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Testo di una città - 2010

9 ottobre 2009

cari amici,
alla riunione di martedì sera abbiamo provato a immaginare un menabò più rigido che prevede nella prima parte la sezione "cosa sta succedendo" (indicativamente le prime 5 pagine), seguita da "problemi di lavoro" e "problemi di scuola" e ancora da due "storie" di due pagine ciascuna, da un'intervista sulle "buone pratiche" e da un'altra sui temi dell'ambiente o della convivenza o sulle questioni relative alla vita e alla morte.
Segue il servizio fotografico.
Nella seconda parte sarebbe prevista la sezione "internazionalismo", poi una storia lunga (stile grandi vecchi o storie comunque "epiche"), la sezione "domande" (dibattito,cultura, scienza, ecc), il "ricordarsi", due pagine di varie e eventuali (lettere, interventi, ecc.) e infine gli appunti, auspicabilmente più incisivi e "nostri". Nell'ultima il reprint.
Non ci sono grandi cambiamenti, ma in realtà la sola introduzione di tre "storie" a numero comporta un grosso impegno per noi.
Le segnalazioni, vostre, ma anche degli abbonati, saranno preziose.
A questo riguardo, Patrizia ha indicato come taglio possibile delle "storie" l'individuazione di persone a vario titolo "impegnate": a fare bene il proprio lavoro, a far crescere bene i propri figli, alla gente insomma che nella quotidianità conduce tenacemente delle battaglie, anche casomai a fronte di risultati minimi. L'idea è poi quella del privato è politico. Ma dietro c'è pure l'idea che certi comportamenti sono diventati di fatto un atto politico a fronte di un cialtronismo che pare dilagare.
Per "storie" intendiamo ovviamente anche quelle di lavoro, di giovani, di vita, ecc.
Riguardo la seconda parte, l'impegno è di cercare di essere più provocatori e di aprire anche a discussioni su temi spinosi, come una certa retorica sulla costituzione, o scandagliare il tema delle ronde (con Berardinelli), o ancora il rapporto tra ambientalismo e democrazia, eccetera.
Un po' alla rinfusa abbiamo buttato giù alcune possibili interviste, per esempio a W. Goldkorn su Marek Edelman, al cui funerale dedicheremo il servizio centrale nel numero in chiusura.
Tra parentesi Fausto è stato a Varsavia alla cerimonia e in quell'occasione ha scattato molte foto anche al ghetto e al cimitero ebraico (che è in un bosco, le immagini sono molto belle). In pratica con un viaggio ha raccolto materiale forse per tre servizi fotografici e questo ci ha riportato all'importanza di girare -- e ai problemi connessi.
Dobbiamo anche tornare a occuparci della scuola. Purtroppo man mano che agguantiamo certe questioni (vita e morte, lavoro) diventiamo carenti su altre.
Comunque, dal numero di novembre ci misureremo con questo nuovo menabò. A presto, Barbara


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