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In ricordo di Alex Langer
Il 4 luglio scorso, a Bolzano, è stato assegnato a Khalida Messaoudi il premio Alexander Langer. Riportiamo l’intervento di Lisa Foa e quello di Khalida Messaoudi.
in memoria
Su Alexander Langer

Sul suicidio e la Bosnia
Una discussione a seguito della pubblicazione del testo "Fare ancora" in ricordo di Alex Langer. Interventi di Gianni Saporetti e Edi Rabini.
"Ciò che era giusto"Intervento di Gianni Saporetti
In un libro su Alex Langer, "Fare ancora", fra le tante testimonianze, anche molto belle, ne appare una dello scrittore Erri De Luca, che senza professarsi pacifista, dice che per la Bosnia si era trovato sulle stesse posizioni "non interventiste” di Alex. Continua.

A proposito di Langer e la Bosnia
Intervento di Edi RabiniHo sempre cercato di evitare che si crei l’equivoco della presenza di un improbabile "interprete autentico” del pensiero molteplice di Alexander Langer. Ma interloquisco volentieri a titolo evidentemente personale. Continua.

Alcuni scritti e interviste di Alex Langer
Brevetto univesale
Genetica e biotecnologie stanno aprendo le porte alla brevettazione di piante, animali e uomini. La possibile fine di quell’anarchia che fino ad oggi, con selezioni naturali e anche interventi umani, ha governato la trasmissione della vita. Intervista a Alexander Langer.

Un sionismo zingaro?

Intervista a Alex Langer sulla questione rom in Europa.

L’Europa dei tanti svejk

Intervista ad Alexander Langer, dicembre 1992

Sarajevo, l'Europa e il pianeta

Rileggiamo cosa scriveva Alex Langer sulla guerra in Bosnia e sulla riconversione ambientale. (aprile 2005)

Diario europeo

Intervento di Langer (giugno 1995)

Intervento di Langer (maggio 1995)

Corpi di Pace

Quali sono i compiti di un corpo civile di pace, chi ne deve far parte, come lo si addestra, come lo si finanzia, quali i rapporti con i militari e con la violenza: un intervento, in parte inedito, di Alexander Langer.
Pubblichiamo un testo, in parte inedito, di Alexander Langer: "Per la creazione di un corpo civile di pace dell’Onu e dell’Unione Europea. Alcune idee, forse anche poco realistiche”. Il testo originale è stato conservato da Arno Truger. In corsivo le aggiunte rispetto alla versione pubblicata da Azione nonviolenta nell’ottobre 1995.

Il peacekeeping delle Nazioni Unite ed il suo efficiente funzionamento sono oggi le sfide più importanti per le forze armate e per gli addetti alla politica estera dentro o fuori dell’Europa. Nello stesso tempo il ruolo potenziale dei civili nel prevenire o nel gestire i conflitti è tuttora grandemente sottostimato.

Ciò dovrebbe essere superato. I governi e le istituzioni internazionali inviano i loro osservatori e diplomatici nelle aree di conflitto e le Ong umanitarie e pacifiste cercano, spesso in circostanze assai difficili, di (ri)stabilire il dialogo, la coesistenza e la fiducia in e tra comunità divise e violente.


Una volta cessati i combattimenti, esse cercano di essere d’aiuto nella ricostruzione dei valori umani e materiali controllando le disposizioni prese e le iniziative di riconciliazione.

Negli anni recenti è stata accumulata una grande esperienza fatta sul campo ed è stata fatta molta ricerca, spesso nonostante la mancanza di una qualsiasi risorsa finanziaria sufficiente. Il rapporto "Bourlange/Martin”, adottato dal Parlamento Europeo il 17 maggio 1995 nella sua sessione plenaria a Strasburgo, ha riconosciuto questo ruolo nella società civile affermando che "un primo passo verso un contributo nella prevenzione del conflitto potrebbe essere la creazione di un Corpo civile di pace europeo (che includa obiettori di coscienza) con il compito di addestrare osservatori, mediatori e specialisti nella risoluzione dei conflitti.

Questo fatto ha un grande significato in quanto il Parlamento Europeo riconosce per la prima volta che questi corpi di pace possono essere di un’importanza fondamentale come strumento credibile per contrastare la militarizzazione ed i conflitti. Questo rapporto possiede inoltre un valore aggiunto perché rappresenta la posizione ufficiale del Parlamento Europeo nella Conferenza Intergovernativa per la revisione del trattato di Maasctricht nell’anno 1996. Qui.



