Logo Una Città
i nostri libri
Vai al catalogo completo dei libri

Il bene dell'acqua

Il rischio che gestione pubblica resti sinonimo di gestione partitica; l adesione per i tanti temi trascurati dal referendum, in primis quello della rinnovabilità; l'errore di considerare l'acqua a partire dai sui usi, senza vederne il ciclo; il ruolo cruciale delle sponde dei fiumi e delle popolazioni acquatiche. Intervista a Giovanni Damiani.

La città che muore

Il parcheggio, anche a rotazione, che si sta costruendo in piazza S. Ambrogio, esempio di ciò che non si deve fare; la necessità, assoluta ormai, di tenere ai margini della città le 700.000 auto che entrano ogni giorno a Milano; il treno che si interra e diventa metro. Intervista a Jacopo Gardella e Gerolamo Pigni Maccia.

Multilateralismo meno X

Di fronte alla crisi del sistema energetico del fossile, dovuta a una crescente domanda mondiale e all’esaurimento dei giacimenti, la scelta del rinnovabile, la cui catena di produzione, fra l’altro, è molto meno vulnerabile, quindi più pacifica, è all’ordine del giorno. La necessità di un multilateralismo che proceda anche senza gli Usa. La giustizia e i diritti umani, quelli relativi che riguardano le opportunità, e quelli assoluti, che riguardano lo spazio vitale per sentirsi soggetti del proprio destino, tornano al centro della politica mondiale. Intervista a Wolfgang Sachs.

Il bene comune della semente

Il tentativo dei grandi produttori di brevettare ciò che fino ad oggi era un bene comune, le sementi, renderà totale la dipendenza del contadino e porterà in rovina i coltivatori del terzo mondo legati a mercati e monete locali. Il circolo disastroso fra monocolture intensive, uso di fertilizzanti e pesticidi, e sementi ibride o modificate geneticamente. L’illusione della rivoluzione verde. Intervista a Giorgio Cingolani.


Quei 6000 km

Il dibattito che si è aperto nel mondo del commercio equo-solidale e dei gruppi di acquisto solidali, sull’impatto ambientale dei prodotti etici, che spesso devono attraversare continenti e oceani. Il "piccolo” vicino a casa e la necessità di porsi limiti superiori, ambientali oltre che sociali. Intervista a Deborah Lucchetti.

Lo statuto dell'incertezza

Scorie nucleari, veleni chimici, gas serra e ogm rappresentano incognite per la salute e l’ambiente tali da suggerire cautela nella reiterazione delle tecnologie che li producono. La legge della "correzione alla fonte” e quella del "chi inquina paga”. Il Principio di precauzione, che non inibisce la libertà di ricerca, ma al contrario la tutela dalla legge del più forte. Intervista a Fabrizio Francese.

Il riparatore

Il ricorso al nuovo potrebbe essere solo una parentesi nella storia dell’umanità; le nostre vite, anche se non ce ne rendiamo conto, sono piene di "riuso”, a partire dalla nostra casa; invertire una cultura che stigmatizza chi ricorre all’usato, riabilitando il valore, anche economico, della manutenzione; intervista a Guido Viale.


problemi d'ambiente


L'Overshoot day

L’incidente della centrale giapponese ha riaperto il dibattito sul nucleare e sui problemi della sicurezza, della trasparenza, delle scorie che ancora non si sa dove mettere, e infine dei costi; l’importanza di puntare su una fonte inesauribile e ben distribuita e la necessità, per ora, di risparmiare. Intervista a Vincenzo Balzani.

I nuclearisti dicono che siamo di fronte a un evento -un terremoto così violento- che capita una volta ogni millennio...
Eh, capita quando capita. Chi è che si aspettava che succedesse, dopo Chernobyl, un altro disastro in qualche modo paragonabile? Come si fa ad escludere che possa avvenire? Ora in Europa stanno facendo verifiche su verifiche...
Ma quando si fanno tutte queste verifiche cosa succede? Che vanno aggiunti sistemi di sicurezza, quindi aumentano i costi. Insomma, con il nucleare non si può essere mai sicuri al 100%, e più si vuole essere tranquilli, più si deve spendere. Il nucleare è una bestia difficile da controllare e prevedere. Pensiamo alle scorie, il problema forse più grave e insolubile. Chi mi garantisce che quello che io interro sarà sicuro per centomila anni? Poi c’è il fattore psicologico: non si sa mai dove arrivano le radiazioni, dove le porta il vento o la corrente del mare.


