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in memoria
Alexander Langer

Il saltatore di muri
Intervento di Adriano Sofri in memoria di Alexander Langer.
In memoria di Alexander Langer.

...Se avessi di fronte a me un uditorio di ragazze e ragazzi, non esiterei a mostrar loro com’è stata bella, com’è stata invidiabilmente ricca di viaggi e di incontri e di conoscenze e imprese, di lingue parlate e ascoltate, di amore, la vita di Alexander. Che stampino pure il suo viso serio e gentile sulle loro magliette. Che vadano incontro agli altri col suo passo leggero, e voglia il cielo che non perdano la speranza.
Adriano Sofri
Firenze 11 luglio 1995.

(Questo testo è stato letto alla cerimonia di commemorazione al Parlamento Europeo, a Strasburgo).


Ti voglio ricordare come uomo leggero
Intervento di Peter Kammerer.
Carissima Valeria, cari familiari e amici di Alex, carissimo Alex lieber, lieber Alexander. Non vogliamo, non possiamo smettere di dialogare con te, parlarti, sentirti. Edi stamattina come prima cosa mi diceva: "Poteva rinascere in tanti modi se voleva”. Tu hai voluto rinascere così, con una morte disperata in un luogo ameno. I luoghi contano per te e conteranno per noi nella nostra ricerca, anch’essa disperata, di ascoltarti, di far sì che la tua voce non si allontani...
Ciao Alex, ciao.
Peter Kammerer

(Saluto portato alla Badia Fiesolana).


Sarajevo, l'Europa, il pianeta
Rileggiamo cosa scriveva Alex Langer sulla guerra in Bosnia e sulla riconversione ambientale.
L’Europa muore o rinasce a Sarajevo
Siamo andati a Cannes, dunque, a manifestare davanti ai Capi di Stato e di governo, per la Bosnia-Herzegovina. "Basta con la neutralità tra aggrediti ed aggressori, apriamo le porte dell’Unione europea alla Bosnia, bisogna arrivare ad un punto di svolta!”. Non eravamo tantissimi -qualche migliaio appena- e dall’Italia prevalevano i pannelliani. Il grosso dei militanti della solidarietà per l’ex-Jugoslavia non avevano saputo e forse neanche voluto.

Colloqui di Dobbiaco,
Agosto 1994





Le estreme dimissioni
La cura nel sedimentare il grande indirizzario. Emblematica di quella dei rapporti politici con le persone. Il rifiuto del partito in nome dell’autonomia e responsabilità individuali. La crisi dal ’92 e il proposito delle dimissioni. L’angoscia, la disunione interiore, la fatica divenuta insostenibile, il senso del dovere verso la Bosnia. Una morte che, forse, per tanti, potrà trasformarsi anche in un dono. Intervista a Edi Rabini.

Gli incontri che la vita dona
Testo autobiografico di Alexander Langer.
Quello che segue è un testo autobiografico che Alex scrisse nel 1986 per la rubrica Minima personalia della rivista Belfagor.

«Perché papà non va mai in chiesa?».
Crescendo a Sterzing (950 m, 4000 abitanti), in una famiglia democratica e borghese, che a casa parla in lingua (tedesca) invece che in dialetto tirolese e nella quale si respira un clima molto rispettoso e tollerante, mi inquieta molto il fatto che mio padre non vada mai in chiesa...



Profezia e politica
Profilo e figura di Alex Langer. Intervento di Massimo Cacciari.

C’è una domanda drammatica che corre lungo tutti gli scritti e la vita di Alexander Langer: non è che stiamo distruggendo tutte le nostre possibilità di convivenza?



Le parole del commiato
Alexander Langer dieci anni dopo. Di Marco Boato
Il testo che segue è l’introduzione del volume Le parole del commiato. Alexander Langer dieci anni dopo, edizioni Verdi del Trentino, luglio 2005, a cura di Marco Boato.

Alexander Langer si è dato volontariamente la morte il 3 luglio 1995 a Firenze, al Pian de’ Giullari, impiccandosi ad un albicocco...



diario dall’Europa
intervento di Alexander Langer




Brevetto universale
Genetica e biotecnologie stanno aprendo le porte alla brevettazione di piante, animali e uomini. La possibile fine di quell’anarchia che fino ad oggi, con selezioni naturali e anche interventi umani, ha governato la trasmissione della vita. La fine della bio-diversità e il rischio eugenetico in nome della lotta alle malattie. Intervista a Alexander Langer.





In passato ho forse imparato di più dai libri. Nei tempi più recenti mi sembra di imparare di più dagli incontri (ma forse era così anche prima e il ricordo mi inganna).Tra le maggiori fortune che mi sono state date in sorte, considero i rapporti con le tante e diverse persone che ho potuto incontrare e conoscere. In gran parte si tratta di incontri che non mi sono stati regalati in virtù di qualche posizione o ruolo (essere figlio di... frequentare la casa di... ricoprire la carica di...) ma conquistati e costruiti, per così dire, in proprio. Cosí mi è concesso, fino ad oggi, di conoscere persone di indole, posizione e cultura assai differente, e di stabilire scambi e amicizie su tanti piani e in tante direzioni. E se può essere emozionante conoscere da vicino Kreisky o Pertini o Gheddafi o Ingrao o Sofri o Illich, non è certo meno gratificante e fonte di arricchimento interiore coltivare amicizie e scambiarsi idee e affetto con chi non scriverà mai sui giornali né vi troverà mai stampato il suo nome.Posso dire che rifuggendo drasticamente dai salotti e dalle persone che mi cercano in funzione di qualche mio ruolo, vivo come una delle mie maggiori ricchezze gli incontri -già familiari o nuovi che siano- che la vita mi dona.Vorrei continuare ad apprezzare gli altri ed esserne apprezzato senza secondi fini. Forse anche per questo converrà tenersi lontani da ogni esercizio di potere.
(da "Minima personalia" scritto nel 1986 per la rivista Belfagor)




"I pesi mi sono divenuti davvero insostenibili, non ce la faccio più. Vi prego di perdonarmi tutti anche per questa mia dipartita. Un grazie a coloro che mi hanno aiutato ad andare avanti. Non rimane da parte mia alcuna amarezza nei confronti di coloro che hanno aggravato i miei problemi. "Venite a me, voi che siete stanchi ed oberati". Anche nell’accettare questo invito mi manca la forza. Così me ne vado più disperato che mai. Non siate tristi, continuate in ciò che era giusto".
(Il biglietto d’addio di Alex. Pian dei Giullari 3 luglio ’95)






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