Ti voglio ricordare come un uomo leggero
Intervento di Peter Kammerer.Carissima Valeria, cari familiari e amici di Alex, carissimo Alex lieber, lieber Alexander. Non vogliamo, non possiamo smettere di dialogare con te, parlarti, sentirti. Edi stamattina come prima cosa mi diceva: "Poteva rinascere in tanti modi se voleva”. Tu hai voluto rinascere così, con una morte disperata in un luogo ameno. I luoghi contano per te e conteranno per noi nella nostra ricerca, anch’essa disperata, di ascoltarti, di far sì che la tua voce non si allontani. In un piccolo saggio autobiografico di nemmeno dieci anni fa intitolato Minima Personalia, avevi descritto la tua vita come un accumularsi di tante diversità.
E’ straordinario come in te queste diversità non siano mai diventate segno di distinzione e mai segno settario di riconoscimento, ma solo ricchezza multiforme. Il tuo modo di essere sudtirolese, il tuo muoverti urbano tra le alte montagne, le tue radici e le tue infinite curiosità, il tuo vivere in due grandi culture, la tua onestà e capacità di riconoscere e di cogliere le spinte ideali di fedi e movimenti i più vari, tutto questo ha fatto di te il diverso più naturale che io abbia mai incontrato.
Nel tuo saggio parli dei tuoi luoghi: Sterzing-Vipiteno-Bozen-Bolzano, il treno dei Fahrschuler tra le due città, e poi, oramai universitario, l’esperienza di Firenze della quale dici: "Non me ne pentirò mai”. Altri luoghi si aggiungono in Germania e in Austria, farai l’insegnante a Roma e sarai di nuovo in Sudtirolo prima di entrare nella politica europea.

Il saltatore di muri
Intervento di Adriano Sofri in memoria di Alexander Langer.Di tutti i viaggi comuni il più bizzarro fu un viaggio in Libia, quindici anni fa, cui partecipò anche un gruppo di pacifisti europei e di Verdi del nord Europa. Alex mi aveva invitato, oltre tutto, perché ne scrivessi al ritorno: una specie di misura cautelare. Conobbi allora, di alcuni di quei Verdi settentrionali, la sensibilità al conflitto Nord-Sud (che in Alex sarebbe stata sempre vivissima), e anche una tentazione ingenua di trovare pregi antimperialisti in regimi nazionalistici, dispotici e antisemiti.
Ne conobbi il metodico attaccamento alla consultazione e alla decisione democratica, e anche una riluttanza all’ironia e una specie di Mania del Regolamento. Incontrammo Gheddafi. Spiegò seraficamente che il suo libretto verde era un’anticipazione del verde ecologista.
Uno scarafaggio camminò verso di lui, dalla sabbia sul tappeto nella tenda in cui ci riceveva, finché con un movimento improvviso il colonnello lo afferrò tra le dita di un piede, e lo ributtò nella sabbia.
Fu il solo punto ecologico di un incontro allarmante, sebbene ad alcuni dei nostri compagni di viaggio non sembrasse immediatamente così. Ero un po’ sconcertato, benché sapessi che la Mania del Regolamento è anche la chiave della grandezza di don Chisciotte.
Alexander stava scrupolosamente alle regole, pur di informare e persuadere i suoi compagni di ciò che gli sembrava giusto; e a me spiegava altrettanto pazientemente quegli usi di discussione infinita, come si insegnano a un principiante i rudimenti di una lingua straniera. Ha fatto sempre così, con la sua intelligenza di minoranza.

(Questo testo è stato letto alla cerimonia di commemorazione al Parlamento Europeo, a Strasburgo).

Per noi e per loro
Perché, a differenza del Golfo, della Jugoslavia non si discute? Il paragone con la Spagna del ’36. Oltre alla solidarietà concreta, perché non si interviene per fermare il massacro? Perché sono mussulmani? A Sarajevo si gioca anche il nostro futuro? Parlano Daniel Cohn-Bendit, Alex Langer, Adriano Sofri.
Il 26 marzo si è tenuto a Firenze un dibattito sulla situazione in Europa, a partire dal problema dell’immigrazione e xenofobia. Si è discusso molto della situazione nella ex Jugoslavia, del perché ci riguarda così da vicino e del perché, inceve, l’Europa assiste passsivamente a tanta tragedia. Partecipavano fra gli altri, Daniel Cohn-Bendit, uno dei leader del Maggio Francese oggi assessore alle politiche multiculturali di Francoforte, Alex Langer, europarlamentare verde e Adriano Sofri. Riportiamo stralci dei loro interventi.


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