La parola "ecologia"
Nella turbolenza persistente, iniziata col crollo del muro di Berlino, e alimentata poi dalla globalizzazione e dalla crisi economica, in tutta Europa vanno in crisi le socialdemocrazie e, salvo che in Italia, avanzano gli ecologisti; l’errore fatale dei Verdi italiani di associarsi alla sinistra neo o post-comunista. Intervista a Marco Boato.
Stiamo vivendo una fase storica di grandissimo cambiamento e di grandissima difficoltà, sia a livello europeo che, per molti aspetti, anche a livello mondiale. Il quadro in cui dobbiamo inserire la nostra riflessione è quello in cui, soltanto una quindicina di anni fa, la maggior parte dei paesi europei era guidata da governi che in Italia definiremmo di centro-sinistra -socialisti, socialdemocratici, laburisti, eccetera- mentre oggi la stragrande maggioranza dei paesi europei ha governi che definiremmo di centro-destra -conservatori, liberali, e così via. Oggi la Svezia, che era un po’ il fiore all’occhiello della socialdemocrazia europea, è governata dalla destra, questo ci fa capire quanto profonda sia stata la svolta iniziata con la caduta del muro di Berlino, e quanto forte sia l’ondata, crescente negli ultimi dieci anni, di quello che potremmo definire genericamente un populismo di destra.


Il giorno dopo Copenhagen...
Un Summit deludente per chi si aspettava quel miracolo, che in realtà era già avvenuto; l’importanza della creazione di un clima di fiducia e responsabilità; il rischio che l’Africa paghi davvero un prezzo troppo alto e la convinzione che la vera partita si gioca a livello locale, nel quotidiano; intervista a Karl-Ludwig Schibel.


Sul nucleare
intervento
di Mario Agostinelli
Il nucleare è la fonte energetica più costosa che ci sia. Il prezzo dell’uranio è esploso negli ultimi anni, passando dai 20 dollari per libbra nel 2000 a 120 nel 2007 e continuerà a salire in relazione alla sua scarsità. Gran parte del costo dell’elettricità da nucleare è legato al costo di investimento per la progettazione e realizzazione delle centrali, che è almeno doppio di quanto ufficialmente dichiarato...


Diritto o bisogno?
Il rischio che il diritto all’acqua, da salvaguardare quindi sempre e comunque, venga retrocesso a bisogno, che ognuno soddisfa come può; la preoccupazione energetica di cui l’acqua può far le spese; la corsa folle alla costruzione di dighe dalla Cina alla Turchia; il ruolo delle multinazionali. Intervista a Emilio Molinari.
L’Europa sta compiendo una duplice operazione, dequalifica e depotenzia la questione dell’acqua riassorbendola all’interno dei mutamenti climatici. E’ un’operazione sottile che si copre dietro ad una reale emergenza ambientale cruciale. Ma dequalifica l’acqua nel senso che non la mette più al centro delle priorità. Cancella la specificità della crisi mondiale dell’acqua dichiarata dalle Nazioni Unite nel 2006.



Il peregrinare pedestre
L’assurdità di non insegnare più la geografia proprio quando la conoscenza del territorio diventa una necessità nella vita quotidiana della gente; l’estrema pericolosità del Vesuvio, vulcano esplosivo, non effusivo; l’assoluta irresponsabilità delle politiche urbanistiche della Campania. Intervista a Ugo Leone.

Lei denuncia da tempo un’ignoranza diffusa, se non un disinteresse, nel nostro paese riguardo la geografia. Può parlarne?
Voglio raccontare un fatto di pochi minuti fa: girando nel corridoio e guardando fra gli scaffali, mi è capitato fra le mani un vecchio opuscolo del Touring Club, 1998, che si intitola "Perché insegnare la geografia in una innovata scuola moderna e interdisciplinare”. Leggo solamente le prime righe del primo capitolo: "Geografia, una fine annunciata nella scuola italiana? La geografia è morta. Addio geografia, la geografia è destinata a scomparire dalle scuole italiane. Questi sono alcuni dei titoli comparsi sui maggiori giornali nazionali, dal momento in cui, nel mese di maggio 1997, è stato presentato il progetto sperimentale varato dal Ministero della Pubblica Istruzione e denominato ‘Ipotesi di sperimentazione da attuare nei primi due anni di scuola secondaria superiore’”. È un problema, questo, che ci trasciniamo da anni. Come geografo, io poi lo vivo quasi come problema personale, ma non è così. Qualunque argomento che attiene alla cultura riguarda la collettività, soprattutto quando cultura significa trasferimento di conoscenze che inducono a comportamenti.
Nel caso della geografia, quindi, non si tratta solo di una riduzione di cultura. L’Italia è un paese che ha avuto fino a pochi decenni fa gravi problemi di analfabetismo, che sono stati in buona parte colmati per quanto riguarda l’aspetto quantitativo: oggi non c’è quasi nessuno che non sappia leggere, scrivere e far di conto, e tuttavia permane una grossa ignoranza.





