marzo 2009) pubblichiamo gli interventi di Donato Cioli, Francesco Ciafaloni, Paola Canarutto.

Addio Padre Camillo

Ricordiamo Padre Camillo de Piaz, scomparso il 31 gennaio, con le parole del suo confratello Antonio Santini, e dell’amico Stefano Majnoni, e ripubblicando brani dalle interviste che ci concesse nel 1995 e nel 2004. Ha onorato Una città della sua collaborazione e ci ha aiutato con i suoi consigli. Ci mancherà molto.

Addio Lissi

Lissi Pressl Lewin, presidente onoraria della Fondazione Alfred Lewin, è morta il 27 settembre a Berlino. Fuggita da Berlino in seguito alle leggi razziali nel ‘36 con la madre e il fratello, mandata in salvo a Londra dalla madre e dal fratello in seguito a quelle italiane del ‘38, solo nel 2000 conobbe con certezza la sorte toccata ai suoi familiari, fucilati nel ‘44 alla vigilia dello spostamento del fronte, e poté visitare la loro tomba. La ricordiamo ripubblicando l’intervista raccolta nel 2000.

Addio Carla


Ricordiamo
Federico Codignola




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