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Testo di una città - 2010

20 settembre 2007

Cari amici, ricominciamo la mailing. Con due proposte "sconvolgenti". Cambio di formato e cambio di testata.
La proposta sul formato è quella di dimezzarlo esattamente (sarebbe come arriva dalla posta, girato in verticale), con punto metallico, cioè graffettato, 48 pagine invece di 24 e il sommario, più ragionato, in ultima. Sul formato raccogliamo ormai da anni proteste per la scomodità (non si porta in tram, a letto, è comunque scomodo, non si fanno fotocopie). Si potrebbe aggiungere che l'ultima piega (quella che oggi piega in due il giornale) deturpa (e ancora di più lo farebbe in caso di aumento delle pagine). Le obiezioni sono che si perde un tratto distintivo dell'identità della rivista (ricorda il primo espresso..., sa di anni 70, ci siete solo voi così grandi...) e che forse si danneggiano le foto. Le obiezioni alle obiezioni sono che un tratto distintivo non può andare a scapito della leggibilità, sarebbe peccato di snobismo; sulle foto -dice il nostro responsabile foto- non è poi così certo il danno; in più alcuni sostengono che il nuovo formato favorirebbe una varietà maggiore delle misure delle interviste, oggi un po' monotona (due pagine, quindi da 25000 a 30000 battute, sempre).
L'eventuale cambio di testata è ancora più traumatico. Il motivo è uno, fondamentalmente: "una città" suona locale (se poi uno chiede "dove lo fanno?", "a Forlì", è fatta). Siccome non abbiamo perso la speranza di "sfondare" (nella nicchia che ci spetta, ovviamente, che vorrebbe dire, chi sa, 3000 abbonamenti?), forse quello è un handicap grave. Qualcuno pensa anche che "una città" non rispecchi in nessun modo lo spirito e il messaggio della rivista. Altri dicono che "una città" non suona locale, che suona una qualunque, quindi tutte, che è molto bello, e soprattutto che è comunque una follia cambiare una testata che è un patrimonio. La proposta è "domande" (una città resterebbe più piccolo, a pié di copertina, con la numerazione che continuerebbe). Ora non aggiungiamo altro, anche per non influenzare la prima impressione che comunque è importante. Diciamo solo che abbiamo pronto un facsimile della copertina che spediremo via posta (se qualcuno non lo riceve ce lo dica) e che in redazione c'è chi è entusiasta di "domande" e chi è violentemente contrario. Diteci qualcosa. La redazione.
Pensiamo anche, nel giro di una ventina di giorni di vederci a Forlì in una "riunione nazionale". E' possibile?


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