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Il rendiconto della democrazia

In un pae­se feu­da­le, do­ve cia­scu­no al­la fi­ne ha la sua pic­co­la ca­sta di ap­par­te­nen­za, l’im­por­tan­za di re­cu­pe­ra­re la fra­tel­lan­za e una "di­su­gua­glian­za ben tem­pe­ra­ta”; una Ca­me­ra dei cit­ta­di­ni sor­teg­gia­ti e il re­call, cioè la re­vo­ca del­l’e­let­to im­me­ri­te­vo­le, co­me pos­si­bi­li ri­me­di; le 63.000 de­ro­ghe. In­ter­vi­sta a Mi­che­le Ai­nis.



La Glocal City
La necessità di capire che con la globalizzazione gli stati nazionali perderanno sempre più potere mentre il rapporto fondamentale sarà quello fra le grandi regioni e l’Europa e il mondo; i nodi dell’unità del 1861 che vengono al pettine; il grande nord è una realtà economica, sociale e culturale; le 4 glocal city europee, Londra, Parigi, Berlino e Milano.
Intervista a Piero Bassetti



Il male del centralismo

L'uniformità punitiva
La carenza di risorse, ma soprattutto il fatto che il cittadino non vuole essere più né suddito né cliente, ma protagonista, pone all’amministratore sfide inedite; la difficoltà di un approccio manageriale in un sistema ancora borbonico che vede nell’autonomia solo un rischio. Intervista a Mauro Bonaretti.

Chi fa cosaIl ritorno alla Tesoreria unica, che va a penalizzare proprio gli enti virtuosi; la situazione, emblematica, della Provincia di Treviso che, pur avendo in cassa 50 milioni di euro, non può pagare ditte che hanno già svolto il lavoro, e il problema degli enti inutili; perché il federalismo può fare bene al sud. Intervista a Carlo Rapicavoli.

Le 4 italiane, le 4 europee Un tessuto produttivo, quello di Rimini, che conta circa un’impresa ogni dieci abitanti; il settore alberghiero che tiene e la crisi devastante dell’edilizia; i dubbi sulla riforma, che trascura i piccoli, vera spina dorsale del paese; l’importanza che le 4 locomotive dell’Italia continuino a trainare. Intervista a Salvatore Bugli.

Se il Veneto... Il So­se che ha fat­to gli stu­di di set­to­re su­gli en­ti lo­ca­li e pe­rò non pub­bli­ca i da­ti; i 18 mi­liar­di di re­si­duo fi­sca­le del Ve­ne­to e i 24.000 di­pen­den­ti del­la Re­gio­ne Si­ci­lia; il fe­de­ra­li­smo che non c’è e la so­li­da­rie­tà oriz­zon­ta­le te­de­sca; il pro­ble­ma del­la len­tez­za del­la giu­sti­zia, ben più gra­ve del­l’art. 18. In­ter­vi­sta a Gian An­ge­lo Bel­la­ti.

Questo è il vecchio stato!Al Sud il ve­ro "anel­lo man­can­te” è un rap­por­to vir­tuo­so tra i cit­ta­di­ni e lo Sta­to, che non può es­se­re sen­ti­to so­lo co­me ves­sa­to­rio, lon­ta­no, e quin­di da im­bro­glia­re; le chan­ces del fe­de­ra­li­smo de­mo­cra­ti­co e la fi­ne, for­se, del­la ge­ne­ra­zio­ne del­la pan-po­li­ti­ca; la spe­ran­za che co­min­ci un ve­ro dia­lo­go in­te­ri­ta­lia­no; in­ter­vi­sta a Lu­ca Mel­do­le­si.



L'umiltà della democraziaUna de­mo­cra­zia eli­ta­ri­sta, in cui, in no­me del­la com­pe­ten­za, con­ta­no so­lo gli ef­fet­ti del­le de­ci­sio­ni, non le lo­ro mo­da­li­tà; un ple­bi­sci­ta­ri­smo in cui i cit­ta­di­ni so­no so­lo una mas­sa in­for­me; la de­mo­cra­zia non vuol ap­piat­ti­re tut­to, ma so­lo neu­tra­liz­za­re i pri­vi­le­gi di for­tu­na e cul­tu­ra. In­ter­vi­sta a Na­dia Ur­bi­na­ti.


