Logo Una Città
i nostri libri
Vai al catalogo completo dei libri


Testo di una città - 2010

31 marzo 2008

Abbiamo appena concluso un viaggio di sei giorni in Marocco, un paese che mi è parso molto accogliente, "sorridente", desideroso di apertura e di contatti; un grande cantiere in cui lavorano molte donne (la maggioranza delle persone che abbiamo intervistato) che lottano per migliorare le loro condizioni di vita e quelle delle persone più disagiate.
Attraverso le nostre interviste, Barbara e io abbiamo misurato la determinazione, il rigore, il coraggio, la speranza che sostiene la battaglia per il rispetto della dignità delle donne, tassello indispensabile per affermare i diritti civili in generale della popolazione.
Mi hanno colpito in particolare alcuni aspetti: l'attaccamento ai valori tradizionali che appartengono all'Islam, come il legame con le famiglie di origine e la considerazione per il messaggio sia materno che paterno nella sua essenza principale. Mi spiego meglio: ci hanno descritto madri che, pure essendo imbrigliate nel loro ruolo storico di emarginazione, esprimevano personalità estremamente forti e determinate, erano modelli positivi; abbiamo sentito parlare di padri coerentemente impegnati a vivere nella quotidianità il principio della giustizia, del rispetto dell'altro, felici di veder nascere delle figlie (in una società dove il figlio maschio è particolarmente venerato); padri che hanno consentito alle ragazze (alcuni le hanno proprio incoraggiate) di attrezzarsi con uno degli strumenti più importanti per conquistare autonomia, per diventare cittadine a tutti gli effetti: l'accesso all'educazione, alla formazione, al sapere, alla capacità di elaborare ed esprimere meglio ciò che già sentivano fortemente, il bisogno di partecipare alla costruzione di una società più giusta.
Questi legami familiari non hanno impedito alle donne che abbiamo intervistato di perseguire i loro obiettivi che talvolta contrastavano con la tradizione: abbiamo conosciuto una grande studiosa ed esperta di interpretazione del Corano, la cui autorevolezza è talmente riconosciuta dall'essere stata invitata a corte dal re per tenere una lezione pubblica; abbiamo incontrato donne che riescono a non farsi condizionare dalla maternità (pur desiderata e realizzata) e che dimostrano grande impegno nel solidarizzare con tante altre rendendole capaci di conoscere i loro diritti attraverso corsi di alfabetizzazione, centri di ascolto contro la violenza, interventi in paesini sperduti della campagna; le abbiamo viste protagoniste nella lotta per l'applicazione del Nuovo Codice di famiglia poco conosciuto dalla maggioranza, ma soprattutto scarsamente efficace per le strutture inadeguate e la mentalità ancora arcaica sia di molti uomini ma anche di altrettante donne; abbiamo conosciuto responsabili, coordinatrici di progetti importanti nel campo della medicina (lotta alla diffusione dell'AIDS) o dei Diritti Civili: applicazione di leggi, delle decisioni del Comitato contro maltrattamenti e soprusi subiti dai carcerati; difesa dei diritti acquisiti; risarcimento dei danni subiti non solo individualmente dai detenuti politici, ma anche collettivamente da intere comunità locali.
Tutte queste donne ci hanno trasmesso un messaggio di forza, di competenza, di coraggio, di determinazione; emanavano un grande rigore, ottimismo, nessun spazio all'autocommiserazione.
Senza parlare delle/dei più giovani che di fatto praticano una vita diversa da quelle/i delle generazioni precedenti: c'è maggior circolazione di idee perchè si spostano geograficamente per proseguire gli studi o per lavorare, così anche le ragazze sperimentano il vivere fuori dalle famiglie; ci sono maggiori opportunità e contatti.
Certo si ha anche l'impressione che, su tutto questo fermento (che sembra andare verso un'evoluzione positiva) incomba il rischio di una sfida troppo grande rispetto alle condizioni economiche e sociali molto pesanti: il sistema scolastico pubblico è molto insoddisfacente - anche quello privato non ne supplisce i limiti - ; il sistema sanitario fa molti progressi ma sconta un'eredità difficile; c'è una grave tendenza alla "fuga dei cervelli" perché il paese offre scarse prospettive.
Dall'altra parte la difficoltà, quasi impossibilità, di ottenere "visti" di espatrio anche temporanei impedisce la circolazione delle persone e riduce enormemente le opportunità di scambio con i paesi europei. Infine c'è la grande minaccia del fondamentalismo che avanza, delritorno indietro sul piano della libertà di comportamento e di pensiero.
Ricordo le parole di Jamila Lamani: "Stanno cambiando delle cose che ci turbano: in certi ambienti si interrompe il lavoro per pregare"; "ti senti meno libera di non portare il fazzoletto in testa o di vestirti come ti pare" (e non si riferiva certo ad abbigliamenti provocatori ed esibizionisti!); "Ho paura per mia figlia: in che mondo futuro vivrà? quali saranno le sue opportunità, le libertà di cui potrà godere?". Io credo sia aperta una grande scommessa e penso che il miglior modo di combattere il fondamentalismo che temono (ma che è una minaccia anche per noi) sia moltiplicare il sostegno materiale e morale alle iniziative e agli sforzi di tutte queste persone in lotta per l'applicazione e lo sviluppo di tutti i loro diritti fondamentali: a livello di formazione, di miglioramento delle leggi esistenti, di creazione di opportunità di lavoro e di condizioni di vita dignitose, base indispensabile per esprimere le loro potenzialità e costruire con noi occidentali comprensione, scambio, collaborazione, futuro più giusto e sostenibile.
Joan

dal nostro blog
0
24 ottobre 2017

Per un sindacato unito. Dalla lettera di Pierre Carniti a Cgil, Cisl e Uil

… Il lavoro da sviluppare è, dunque, quello di cogliere l’unità nella diversità e di trasformare il superamento delle diversità … ...

segui
0
24 ottobre 2017

Denti

Un venerdì mattina dello scorso marzo, a Salisbury, Maryland, già due ore prima del sorgere del sole si poteva vedere … segui


0
18 ottobre 2017

Epistocrazia

Su “Le Monde”, il costituzionalista Alexandre Viala, nell’interrogarsi su quale sia il modello di governo che ha in mente Macron, … ...

segui
0
17 ottobre 2017

Fuori dalla scuola

Marie, 13 anni, amava l’inglese e Shakespeare, ma non riusciva a controllare il suo comportamento. Non può farci nulla, si … segui


0
11 ottobre 2017

Disuguaglianze in Germania

Alla vigilia delle elezioni in Germania, il “Financial Times” ha dedicato un pezzo alla povertà in Germania, o più precisamente … ...

segui



chiudi