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i vent'anni di "Una città"

Vent'anni e 2000 interviste
Il ventennale di Una città a Forlì
Giovedì 20 ottobre, ore 20.30
presentazione di Una città al salone comunale di Forlì, con la partecipazione di Gad
Lerner e del sindaco di Forlì, Roberto Balzani.

Venerdì 21, ore 18

presentazione del libro di Ilaria Maria Sala, "Lettere dalla Cina" (edizioni Una città).
Sala Randi, via delle Torri, 13, Forlì.

Sabato 22, ore 18
presentazione del volume che raccoglie gli scritti di Gino Bianco (edizioni Una città) con la partecipazione di Goffredo Fofi.
Sala Randi, via delle Torri, 13, Forlì

ore 21.30
musica e letture tratte dalle interviste di Una città con Roberto Bartoli (contrabbasso), Daniele Santimone (chitarra), Angela Pezzi (letture) e Paola Sabbatani (voce).
Fabbrica delle Candele, piazzetta Corbizzi, 30, Forlì.


Vent'anni di Una città:
gli audio degli interventi


Qui l'audio della serata del 20 ottobre a Forl' con gli interventi di Rosanna Ambrogetti (rivista Una città), Roberto Balzani, sindaco di Forlì, Gad Lerner, giornalista e Gianni Saporetti, direttore di Una città.



Qui il file audio della presentazione del libro "Lettere dalla Cina" con Ilaria Maria Sala e Barbara Bertoncin di Una città venerdì 21 ottobre a Forlì.



Qui il file audio della presentazione del libro "Socialismo libertario" che raccoglie saggi di Gino Bianco con Goffredo Fofi e Franco Melandri di Una città, sabato 22 ottobre a Forlì.











Concerto e parole
I vent'anni di Una città in musica: concerto con letture tratte da interviste di Una città, con Paola Sabbatani, Angela Pezzi, Roberto Bartoli e Daniele Santimone. Sabato 22 ottobre, Fabbrica delle Candele, Forlì.







Vent'anni e 2000 interviste
Intervista a Gad Lerner e Gianni Saporetti
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archivio
Lettere dalla Cina
di Ilaria Maria Sala



"Sono, queste di Ilaria Maria Sala alla redazione di "Una città”, delle vere lettere ad amici, in cui racconta e si racconta. Racconta le sue giornate e le sue esperienze in un tono molto familiare. Ma le sue pagine ci fanno scorgere una Cina vera, con la sua gente (gli Han, ma anche gli Uiguri e i Tibetani e gli altri), e il continuo muoversi velocemente di uomini e donne in città sempre più grandi. Forse quella che cresce di meno fra tutte è proprio Hong Kong, il cui espandersi è limitato da confini fisici, geografici. Città più tranquilla, e ancora oggi più libera: per questo, probabilmente, Ilaria ha scelto di viverci. (...) Sono, queste di Ilaria Maria Sala alla redazione di "Una città”, delle vere lettere ad amici, in cui racconta e si racconta. Racconta le sue giornate e le sue esperienze in un tono molto familiare. Ma le sue pagine ci fanno scorgere una Cina vera, con la sua gente (gli Han, ma anche gli Uiguri e i Tibetani e gli altri), e il continuo muoversi velocemente di uomini e donne in città sempre più grandi. Forse quella che cresce di meno fra tutte è proprio Hong Kong, il cui espandersi è limitato da confini fisici, geografici. Città più tranquilla, e ancora oggi più libera: per questo, probabilmente, Ilaria ha scelto di viverci".

(Dall'introduzione di Gianni Sofri)
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>Socialismo Libertario
scritti di Gino Bianco



"Ho incontrato Gino Bianco per la prima volta a Londra all’inizio del 1968, poco dopo essermi unito all’Internazionale Socialista come curatore editoriale del loro periodico. Uno dei miei compiti era l’organizzazione delle conferenze stampa; alla mia prima volta, seduto in prima fila, c’era un uomo piccolo e dall’aspetto fiero, che si era presentato come corrispondente londinese per l’Avanti!, il giornale dei Socialisti Italiani. Non so più su cosa fosse la conferenza stampa, ma ricordo di essere rimasto affascinato dal forte accento italiano di Gino. Non l’avrebbe mai perso, anche dopo aver cominciato a padroneggiare la lingua. Poco dopo quel primo incontro, Gino e io uscimmo a pranzo assieme, per parlare della situazione politica italiana. Ne nacque una forte amicizia, durata fino alla sua triste dipartita, nel 2005. (...) Come discepolo di Caffi e Chiaromonte, Gino aveva poco tempo per le manovre e le pugnalate alle spalle tipiche della politica di partito italiana dei tardi anni Sessanta, e specialmente delle infinite manovre della sinistra non comunista. Da Londra, guardava divertito ai tentativi fallimentari dei Socialisti di Nenni e dei Socialdemocratici di Saragat di mettere insieme un partito unitario, dilettandosi a spiegarmi perché la presunta fusione sarebbe poi finita in un’astiosa separazione, a metà del 1969. (…)Sono anch’io riconoscente a Chiaromonte, perché fu lui a consigliare a Gino di andare a Londra nel 1966: se non fosse stato per quel coraggioso trasferimento in un nuovo Paese, probabilmente non avrei mai incontrato quest’italiano capace, generoso, anticonformista, che sarebbe poi diventato un amico prezioso”.

(Dall'introduzione di Alan J. Day)


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