Il condizionale attenuativoPer vi­ve­re as­sie­me a per­so­ne di­ver­se da noi in so­cie­tà com­ples­se non ba­sta la buo­na vo­lon­tà, so­no ri­chie­ste del­le abi­li­tà pra­ti­che, co­me l’em­pa­tia e un ap­proc­cio non as­ser­ti­vo; la cri­si del­le scuo­le pub­bli­che e il ruo­lo dei so­cial net­work; l’in­no­va­ti­va for­mu­la del sin­da­ca­to ame­ri­ca­no dei ser­vi­zi. In­ter­vi­sta a Ri­chard Sen­nett.

Misura e malinconia
Le buone maniere quotidiane, la qualità del rapporto con gli altri sono politica, una politica altrettanto importante del parlamento e del voto. Il bisogno che è alla base di tutto e che spinge alla misura, di se stessi, degli altri, dell’ambiente; la misurazione fondamento della scienza e della stessa politica; la ragion di Stato non è machiavellismo, ma notitia rerum; la malinconia che ci procura la presa d’atto della nostra pochezza è all’origine della politica. Intervista a Pierangelo Schiera.



archivio
Lo stato burocratico

La busta azzurra
I risultati dell’ultimo rapporto sulla spesa previdenziale e i 13 miliardi di euro di disavanzo. Quei 10 milioni di pensionati che, se non intervenisse lo Stato, non avrebbero quasi nulla. L’attivo dei subordinati e il passivo dei pubblici. L’incredibile vicenda della "busta azzurra”, che non parte. Intervista a Alberto Brambilla.

Presunzione di falsità
Proprio mentre faticosamente una madre sta mettendo in moto un percorso di emancipazione e autonomia per la figlia disabile, l’arrivo della lettera dell’Inps per una verifica sui falsi invalidi, che di fatto costringe a enfatizzare il negativo, cioè le inabilità, anziché il positivo, cioè le risorse.
Intervista a Lucia Robustelli.

Street-level bureaucrat
Il cen­tra­li­smo del­lo Sta­to na­po­leo­ni­co, che da noi si è fu­so con l'a­spet­to re­pres­si­vo del si­ste­ma mi­li­ta­re pie­mon­te­se; la cul­tu­ra del­la va­lu­ta­zio­ne che sten­ta a en­tra­re nel pub­bli­co im­pie­go; un sin­da­ca­to che, di­fen­den­do il "bas­so sa­la­rio, ma si­cu­ro" in real­tà mor­ti­fi­ca il di­pen­den­te re­spon­sa­bi­le. In­ter­vi­sta a Ni­co­let­ta Sta­me.


La rivoluzione concreta

Arruolare il malato
La ne­ces­si­tà, per ri­spon­de­re ai bi­so­gni dei cro­ni­ci, che og­gi so­no cir­ca il 30% del­la po­po­la­zio­ne e as­sor­bo­no il 70% del­le ri­sor­se, di ri­vo­lu­zio­na­re il mo­del­lo sa­ni­ta­rio, ta­glian­do po­sti-let­to ospe­da­lie­ri e ri­pen­san­do il ruo­lo dei me­di­ci di fa­mi­glia, de­gli spe­cia­li­sti e an­che del­le in­fer­mie­re. In­ter­vi­sta a Fran­ce­sco Lon­go.

L'arretrato
Un si­ste­ma far­ra­gi­no­so, a co­min­cia­re dai mas­si­mi li­vel­li, di fat­to de­re­spon­sa­bi­liz­zan­te, in cui il cit­ta­di­no è con­si­de­ra­to un fa­sti­dio; una len­tez­za mo­struo­sa che con­trad­di­ce qual­sia­si ri­cer­ca del buon ri­sul­ta­to; i cam­bia­men­ti, an­che tec­no­lo­gi­ci, esi­go­no un cam­bio di men­ta­li­tà, sem­pre dif­fi­ci­le e len­to.
In­ter­vi­sta a Da­vi­de Car­ne­va­li.


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