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domande

Perché il fondatore del sindacato non lo ricorda nessuno?

Di formazione mazziniana e risorgimentale, socialista, proudhoniano, grande eclettico, Osvaldo Gnocchi-Viani, fondatore delle Camere del Lavoro, osteggiò la scelta marxista "tedesca" di Turati, che riduceva il sindacato e l’associazionismo popolare a cinghie di trasmissione di un partito votato al socialismo di stato e a un mutualismo paternalistico statalizzato. La sconcertante attualità delle sue idee sul far da sé solidaristico da opporre a quello individualistico liberale. Intervista a Pino Ferraris.


La bugia, che per Kant non può che accompagnarsi a un atteggiamento dispotico, era già praticata dalla democratica Atene in politica internazionale, dove la potenza, vero oggetto della politica, tende a regnare sovrana. La pubblicità, anima della democrazia, incompatibile con gli apparati militari e burocratici. La virtù fondatrice, che non può non sporcarsi le mani con il crimine e la violenza, deve cedere poi il passo alla virtù conservatrice. L’importanza del "fare come se”. Intervista a Nadia Urbinati.

L'antisemitismo
esiste ancora?


Un senso di colpa che non può portare a voler combattere oggi la battaglia non combattuta ieri. Un allarme irrealistico in Europa. L’anti-israelismo quello sì, reale, può volgersi in antisemitismo nel momento in cui comincia a vedere in Israele l’origine di ogni male. Il fallimento del sionismo che doveva garantire la sicurezza all’ebreo.

La sorellanza irochese influenzò
la costituzione americana?

La società irochese dove si parla una lingua in cui i maschi sono sorelle, in cui le donne decidono del cibo, dei figli, del villaggio, hanno diritto di veto sulle guerre e custodiscono l’energia vitale. Lo strano andirivieni del maschio fra la casa della mamma e quella della moglie, e la sua roboante oratoria. Il valore dell’adozione e, anche, della tortura. La democrazia che influenzò i costituenti americani. Intervista a Maria Teresa Romiti.


Il modo di rapportarsi con gli immigrati, ma non solo quello, è predeterminato dalla cultura familiare del paese di accoglienza: se si è stati allevati nell’idea dell’uguaglianza o in quella della differenza fra fratelli. La società egualitaria francese e quelle differenzialiste, la moderata anglosassone e quella dura tedesca, basata sulla famiglia a erede unico. Il matrimonio misto che rassicura gli uni e angoscia gli altri. Intervista a Emmanuel Todd

E' giusto considerare unica la Shoà?

Non c'è il rischio che l'insistenza sull'unicità, oltre che a sacralizzare e a "portare fuori dalla storia" la Shoà, relativizzi e banalizzi tutto il resto che succede?

L'Islam è contro le donne?

Il maschilismo e la volontà di sottomettere la donna, che hanno segnato la storia dell’umanità, trovano nell’islam sostegno teologico? Il Corano cosa dice a proposito e come va interpretato?

Il vociare di Atene era superiore
al silenzio di Sparta?

La vicenda intellettuale di John Stuart Mill, pensatore della moderna democrazia. La sua idea di sfera pubblica, maturata nelle discussioni nella fitta rete dei club studenteschi, anello fondamentale di congiunzione fra sfera privata e sociale e gestione dello stato. L’influenza della questione femminile. La sua concezione dell’uguaglianza, e del cooperativismo, come condizioni di libertà individuale e diversità. Intervista a Nadia Urbinati

Quale modello di cittadinanza?

Quali differenze culturali e quali modalità nell’affrontarle autorizzano a chiamare multiculturale una società? Il processo di produzione di differenze è molto complesso. In esso si inventa, si recupera, si assembla. Un bricolage continuo che può portare alla frantumazione della società, ma che non può essere affrontato riproponendo l’assunto assimilazionista. Il rischio, in mancanza di un polo democratico, di derive integraliste.


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