Logo Una Città
i nostri libri
Vai al catalogo completo dei libri
chi siamo
in cosa crediamo


Crediamo che saper ascoltare sia un’ottima cosa, sia per chi voglia governare il paese più importante del mondo sia per un giovane che voglia far qualcosa di buono nel quartiere più sperduto del globo. Che saper domandare, sia il modo giusto per affrontare i problemi, perché chiama tanti alla cooperazione nel cercar risposte.

Che il dialogo, il confronto, il tavolo attorno cui star seduti a discutere vengano prima del conflitto, che non sempre è inevitabile. Pensiamo che il pluralismo sia un valore assoluto ma anche una cosa molto utile, così come l’idea, il pregiudizio quasi, che negli altri ci siano sempre delle ragioni da stare a sentire, da indagare.

Crediamo all’attualità dei grandi ideali di un tempo lontano, gli ideali del socialismo umanitario: democrazia e libertà, giustizia sociale, cooperazione e mutualità, comunalismo e federalismo, europeismo e cosmopolitismo. Pensiamo che lo stato e la sua burocrazia siano un male necessario, ma pur sempre un male, da circoscrivere, limitare, ridurre al minimo.

Crediamo che l’intreccio fra tutela della pace, difesa dei diritti umani, promozione della democrazia e affermazione del principio del pronto soccorso (in difesa di minoranze minacciate) debba essere inscindibile. Inevitabile, quindi, anche la ripulsa di ogni imperialismo che, in nome casomai della democrazia, pratichi una politica di potenza nel disprezzo dei diritti umani.

Pensiamo valga la pena impegnarsi in una battaglia delle idee affinché la sinistra, anche riandando alla sua tradizione più antica, ritrovi la sua "ragione sociale” nella fiducia nelle persone, nella loro libertà e capacità di autonomia e nel loro bisogno vitale di associarsi, di cooperare.

Ci sembra importante provare a raccontare, a giovani ansiosi di cambiamento, come si possa essere radicali senza essere antagonisti, come si possa costruire un mondo migliore senza dover prima distruggere.


archivio
Editoriali

-il primo editoriale (1991)

-Perché parliamo tanto
di ebrei
(1992)

-sulla Bosnia (1993)

-l'editoriale quando due amici morirono: Alexander Langer e Grazia Cherchi (1995)

-la polemica sulla laurea Honoris causa a Khalida Messaoudi (1998)

L'editoriale di don Sergio Sala sull'Algeria (1997)

-L'editoriale, assai controverso e criticato da tanti amici, più per il tono che per il contenuto, sul Kossovo (1999)

-L'editoriale sui due martiri e sulle due Torri (2001)

-L'editoriale sull'Irak: un nuovo internazionalismo (2004)


Lettere
agli amici

5 ottobre 2000
2 dicembre 2000
3 ottobre 2001
4 dicembre 2001
5 giugno 2002
6 settembre 2002
7 dicembre 2002
12 settembre 2003
9 ottobre 2003
10 marzo 2004
20 febbraio 2005
12 marzo 2005
14 marzo 2005
25 marzo 2005
26 marzo 2005
30 marzo 2005
5 maggio 2005
30 maggio 2005
17 giugno 2005
20 giugno 2005
30 giugno 2005
10 settembre 2005
11 settembre 2005
20 settembre 2005
30 settembre 2005
20 gennaio 2006
10 febbraio 2006
15 febbraio 2006
16 febbraio 2006
17 febbraio 2006
21 febbraio 2006
23 febbraio 2006
24 febbraio 2006
25 febbraio 2006
3 marzo 2006
13 marzo 2006
20 marzo 2006
1 aprile 2006
3 marzo 2007
5 marzo 2007
6 marzo 2007
21 marzo 2007
16 aprile 2007
2 maggio 2007
3 maggio 2007
4 giugno 2007
5 giugno 2007
14 giugno 2007
23 luglio 2007
20 settembre 2007
21 settembre 2007
28 settembre 2007
12 febbraio 2008
23 marzo 2008
31 marzo 2008
13 ottobre 2008
16 ottobre 2008
24 ottobre 2008
25 ottobre 2008
9 ottobre 2009
7 novembre 2009
18 novembre 2009
22 aprile 2010



chiudi