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Testo di una città - 2010

25 ottobre 2008

Caro Massimo, sono Gianni ed era mio il messaggio frettoloso con quella parentesi sul Pd di sinistra e sul "socialfascismo". Beh, intanto vorrei dire che non era sprezzante verso le persone ma solo verso l'idea. Poi, certo, uno può pensare che per proprietà transitiva... Ma credo sia importante tenere distinte le due cose e si possa, si debba anzi, essere polemici, anche fortemente, sulle idee continuando a rispettare le persone e a essere curiosi dei tragitti, delle psicologie, delle storie. Io per esempio ho ormai una ripulsa molto forte per l'idea di comunismo (salvo nel caso, tuttora nobilissimo, che indichi uno stile di vita, ma solo in quello, caso che da tempo, del resto, riguarda solo religiosi, nel senso proprio di monaci), ma so bene quanta generosità e nobiltà d'animo hanno avuto tanti comunisti (ho incontrato dei braccianti di Ginosa).
La seconda premessa che vorrei fare è che io penso molto male del Pd (perché mi sembra frutto del compromesso storico, perché si è legato le mani su temi etici decisivi, perché non si capisce se è democratico al suo interno, perché non si è unificato con i socialisti, perché dovrà star fuori dall'Internazionale socialista, perché non propone più alcuna riforma radicale, dal federalismo alla Rai, ecc. ecc.) e comincio a pensare anche che non sopravviverà a lungo mentre a lungo continueranno i travagli della sinistra.
Per il resto io mi riferivo precisamente alla "svolta a sinistra" di tutta la sinistra cosiddetta radicale dopo la catastrofe elettorale: il Pd è ormai un partito di centro, lo spazio che si apre enorme, gli operai chehanno votato Lega l'han fatto per protesta, quindi bisogna tornare a protestare forte, viva viva e via a scannarsi e a farsi a pezzi, letteralmente, per gettarsi su quell'osso a loro dire gigantesco. Già Vittorio Foa (uomo non di sinistra, quindi? Essendo sostenitore del Pd di Veltroni...) in un'intervista a noi, anni fa, metteva in guardia Bertinotti dal reagire alle difficoltà col riflesso del VI congresso dell'internazionale, quello appunto del socialfascismo (i socialdemocratici peggio dei fascisti perché mascherano la vera faccia della destra).
Tutto qui, ma anche se è poco non può essere liquidato dentro una parentesi mentre si parla d'altro: ho sbagliato.
Ora, si dice che è dai fatti che si giudicherà chi è di sinistra o no. Ma i fatti li si giudica in base a quale canone? Almeno lo vorremmo conoscere. In base a quale canone Ichino è meno di sinistra di Cremaschi? Cremaschi l'abbiamo visto a un dibattito aggredire, solo verbalmente, ma con odio, l'altro invitato, che era della Fim-cisl di Verona, e mi immagino cosa avrebbe fatto se avesse avuto di fronte Marco Biagi; quindi mi verrebbe da dire che non ci voglio aver nulla a che fare. Ichino lo leggo e mi stimola a ragionare, senza essere d'accordo casomai. Allora?
Si può dire: ognuno avrà il suo di canone. Bene, allora per me non è di sinistra chi si è messo a odiare la Cina solo quando hanno introdotto i padroni e non quando si è saputo dei milioni di morti fatti dal grande dittatore rosso, non è di sinistra chi, casomai per antiamericanismo, non segue il principio del pronto soccorso nei casi di minaccia di genocidio verso una minoranza, non è di sinistra chi identifica la sinistra con il welfare e non con i processi di emancipazione (credendo poi di essere con ciò granché radicale), non è certo di sinistra chi ha accettato il cumulo delle pensioni fino ad averne 5 o 6 e guadagnare quasi 50000 euro al mese (mi riferisco a un caso preciso), non sono di sinistra i deputati della sinistra che non rinunciano a tutti i privilegi di cui godono e che non si accontentano di uno stipendio da operaio specializzato, ecc., ecc. Passerei le mie giornate a giudicare e a emettere provvedimenti di espulsione fino a quando non rimarrei da solo: a quel punto le difese immunitarie si volgerebbero verso l'unico superstite, io, e in base al canone di Andrea Caffi, la mia stima per il quale è illimitata, secondo cui non può dirsi socialista chi non rinuncia al diritto di ereditarietà, avendo ereditato da mio padre un appartamento al mare, mi espellerei senza appello.
Allora, dico io, non sarebbe meglio accettare semplicemente che chi si professa di sinistra è di sinistra? Non siamo tutti qui a fare il tifo per Obama? E non è anche lui un po' equidistante fra operai e padroni alla Veltroni maniera? Una volta Adriano Sofri propose l'autocertificazione. Mi sembra giusto. Dopo, possibilmente con spirito, non dico fraterno, ma amichevole sì, cominciamo a battagliare sulle idee, a criticare quelle degli altri e anche, certo, i loro comportamenti, ma soprattutto, a testimoniare con l'esempio il nostro canone personale.
Ps (a scanso di equivoci). Quel "ben posizionati" del messaggio, che era anche leggermente ironico per via del fatto che non contiamo assolutamente nulla, si riferiva esclusivamente a quello che stiamo facendo e che dovremmo fare molto meglio: in questo marasma se qualcuno va in giro a intervistare gente, anche di destra, suscita dibattiti anche aspri sul da farsi, fa opera di stimolo ai ripensamenti, e di divulgazione fra i giovani, andando a tirar fuori dalla tradizione della sinistra, gli insegnamenti di coloro che hanno avuto ragione nell'isolamento più totale e che dei problemi che tutt'ora ci attanagliano, avevano già discusso laicamente (pensiamo al federalismo e al danno immane di averlo lasciato alla Lega), svolge un servizio anche per chiunque faccia politica in senso stretto (che non siamo e non saremo mai noi).
Mi scuso per la prolissità. A presto, Gianni

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