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in memoria
Adelaide Aglietta

Lei ci diceva che aveva bisogno della libertà, che aveva bisogno di fare altre cose nella vita, che sentiva di dover coltivare questa passione e che comunque in nessun caso questo l’avrebbe portata via da noi, che poi è vero perché è sempre venuta a trovarci tutti i weekend, anche quando era a Roma, anche quando era segretario del partito quindi con tante cose in più da fare. Sicuramente ha sempre avuto il complesso di non essere stata una buona madre, di non esserci stata quando doveva, di non averci dedicato abbastanza tempo e attenzioni. Per noi però non era così, avere una madre migliore sarebbe stato difficile... Intervista ad Alberta Rocca

Il ricordo
di Marco Boato


Nelle note biografiche comparse su alcuni quotidiani – intrise di ammirazione e rispetto, ed anche di nostalgia – sembra quasi riflettersi una sorta di autobiografia collettiva che abbraccia intere generazioni di donne italiane. "La storia di Adelaide Aglietta – ha scritto su La Stampa Maria Laura Rodotà – più che italiana o torinese, sembra una storia americana; di quelle del periodo d’oro del femminismo, di quelle che improvvisamente diventano ‘una donna tutta sola’, che, come si diceva allora, ‘prendevano coscienza e si reinventavano una nuova vita’". Questa nuova vita Adelaide non la reinventò solo per se stessa...




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