Il tmb di Vedelago
Un’emergenza, quella dei rifiuti in Campania, venuta in coda a quella dei terremoti e ancor prima a quella del colera. L’assurdità di muoversi solo quando è tardi, commissariando tutto. Gli incentivi Cip6 che dovevano incentivare le energie rinnovabili e invece son finiti nelle tasche dei petrolieri. Intervista a Guido Viale.

Condominio ecologico
Da un gruppo di genitori l’idea di mettersi assieme per occuparsi del proprio quartiere in trasformazione. Un condominio di sei piani costruito all’insegna del risparmio energetico, ma anche della qualità della vita. Intervista a Aldo Sachero, Graziella Antoniotti, Marta Fazi, Gianluca Ruggieri.

L'albero svizzero
Una rete di distribuzione elettrica antiquata che ci rende oltremodo vulnerabili, lo smantellamento del nucleare e del sapere connesso in cui l’Italia eccelleva, le scelte e le non scelte sconsiderate. La necessità vitale di diversificare. La grande chance dell’eolico e i pregiudizi consolidati sul nucleare. Intervista ad Enzo Annino.



archivio
La scommessa C02

Scommettere, insieme agli studenti di una scuola, per esempio, su una riduzione significativa dei consumi energetici solo individuando ed eliminando gli sprechi. Un approccio ai problemi ambientali ed energetici che deve essere finalmente pragmatico. Intervista a Sergio Gatteschi.

Quei pali di ferro...

La ripresa dell’emigrazione dal Sud, questa volta di laureati; l’asfissia di un’amministrazione pubblica che resta l’unica, grande risorsa economica; la crisi, per delocalizzazione, dei pochi poli di sviluppo... La grande risorsa della cooperazione "dal basso” con il Nord. L’esperienza della moneta locale dell’Aspromonte e il contratto di responsabilità per prevenire gli incendi. Intervista a Tonino Perna.

Quei 6000 Km

Il dibattito che si è aperto nel mondo del commercio equo-solidale e dei gruppi di acquisto solidali, sull’impatto ambientale dei prodotti etici, che spesso devono attraversare continenti e oceani. Il "piccolo” vicino a casa e la necessità di porsi limiti superiori, ambientali oltre che sociali. Intervista a Deborah Lucchetti.

Il latte e la cellulosa

Un problema, quello della Bse, dalle origini lontane, conseguenza quasi inevitabile della logica dell’allevamento intensivo, per la quale l’animale è ridotto a cosa. La rottura della complementarietà fra uomo e bovino ha reso drammaticamente quest’ultimo un nostro competitore alimentare; la pericolosa possibilità di indirizzare i gusti alimentari, sempre più standardizzati. Intervista a Roberto Marchesini.

No tav o no tir?

L’esempio di Francia e Svizzera che hanno risolto le stesse questioni in modo partecipato, efficace e soddisfacente per tutti; l’equivoco nominalistico della Tav, che non sarà alta velocità; il trasporto merci che oggi deve andare "in pianura”; una parte di ambientalismo sempre contrario a priori, comunque. Intervista a Mario Virano.

Un contratto per l'umanità

L’acqua, che nei prossimi anni diventerà sempre più scarsa per via dell’inquinamento e del riscaldamento del pianeta, che già oggi manca a intere popolazioni del pianeta, la si è voluta considerare un "bene economico” da cui trarre profitti. Una scelta catastrofica, da fermare finché si è in tempo per evitare guerre e carestie, in nome del principio che l’acqua è "bene comune” della popolazione. Intervista a Emilio Molinari.

L’onda lunga

Una montagna di fango che inonda un’intera valle e provoca quasi duemila vittime e poi il "dopo”, che per i superstiti diventa peggiore deI disastro: le truffe dei risarcimenti, la memoria violata... Intervista a Lucia Vastano.
La scommessa CO2

Scommettere, insieme agli studenti di una scuola, per esempio, su una riduzione significativa dei consumi energetici solo individuando ed eliminando gli sprechi. Un approccio ai problemi ambientali ed energetici che deve essere finalmente pragmatico. Intervista a Sergio Gatteschi.
Primo, cambiare comportamento

Una dipendenza, quella energetica, da contrastare eliminando innanzitutto i grandi sprechi. L’abitudine, sbagliatissima, di considerare il consumo energetico come un indice del benessere. La risorsa del pagamento a consumo. Quel che si può fare con le vetrate a schiera dei palazzi di uffici. Le false speranze che si appuntano sull’idrogeno. L’eolico che può servire da frangivento. Intervista a Mario Palazzetti.
Più bici

Dall’esperienza di un’officina per riparare le biciclette nata in un centro sociale l’idea di una rete di stazioni per biciclette in punti strategici di Milano, in cui poter noleggiare e fare anche manutenzione, una competenza semplice, alla portata di tutti. L’esperienza di "critical mass”, raduni di ciclisti che, raggiungendo una certa massa critica, si reimpossessano della strada. Intervista a Davide Maggi e Annibale Osti.
Alternative concrete

A partire dalla lotta contro un mega inceneritore, la ricerca di soluzioni concrete al problema dei rifiuti, dal ritorno a contenitori da non buttare, ai supermercati che vendono solo detersivi ecologici, alla raccolta differenziata e consegnata, dal cittadino stesso, a un eco-centro. Intervista a Mattia Maistri.
Bruciare i rifiuti?

Ogni combustione produce effetti tossici, in particolare diossine che, non essendo degradabili, restano nel terreno ed entrano nella catena alimentare. La riduzione delle emissioni di sostanze inquinanti, che ha un costo, è osteggiata dall’impresa. La possibilità di ridurre drasticamente la necessità di bruciare i rifiuti. Un consumismo spesso indotto e irrazionale che diventa costume. Intervista a Renzo Tomatis.
Sopra le vasche

A Seveso, nome che ha lo stigma della catastrofe ambientale, grazie all’impegno di Legambiente e altre associazioni, proprio la memoria è diventata un valore aggiunto del luogo. Il Bosco delle querce, uno stupendo parco cresciuto sulle vasche dei detriti tossici, oggi è meta di scolaresche che fanno educazione ambientale e di campi, anche internazionali. Ne parlano Simona, Oriana, Nadia, Saul, Stefano, Max e Lele.
Il petrolio è finito

Il pianeta, e così i giacimenti di petrolio, non sono infiniti. Le previsioni sul "picco” della parabola del petrolio. Quello che per i prossimi trent’anni non potrà cambiare è l’uso del petrolio per i trasporti. La motorizzazione della Cina e dell’India e i rischi di un collasso ambientale. La guerra dell’Iraq per "tenere aperti i rubinetti”. Le scelte dell’industria automobilistica che non cambiano. Intervista a Guglielmo Ragozzino.
Le ragioni dei sindaci

La salute degli abitanti a repentaglio per la presenza di amianto, lo sconvolgimento per l’invasione di lavoratori di fuori, i dubbi gravissimi sull’utilità dell’opera, un metodo di decisione che taglia fuori i cittadini direttamente coinvolti. Intervista a Simona Pognant, Mario Richiero, Loredana Bellone.
Finche vola
lo Svassum Maggiore

Il lago Trasimeno, una lama d’acqua sempre in bilico fra lago e palude, fra vita e morte. Le pesche miracolose del passato che fecero la fortuna del comune di Perugia. La crisi attuale dovuta a uno "sviluppo” che ha soppiantato le colture tradizionali agricole e i fossi che le delimitavano e ha messo in crisi i pescatori che garantivano la manutenzione delle rive. La difficoltà di decisioni "democratiche”. Intervista a Ermanno Gambini.
La monocultura
della mente

Patate che hanno bisogno di una misura, quella standard di McDonald’s, olii che non possono più essere prodotti nei frantoi locali, il "riso d’oro” che soppianta tutto. L’inconciliabilità fra biodiversità e multinazionali. Intervento di Vandana Shiva.
Sole e acqua

L’idea di una sorgente di energia pulita e infinita non è un sogno, e il ciclo che trasforma l’energia solare in elettricità per produrre idrogeno che produce di nuovo elettricità non è insensato. Il problema dell’intermittenza delle fonti alternative. La "generazione distribuita” vorrebbe dire democratizzare la produzione di idrogeno su scala planetaria, costruendo una rete di scambio energetico simile a internet. Intervista a Angelo Moreno.
Cento auto
a chilometro

L’auto che ha informato la nostra vita, trasformando il paesaggio, segnando il costume, facendo da traino a tutto lo sviluppo industriale, sembra entrata in una crisi irreversibile: l’inquinamento, l’irrespirabilità, l’invivibilità di città congestionate dal traffico, non possono non portarci a riconsiderare il modello dell’auto individuale. Una mobilità flessibile e collettiva. Intervista a Guido Viale.




chiudi